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Il messaggio di Carriero: «Riapriamo tutti e puntiamo sull’altra faccia di Ischia»

Lunga intervista al patron del Regina Isabella che ha deciso, evoluzioni della pandemia permettendo, di riaprire i battenti il 16 aprile. Tanti spunti interessanti, e soprattutto l’invito a creare anche un’offerta turistica diversa e più in linea con i tempi del covid

Partiamo da quella che sarebbe la sua intenzione, e il condizionale di questi tempi è quanto mai d’obbligo. Il Regina Isabella aperto a far data dal 16 aprile, che ad oggi sembra un vero e proprio atto di coraggio.

«Faccio una premessa, rifacendomi a quello che ha appena detto. Lo sto rappresentando un po’ a tutti, non so se riusciremo a rispettare la data prefissata. Noi ci stiamo preparando per essere pronti e operativi, ma dipende anche dall’evoluzione delle prossime settimane. E allora stato dell’arte non posso non far notare un aspetto invero tutt’altro che rassicurante, relativo all’andamento della pandemia».

Ossia?

«Beh, circola la notizia che in base a uno studio – la cui attendibilità è peraltro tutta da verificare – in alcune regioni italiane (e tra queste purtroppo figura anche la Campania) il picco del contagio è previsto proprio per metà aprile. Se così fosse è chiaro che dovremmo rimandare l’apertura, ma per circostanze contingenti ed indipendenti dalla nostra volontà. Noi però ci stiamo attrezzando per mettere a punto quel che serve per essere pronti, sapendo che non dipenderà soltanto da noi».

«Se la pandemia lo consentirà lo consentirà il Regina Isabella aprirà il 16 aprile, vuole essere un segnale di coraggio e positività all’isola. A differenza dell’anno scorso, abbiamo alcune componenti che inizieranno a viaggiare in ogni caso perché nel frattempo sono o saranno stati vaccinati. Magari non tantissimi, ma comunque ci sono. Anche se pensavo che la campagna procedesse spedita e senza ostacoli»

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Come mai questa decisione comunque controtendenza?

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Ischia

«A me piace dare un segnale di coraggio e positività all’isola, sento un po’ la responsabilità visto che siamo un albergo di riferimento almeno per molti. Ed è ovvio che auspico che un segnale del genere possa avere il suo effetto domino. Poi, a differenza dell’anno scorso, abbiamo alcune componenti che inizieranno a viaggiare in ogni caso perché nel frattempo sono o saranno stati vaccinati. Magari non tantissimi, ma comunque ci sono. Quando un mesetto fa ci siamo organizzati per l’apertura di metà aprile, per la verità, avevamo anche creduto che le vaccinazioni procedessero spedite e senza particolari ostacoli ed è chiaro che le cose non sono andate così. Però…».

Però?

Mascherina

«C’è una categoria di viaggiatori potenziali già adesso, potremmo intercettarne una fetta. E poi, e lo dico senza buonismo, sento anche il peso della responsabilità nei confronti dei nostri dipendenti cui ci lega un rapporto di stima e fiducia reciproca: ecco, i lavoratori del turismo sono stati dimenticati in questo anno, con provvedimenti pari allo zero. Gli stagionali sono stati bistrattati, ricevendo aiuti modesti: ecco, quest’apertura vuole essere anche un segnale di vicinanza. Insomma, quello che lei ha definito atto di coraggio è determinato da una serie di fattori».

Cosa ne pensa dell’iniziativa di Sorrento che pensa a tamponare ospiti e dipendenti delle strutture ricettive per creare una sorta di territorio sicuro e protetto? E non è che noi, come al solito, restiamo fermi al palo?

Vaccino

«Secondo me quello che sta tentando Sorrento in termini di pubblicità è un qualcosa che ha pochissimo respiro, perché se bastasse fare i tamponi e i test rapidi a coloro che arrivano sul posto (tra l’altro con i numeri che si registrano in alta stagione vorrei vedere come si fa a organizzarsi alla bisogna…) per assicurare la “bolla”, non esisterebbe più alcun problema in ogni angolo del pianeta. Purtroppo non funziona così, ci si dimentica regolarmente che c’è la presenza di una parte di persone – penso a pendolari e chi trasporta merci e si recano fuori città – che va al di là dei turisti che è stata fin qui la causa della diffusione del virus. In fondo, anche a Ischia in pieno inverno 2020 secondo voi il virus come è arrivato? Grazie alla connessione di alcuni isolani con la terraferma, è chiaro. Mi spiace dirlo, ma la verità è che Sorrento ha fatto un’operazione che ha creato un po’ di rumore ma che non la condurrà da nessuna parte e si esaurirà in pochi giorni. Anzi, a dire il vero già si sta esaurendo».

«Sento il peso della responsabilità nei confronti dei nostri dipendenti cui ci lega un rapporto di stima e fiducia: ecco, i lavoratori del turismo sono stati dimenticati in questo anno, ricevendo aiuti davvero modesti dal governo. Gli stagionali sono stati bistrattati, è una inoppugnabile certezza»

E quindi a suo avviso cosa si può fare?

Europa

«Quello che realmente servirebbe è dare la precedenza a realtà come quelle insulari nel mentre si procede nella campagna vaccinale. Questa sì che sarebbe una buona operazione ed alla quale credo fortemente».

Ha più volte detto che il Covid avrebbe potuto trasformarsi in una risorsa. Quanto la preoccupa, atteso che la preoccupi, il fatto che non ci si è industriati sul nostro territorio per mettere su qualche progetto che ci consenta di attingere ai fondi del recovery fund?

