CRONACAPRIMO PIANO

IL MONITO DI MANNELLI «Ischia non abbassare la guardia» 

Lunga intervista de Il Golfo al vicequestore e dirigente del commissariato di polizia di Ischia: tanti spunti e soprattutto l’invito a prestare attenzione a chi potrebbe cercare di “infiltrarsi” in un tessuto ancora lontano da certi fenomeni

Volevo partire proprio da quanto accaduto venerdì sera, da quel momento di straordinaria partecipazione in memoria di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. Con tanti isolani che non hanno voluto far mancare sostegno e vicinanza a chi ogni giorno rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini. Cosa lascia anche dal punto di vista emotivo e umano questa fiaccolata?

«Quella di venerdì è stata una manifestazione indetta per onorare la memoria di questi due giovani poliziotti, una vicenda tragica e drammatica che tra l’altro ha toccato da vicino la nostra isola. Pierluigi Rotta, che aveva solo 34 anni, aveva lavorato qui a Ischia dal 2007 al 2009 nella guardia costiera, poi ha continuato a frequentare l’isola per altri sei anni prima di vincere un concorso in polizia e andare a lavorare lontano da qui. Ma il nostro ricordo è andato a Matteo Demenego ma anche a Mario Cerciello Rega, morto a Roma sempre in circostanze drammatiche, e a tutti gli altri appartenenti alle forze dell’ordine caduti sul lavoro. E’ stato un momento toccante e commovente: sono sincero, una tale attestazione di vicinanza non me l’aspettavo nemmeno io e non nascondo che mi abbia fatto molto piacere. E’ stato bello anche chiudere la fiaccolata col suono delle sirene invece col classico silenzio, si è trattato di un modo per esprimere ed urlare tutto il nostro dolore. Tuttavia, non posso esimermi da una riflessione».

Prego.

«Purtroppo c’è qualcuno che tenta di radicarsi sul territorio, il fenomeno si avverte particolarmente in un paio di Comuni dell’isola, ma siamo vigili e presenti nel monitorare ogni attività sospetta. E’ chiaro che a muovere determinati soggetti ci sono sempre interessi di natura economica, droga, riciclaggio…»

«Negli ultimi tempi si stanno verificando troppe tragedie del genere, caratterizzate da forme di violenza, quella stessa violenza che nella Costituzione ripudiamo in ogni sua forma. Su questo ritengo andrebbe fatta una opportuna riflessione».

La stagione estiva è ormai abbondantemente finita. Che cosa ha raccontato in termini di ordine pubblico? I fatti raccontano che a macchiarla sono state, tanto per cambiare, le due settimane centrali di agosto…

«E’ vero, il periodo critico rimane sempre lo stesso, però come avete notato tutto è stato debitamente monitorato. Eppure abbiamo registrato presenze forti sull’isola, di clan del napoletano. Quest’anno davvero si può dire che siano sbarcati ad Ischia un po’ tutti, esponenti della Sanità, Forcella, Quartieri Spagnoli. Non è un caso se il mese di agosto si è chiuso con il rinvenimento in pineta di una pistola col colpo in canna, presumibilmente pronta a essere utilizzata».

Ma perché determinati soggetti continuano a sbarcare a Ischia?

«Me lo sono chiesto anche io, e pure a più riprese. Devo pensare che l’isola è tutto sommato abbastanza vicina alla terraferma e consente loro di ritornare velocemente alla base in caso di necessità».

A che punto è la lotta alle affittanze abusive? Continuano a fioccare multe e denunce ma il fenomeno sembra essersi attenuato: o è soltanto un’impressione?

