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Il monito di Lagnese: «La politica torni al fianco della gente»

Sanità, lavoro, ma anche attenzione alle situazioni di difficoltà che tante famiglie vivono. Il Vescovo di Ischia, Monsignor Pietro Lagnese ha delineato priorità e criticità della comunità isolana. Accanto alla soddisfazione per il notevole e meritorio attivismo presente sul territorio, Sua Eccellenza non si nasconde gli ostacoli che le associazioni, le comunità parrocchiali, ma anche la politica, si trovano ad affrontare. A margine della festosa cerimonia di venerdì scorso, con la benedizione dei rinnovati locali scolastici del Plesso De Gasperi, e prima che si recasse al Paradisiello per salutare anche gli alunni del Manzoni, abbiamo scambiato alcune battute con il Vescovo tra il fragoroso saluto dei tanti bambini, che in suo onore hanno intonato diversi canti, compreso l’Inno nazionale.

Monsignore, la speranza del presente e del futuro nasce qui, nella scuola.

«Certo, tutto parte da qui. Ecco perché dobbiamo stare sempre accanto ai bambini e ai ragazzi. Le nuove generazioni, come dice Papa Francesco, sono già il presente. Dobbiamo dunque tenere nel massimo conto il valore costituito dall’educazione scolastica, compreso quindi il prezioso lavoro degli insegnanti, che non sarà mai lodato abbastanza».

Come giudica lo “stato di salute” della Chiesa e della comunità isolana?

«Vedo che c’è tanta gente di buona volontà qui sull’isola, sinceramente desiderosa di impegnarsi per il bene della comunità. Diventa quindi importante il lavoro che porta a creare quella “rete” di rapporti e di condivisione, fino ad unire tutte le forze positive. I segnali che percepisco in tale direzione sono molto incoraggianti e forieri di grandi sviluppi. Ciò mi fare essere davvero ottimista».

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Qualche giorno fa ha fatto molto discutere l’episodio della madre accusata di accattonaggio, a cui temporaneamente sono stati tolti i due bambini. Al di là del caso particolare, è un ennesimo segnale del fatto che anche a Ischia le sacche di povertà si siano pericolosamente estese.

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«Penso che anche sulla nostra isola, dietro l’apparente benessere, il problema della povertà sia purtroppo ben presente: esistono diverse situazioni di disagio che forse a prima vista non siamo capaci di cogliere, ma l’indifferenza va combattuta. Indubbiamente è sempre un fatto doloroso togliere i figli a una famiglia. Certo, in alcuni casi estremi tale misura diventa necessaria, tuttavia dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per prevenire fenomeni come questo, ed evitare a tutti i costi che in futuro possa nuovamente accadere che un figlio sia tolto alla propria famiglia naturale».

Un invito rivolto dunque a tutte le associazioni operanti sul territorio, non solo ecclesiastiche.

«Sì, mi rivolgo a tutte le realtà che operano sull’isola e che cercano di far fronte alle emergenze e alle necessità della famiglie che quotidianamente si trovano in difficoltà. Ciascuno deve cercare di fare la propria parte, e mi sento di rivolgere un grande ringraziamento alle varie  comunità parrocchiali, ma anche alla Comunità di Casamicciola, retta mirabilmente da Suor Edda, che instancabilmente svolge un lavoro impegnativo ma bellissimo, immenso e impagabile in favore dei minori, e specialmente per i minori a rischio, a cui va dedicata una speciale attenzione».

Quest’anno a Ischia nel comune capofila si svolgeranno le elezioni. Cosa si sente di chiedere alla politica che verrà,  o almeno cosa si augura?

«Mi auguro che coloro che amministreranno i Comuni della nostra isola possano davvero stare sempre di più accanto alla gente, prendendo a cuore i loro problemi concreti. In modo particolare penso a efficaci provvedimenti contro la disoccupazione e in favore del lavoro, che è uno degli elementi fondamentali per il sostentamento e la dignità delle persone. Inoltre c’è bisogno di un aiuto più concreto alle famiglie, specialmente per quelle in difficoltà. E non dimentichiamo un altro settore indispensabile, la sanità. Penso soprattutto ai malati psichici, che sull’isola sono presenti in un numero non trascurabile e per i quali è necessario mantenere l’adeguata assistenza».

In effetti negli ultimi anni si sono susseguiti gli allarmi per il depotenziamento dei nostri presidi sanitari.

«Vero. Di recente ho letto e sentito anche del rischio di una possibile chiusura del centro terapeutico Dhc per mancanza di fondi. Questo e altri rischi vanno assolutamente scongiurati, dobbiamo dunque mantenere sempre alta la guardia per evitare un depauperamento dell’offerta sanitaria sull’isola. Il diritto alla salute e alla sanità è un diritto fondamentale per ciascun cittadino, e non sarà mai abbastanza l’impegno che dobbiamo profondere per la sua difesa».

Francesco Ferrandino

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