«Anche qui bisogna lavorare per uscire dall’ottica secondo la quale le problematiche sarebbero a livello nostro isolano o al limite del golfo di Napoli, per allargare appena un po’ gli orizzonti. Sono coinvolto in una serie di organismi di Confindustria nazionale e le posso garantire che le le difficoltà di colloquio e interlocuzione si registrano a livello più ampio. Il mondo dell’imprenditoria fin qui si è molto lamentato per non essere stato mai ascoltato. Voglio ricordare che i primi due piani varati per il recovery fund sono usciti senza che nessuno sia stato interpellato né tantomeno ne abbia ricevuto una sia pur minima anticipazione. Non voglio entrare in giudizi politici, ognuno può valutare come meglio crede l’operato di Matteo Renzi ma un fatto è indiscutibilmente oggettivo: i due piani del governo Conte erano da condannare, adesso qualche maggiore segno di dialogo con l’attuale governo si sta registrando. Ecco, mi piace pensare che si stia aprendo una nuova stagione all’insegna del confronto».

«L’iniziativa di Sorrento? E’ un’operazione spot ma che non produrrà effetto. Magari bastasse vaccinare ospiti e dipendenti delle strutture per creare una bolla, il problema sono pendolari o chi raggiunge per lavoro una località. Guardo con favore invece al passaporto vaccinale, che potrebbe indurre in tanti a rimettersi nuovamente in viaggio»

Glielo chiesi un anno fa di questi tempi e lo rifaccio a distanza di dodici mesi, anche se sono consapevole del fatto che azzardare pronostici di questi tempi è roba abbastanza difficile. Che stagione turistica si aspetta?

Sentiero

«Da un punto di vista numerico mi aspetto una stagione intermedia tra quella dell’anno scorso e il 2019. Se nel 2019 abbiamo fatto 100 e l’anno scorso tra 30 e 40, quest’anno immagino ci assesteremo tra il 60 e il 70. Che è sicuramente un risultato migliore, anche se va sottolineato che siamo lontanissimi da un ritorno alla normalità, in particolare perché saremo privi inizialmente della parte iniziale della stagione che salterà e poi perché mancheranno all’appello gli stranieri, che potranno muoversi in pochi. E questo mi fa tornare in mente quella che potrebbe essere un’altra significativa iniziativa in grado di dare un grosso supporto anche al turismo».

Quale?

«Mi riferisco al passaporto vaccinale, si tratta di un elemento che darà molto coraggio alla gente, specie a chi viene da lontano. Insomma, l’idea di prendere un aereo solo con persone vaccinate infonde coraggio e soprattutto quel necessario senso di tranquillità».

Un messaggio non soltanto ai suoi colleghi imprenditori, ma anche a terziario, lavoratori, a tutti gli attori della filiera turistica isolana. Cosa si sentirebbe di dire loro?

«Di aprire quanto prima tutti, perché sono convinto che c’è una grandissima voglia di tornare a viaggiare. Ecco, mi aspetto un comportamento diverso da parte del turista. Dobbiamo concentrarci meno su attrazioni che generino assembramenti (in particolare la movida), perché ritengo che ancora ci sia diffidenza nei confronti degli affollamenti. Puntiamo invece su una serie di aspetti su cui Ischia ha tantissime frecce al proprio arco che non vengono adeguatamente sfruttate: mi riferisco a quello che ha a che fare con le bellezze naturali, dalle passeggiate nei boschi allo snorkeling, far decollare il Regno di Nettuno. Parliamo di cose che dal punto di vista turistico avrebbero grande impatto e importanza e che a mio avviso non sempre sono state coltivate a dovere. Ah, dimenticavo la cosa più importante».

«Il mio messaggio al mondo turistico isolano? Aprire quanto prima tutti, evitare le attrazioni che generano assembramenti (come la movida) e puntare su attrazioni come passeggiate nei boschi allo snorkeling, Regno di Nettuno. Parliamo di cose che dal punto di vista turistico avrebbero grande impatto e importanza e che a mio avviso non sempre sono state coltivate a dovere»

Quale?

«La risorsa per antonomasia del nostro territorio e cioè il termalismo. Questa, però, ad essere sincero almeno non rientra tra le peculiarità trascurate o dimenticate».

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Filippo Cervera

Tutto molto interessante, soprattutto da un punto di vista di prospettive immediate ed a lungo raggio. Alcune precisazioni a parer mio sono d’obbligo: vi sono aziende che anche e soprattutto in tempi precovid, hanno osservato un’apertura di esercizio di 365 giorni l’anno, dando ristoro economico invernale ai propri collaboratori, portanado anche un minimo di indotto economico a tante altre attività extra alberghiere. Gli atti di buonisimo indicati, ed indicati a parer mio artatamente, sono da inquadrare in un discorso molto più ampio, che esula dalle competenza dell’ imprenditoria alberghiera, ma bensi di competenza di assistenziale ( e su questo ultimo punto sfonda una porta più che aperta ). Lodevole pertanto la Sua iniziativa, ma anche qui, a parer mio, è una strategia di comunicazione che non funziona. Come strategia poco sensata, è puntare i piedi in terra come un bambino, e decidere di aprire una struttura proponendo un’offerta commerciale a partire da 161,00 euro. Come da Lei correttamente evidenziato, la Sua struttura è ” apparentemente ” un punto di riferimento, e come tale va attenzionata in modo particolare, poichè l’effetto domino di cui parla, è dientro l’angolo. Un esempio più che pratico: Hotel 5 stelle 161,00 euro ( su un sabato di aprile), ora mi dica Lei quanto dovrebbe promuovere un hotel 4 stelle, un hotel 3 stelle ed infine un B&B.

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