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Il mirto e il mirtillo, le mitiche piante dall’uso intelligente

di ANTONIO LUBRANO

Aspettando la quasi vicina atmosfera prenatalizia, il clima autunnale  di stagione ancora mite che si vive in questi giorni, con un vegetazione che in parte va perdendo le sue foglie,  siamo trasportati col pensiero ad una pianta dei nostri boschi, della quale, qui di seguito si dirà tanto, per quello che ha rappresentato e rappresenta insieme ai funghi ed alle castagne trattati in nostri precedenti servizi,  per chi ama apprezzarla e farne intelligente uso.  Nel nostro piccolo Continente che è l’isola d’ischia, da millenni  esiste una fioritura di piante seminate e fatte crescere dai vari popoli che l’hanno abitata, piantandovi la specie che è stata, attraverso i secoli fino ad oggi, materia di studio di svariati botanici ed agronomi, visto che molte  di quelle piante hanno dato e continuano a dare  anche magnifici frutti di ogni tipo. Fra la miriade di piante di piccolo, medio ed alto fusto, da sempre hanno fatto la loro parte il Mirto ed il Mirtillo (diamo le iniziali in maiuscolo perche sono i protagonisti di questo nostro servizio) con altalenanti  annate di rigogliosa presenza e di blanda vivezza a seconda delle bizze misteriose della natura.

L’isola è andata sempre fiera per queste due piante che vanno in tandem, legate fra loro  come fossero sorelle siamesi, considerate dagli antichi e dai contemporanei rassicuranti e regali. Rassicuranti, per  l’aspetto del proprio  fogliame  sempre verde, accompagnato dal carico vistoso del loro frutto a forma di palline sbocciate di intenso colore come il rosso, il blu, il nero e l’arancione. Regali, invece, per il fatto che si racconta che negli ultimi secoli dell’impero romano il Mirto e il Mirtillo erano considerati alberi propiziatori per i giovani sposi e venivano regalati per la loro abitazione, se ne facevano ghirlande per le feste nuziali. Questa tradizione è ancora in uso oggi nella nostra isola,  dove in occasione di feste nuziali,  si usa mettere, nei mesi estivi e all’inizio dell’autunno, in ottobre mese corrente, alcuni rametti di Mirto o di Mirtillo nel bouquet della sposa. Un’altra leggenda narra che Bacco, dio del vino, della vendemmia e dei vizi (Dioniso secondo la mitologia greca), quando si era recato negli inferi per liberare la madre Selene,  uccisa fulminata da Giove, aveva promesso di lasciare in cambio della madre una pianta di mirto. Questo è il motivo perchè qualcuno attribuisce al mirto un significato funereo e usa decorare i sepolcri con i suoi rami. Nella mitologia greca si narra anche che Afrodite (Venere secondo la mitologia romana) dea dell’amore, della bellezza e fertilità, moglie di Vulcano, uscita nuda dal mare venne inseguita dai satiri (figure mitologiche maschili che abitano boschi e montagne, personificazione della fertilità e della forza della natura) e trovò rifugio in un bosco di mirti. Secondo Ovidio (poeta elegiaco romano del 43 a.C.) invece, Venere, nata dal  mare, approdò sulla spiaggia di Citara a Forio d’Ischia e coprì le sue grazie con dei rami di mirto.

Ma al di là dei racconti mitologici, storici e leggendari sull’esistenza di queste due amate  piante boschive, sull’isola ed altrove, bisogna chiarire la differenza , sia pur minima, che corre fra di esse. Il Mirto e’ un arbusto che per quanto riguarda la nostra isola  da sempre cresce nella ex  Pineta  Villari  a Ischia,  al Cretaio, nel bosco della Maddalena, a Zaro, a Punta Imperatore e nella Pineta di Fiaiano. Produce   frutti e foglie per preparare un liquore casalingo in alcune zone fuori dall’isola, abbastanza noto. ll colore dei suoi frutti a forma di palline è tipico del rosso sfumato  antichizzato. Il Mirtillo invece, col suo fogliame folto e sempre verde vanta frutti cosiddetti  di bosco dolci  di colore blu-viola da mangiare freschi o trasformati in marmellate o gelatine. Sono tutte e due delle bacche dalle quali si ottengono delle bevande,il mirto e il succo di mirtillo,il primo alcolico, l’ altro no. Nella realtà sono due piante arbustive che si somigliano ad attirano l’attenzione degli amanti delle salutari passeggiate nei boschi. Hanno inoltre una fioritura bianca da giugno ad agosto e presentano un portamento di arbusto o alberello sempreverde, dal profumo, chi meno e chi più,  fortemente aromatico. Il Mirto e il Mirtillo sono  piante universali che uniscono popoli e culture diverse. Sono, fra l’altro utilizzate per le affezioni delle vie urinarie (cisti-ti e prostata). L’acqua del Mirto, in special modo, è usata in profumeria ed ha un’azione medicinale, balsamica ed astringente. L’infuso del Mirto veniva impiegato per  preparare le botti di rovere prima di ricevere il vino giovane della vendemmia. Ne facevano uso, e qualcuno lo fa ancora oggi, diversi viticultori di Panza e di Serrara Fontana Il nome Mirto deriva da Mirsine, fanciulla attica che,secondo la leggenda, fu uccisa da un giovane da lei sconfitta e trasformata in arbusto dalla dea Minerva. È una pianta cara ai poeti, simbolo di gloria e di amore felice; con il Mirto si preparavano, infatti, come abbiamo detto sopra, corone per gli eroi e per le spose. Andare per boschi per cogliere il mirto è pratica di diversi ischitani in questo autunno insolitamente fresco e favorevole per la vita della pianta i cui rami ricoperti di foglie vengono usati  per vari lavori domestici. Le bacche o frutti facilmente conservabili in congelatore, sono consumati appena raccolte , in macedonie, pasticceria, marmellate. Importante è l’uso nell’industria farmaceutica e parafarmaceutica. Tra i frutti di bosco, il mirtillo nero è sicuramente quello più importante dal punto di vista salutistico: oltre allo squisito sapore, moltissime sono le proprietà che lo fanno annoverare tra i principali farmalimenti. Vitamina C, carotenoidi, tannini catechitini (molecole con proprietà astringente, emostatica, antibiotica, antidiarroica e antinfiammatoria), pectine sono alcune sostanze contenute nei frutti dei mirtilli. Insomma, per tanti usi e toccasana per la nostra salute.

 

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antoniolubrano1941@gmail.com

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