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Il monito della Ciarambino: «Basta terremoti di serie B»

Nostra intervista al vicepresidente del consiglio regionale della Campania che parla di sisma, di covid, ma anche delle straordinarie opportunità che regalerà Procida capitale della cultura. E la criticità “madre” della nostra isola rimane comunque il traffico

Siamo nel pieno di una stagione turistica che segue quella decisamente sui generis del 2020. In realtà turistiche come la nostra, tanto per fare un esempio, chi era abituato a lavorare per sei o sette mesi lo scorso anno a stento ne ha collezionati tre, adesso la macchina è di nuovo in moto ma sempre con troppe incognite. Siamo sinceri, finché sul covid non si metterà un punto fermo l’impressione resta quella di una navigazione a vista. E queste difficoltà sulle isole vengono avvertite in misura ancora maggiore.

«Anzitutto dobbiamo continuare a spingere sulla campagna vaccinale, non bisogna assolutamente accontentarci del risultato raggiunto e non va commesso l’errore di tirare il freno a mano adesso. Perché il modo che abbiamo per uscirne è ottenere che la stragrande maggioranza della popolazione (e particolarmente le fasce più a rischio) siano coperte dalla vaccinazione. Questo è il primo obiettivo che ci dobbiamo porre, senza creare contrapposizioni col governo nazionale che in questa fase non fanno bene a nessuno. Serve lavorare in sinergia e portare la sanità sempre più vicina ai cittadini, apprezzo ad esempio il fatto che siano direttamente le ASL a contattare gli utenti perché spesso ci sono una cattiva conoscenza e comunicazione. E poi…».

«La ricostruzione? Siamo molto indietro, mi aspetto dal governo un intervento più incisivo come si è fatto per il centro Italia. Non è perché la popolazione residente è di poche migliaia di unità, questo deve mettere in condizione di catalogare questo terremoto come un sisma a cui dedicare meno attenzioni che ad altri»

E poi?

«Abbiamo una grandissima opportunità che si sta presentando alla Campania, che è quella di Procida 2022, che sarà un valore aggiunto per tutto questo territorio straordinariamente incantevole e ricco di cultura che rappresenta un tesoro per la Regione intera. Dovremmo fare sistema con le istituzioni locali insulari ma anche della penisola e del litorale flegreo di concerto col governo nazionale. Sto lavorando a questo, il viceministro Castelli è stato qui di recente proprio per ascoltare istanze e bisogni dei sindaci: stiamo operando anche con i ministri Di Maio e Franceschini, vogliamo che l’opportunità regalata dall’isola di Arturo diventi un plus per il territorio, un’occasione di rilancio a livello mondiale per località dove comunque il covid ha avuto purtroppo un impatto forte».

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Qual è a suo avviso il valore aggiunto di Ischia e in che cosa invece la nostra isola dovrebbe migliorare se non addirittura voltare pagina?

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«Guardi, di solito a Ischia c’è troppo traffico. Bisogna esaltare le bellezze di questo territorio, io lo conosco bene perché non ci vengo solo in veste istituzionale ma ne sono un’abituale frequentatrice come tanti napoletani e campani. Non vanno fatte grandi cose, basta valorizzare al meglio quello che c’è: rendere i luoghi quanto più belli e ospitali deve essere un obiettivo prioritario. E poi, quando si parla di cultura Ischia rientra a pieno titolo nel patrimonio della Campania tra reperti archeologici, immobili di pregio e storici. Anche su questo bisognerebbe fare rete».

«A Ischia c’è troppo traffico. Bisogna esaltare le bellezze di questo territorio che conosco bene come tanti napoletani e campani. Non vanno fatte grandi cose, basta valorizzare al meglio quello che c’è: rendere i luoghi quanto più belli e ospitali deve essere un obiettivo prioritario»

Sono trascorsi quasi quattro anni dal terremoto del 21 agosto 2017. Qualcuno dice che se si considera l’italica burocrazia qualcosa si è mosso (vedi le liquidazioni per i danni pesanti), altri sostengono che i cittadini avrebbero dovuto marciare più spediti ad esempio sulle domande di condono, altri ancora dicono che si è fatto poco o nulla. Posso chiedere lei dove si colloca?

«Sicuramente l’isola presenta notevoli complessità dal punto di vista urbanistico e immobiliare e non scopriamo l’acqua calda, lo sanno tutti. Ma io dico una cosa: non possono esistere terremoti di serie A e di serie B. il mese scorso, non a caso, il ministro Castelli è stato a Ischia proprio per toccare con mano lo stato dell’arte e nello specifico della ricostruzione. Siamo molto indietro, mi aspetto dal governo un intervento più deciso e incisivo come si è fatto per il centro Italia. Non è perché la popolazione residente è di poche migliaia di unità, questo deve mettere in condizione di catalogare questo terremoto come un sisma a cui dedicare meno attenzioni che ad altri. E noi in Parlamento lavoriamo perché tutto quello che deve essere fatto vada fatto».

Dal suo osservatorio privilegiato, quanto teme che la situazione covid possa nuovamente tornare su livelli di guardia, magari al termine della stagione estiva? In fondo, sarebbe la scena di un film già visto…

«Mi aspetto una comunicazione univoca a livello istituzionale, in primo luogo, e cioè che Regione e Governo parlino la stessa lingua altrimenti finiamo col confondere i cittadini. L’emergenza non è finita, occorre ancora tenere prudenza. Tutti vogliamo poter tornare alla normalità ma non è certo questo il momento. Ci si può cominciare a prendere piccoli spazi di libertà individuale ma sempre con responsabilità. Però complessivamente condivido le scelte che si stanno facendo a livello nazionale».

«Ho partecipato a un matrimonio bellissimo in prossimità della Baia di San Montano, era uno scenario incantato. Ci torno ogni qualvolta mi è possibile a vedere lo spettacolo della luna che si specchia. Un qualcosa di unico, di meraviglioso, che spero tutti possano ammirare almeno una volta nella vita»

L’ultima battuta per non parlare soltanto di politica: c’è un aneddoto che la lega all’isola e a questa terra cui è particolarmente legata?

«Ho partecipato a un matrimonio bellissimo in prossimità della Baia di San Montano e ricordo che in quella occasione anche io ho desiderato di sposarmi in un luogo così incantato. Alla fine ho scelto il Cilento ma in quella baia ci torno ogni qualvolta mi è possibile a vedere lo spettacolo della luna che si specchia. Un qualcosa di unico, di meraviglioso, che spero tutti possano ammirare almeno una volta nella vita».

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