Il mio incontro con Don Simone Osanna

Qualche sera fa, al termine del lavoro in ufficio, su via Medina, ho incontrato Don Simone Osanna. Non lo vedevo da anni, ma sapevo del suo impegno quotidiano nella chiesa della Pietà dei Turchini in via Medina, 19 a Napoli. Persona di grande semplicità ed umiltà, riferimento sincero di tanti fedeli della zona e di oltre la zona. Da giovane ha sempre mostrato la sua profonda vocazione che lo hanno reso un protagonista per la sua magistrale attività in parrocchia e per la sua indiscutibile umanità e la riconosciuta capacità.
Don Simone Osanna, il parroco che viene da Procida, ci racconta le origini della credenza della Madonna che scioglie i nodi che si trova nella sua Parrocchia.
“Il primo “nodo” – ci dice – Maria l’ha sciolto in Germania, secoli fa. Riguardava Wolfgang e Sophia, due coniugi entrati in crisi dopo qualche anno di matrimonio”. Per risanare il rapporto, la donna decise di chiedere aiuto a un gesuita, Jacob, cui consegnò anche il nastro del suo matrimonio. Secondo un’antica tradizione, ormai scomparsa, gli sposi lo usavano il giorno delle nozze, per “legarsi” in un’unione senza tempo. “Sophia l’aveva riempito di nodi, ne faceva uno ogni volta che litigava con suo marito. E durante la preghiera del sacerdote scomparvero tutti”. Era il 28 settembre del 1615.
Qualche anno più tardi, il nipote dei due coniugi diventò canonico religioso della chiesa di via Medina e commissionò un quadro a un autore tedesco, in ricordo dell’episodio accaduto ai suoi nonni. “Nella parrocchia di via Medina c’è una riproduzione dell’opera originale, realizzata da una pittrice napoletana. È contornata di oggetti molto particolari, chiamati “ex-voti”. Si tratta di grazie ricevute o, se preferite, nodi sciolti. Sono per la maggior parte delle lastre, di argento o acciaio, con degli organi in bassorilievo. Cuori, fegati o polmoni guariti dalla malattia”.
Papa Francesco in persona è molto devoto a questo culto. Lo ha conosciuto nella sua Argentina quand’era un semplice sacerdote e, da Pontefice, l’ha diffuso in tutto il mondo. “E noi – dice il parroco Don Simone – abbiamo deciso di fare lo stesso nella nostra città”. Tanti sono i nodi da sciogliere: questioni amorose o economiche, malattie da curare, ma anche “semplici” benedizioni.
Andate a trovarlo che ne ha immenso piacere!





Non ho avuto il piacere di conoscere Don Simone di persona… Anche se solo per televisione, ho potuto sentire profondamente la fede di questo sacerdote! È un uomo veramente di Dio, lo sento dalla passione e dalla veridicità delle sue omelie. Non è solo spiegare il vangelo, ma farlo vivere attraverso la sua voce che diventa una conferma della vita di Nostro Signore. Don Simone prende i cuori, li apre e versa dentro l’amore immenso di Dio per noi.
Mi piacerebbe tanto incontralo, perché.sarebbe come incontrare un uomo che Gesù e Maria hanno scelto con cura, per riversare la loro misericordia su quanti hanno bisogno, credenti o non credenti…
Grazie Signore, grazie Don Simone!