«La fiaccolata per Pierluigi e Matteo? E’ stato un momento toccante e commovente: una tale attestazione di vicinanza non me l’aspettavo e non nascondo che mi abbia fatto molto piacere. E’ stato bello anche chiudere col suono delle sirene invece col classico silenzio, si è trattato di un modo per esprimere ed urlare tutto il nostro dolore»

«No, il fenomeno è effettivamente ed assolutamente in calo, ma devo rimarcare come continuiamo a fare controlli anche di questi tempi. E’ vero, l’estate è finita ma sul territorio insistono diverse case vacanze e altrettante strutture ricettive spesso purtroppo non in regola. I verbali degli alloggiati non sempre vengono compilati dai gestori e questo non è assolutamente concepibile: pensate se uno si mettesse in casa un terrorista o un qualsiasi malvivente senza che noi possiamo saperlo in tempo pressoché reale…».

Ultimamente si stanno moltiplicando le iniziative relative alla sicurezza stradale ed anche i vostri controlli sono stati implementati in questo particolare settore. Ma perché a suo avviso le strade dell’isola sono così pericolose e si muore così tanto?

«Partiamo da un presupposto: il fatto che si muoia tanto non può assolutamente essere definito un dato oggettivo. Almeno è quanto si evince dalle statistiche che ci sono state illustrate nel corso di un recente incontro svoltosi in Prefettura con la polizia stradale. Ebbene, i numeri dicono che Ischia è decisamente al di sotto della media nazionale, dal momento che si registra una media di due decessi l’anno. Piuttosto vorrei soffermarmi sul fatto che spesso c’è la consuetudine a concentrarsi sul morto senza pensare ai tanti feriti gravissimi, gravi o anche lievi. Io capisco perfettamente che il morto faccia notizia e scuota le coscienze, ma è il caso di ricordare che ci sono altri fenomeni collegati e correlati in tema di sicurezza stradale. In Europa, ad esempio, negli ultimi dieci anni si sono contati mezzo milione di morti ma ben due milioni di soggetti che hanno riportato ferite gravi. Piuttosto c’è un altro dato che fa riflettere, quello che vuole in aumento tra le morti quelle di pedoni e centauri. Ebbene in questo caso le ultime tragedie in ordine di tempo, quelle che sono costate la vita a Vesmaili Xhemal e Francesco Taliercio, rientrano proprio in queste due casistiche».

Cosa dovrebbero fare gli isolani per invertire la tendenza?

«La sicurezza stradale? Sull’isola c’è troppa velocità, se soltanto rispettassimo i limiti e la segnaletica tanti incidenti non si verificherebbero più. Poi bisognerebbe cominciare ad avere un’educazione diversa sul fatto di non usare il telefonino mentre si è alla guida»

«Innanzitutto è il caso di ricordare a tutti i lettori che il nuovo reato di omicidio stradale ha decisamente inasprito le pene e poi la ricetta credo sarebbe molto semplice. Sull’isola c’è troppa velocità, se soltanto rispettassimo i limiti e la segnaletica tanti incidenti non si verificherebbero più. Poi bisognerebbe cominciare ad avere un’educazione diversa sul fatto di non usare il telefonino mentre si è alla guida, ma su questo devo riconoscere che tutto il mondo è paese».

Un reato che spesso resta sommerso ma che negli ultimi tempi purtroppo si sta diffondendo anche sull’isola è quello dei maltrattamenti in famiglia. C’è da essere preoccupati?

«Fortunatamente il 9 agosto è intervenuta una modifica legislativa che ha introdotto il cosiddetto “codice rosso”: la legge è cambiata drasticamente, davvero non si scherza più. Adesso chi si macchia di reati come stalking o violenze domestiche, laddove naturalmente vengano denunciate, rischia grosso e anche in termini celeri. Noi abbiamo l’obbligo di contattare il magistrato che deve assumere necessariamente – raccolti i riscontri del caso – provvedimenti nei confronti dell’aggressore con immediatezza. Ma già prima dell’entrata in vigore di questa normativa avevamo arrestato due persone ad Ischia, un fidanzato e un marito. Di denunce, comunque, ce ne sono parecchie ma l’aumento della drasticità delle misure spero possa costituire un significativo deterrente».

Troppi giovani persi tra droga e alcol. Siamo nella norma o si può parlare di allarme sociale?

«L’abusivismo edilizio resta la piaga di quest’isola e continua a deturparne il territorio. La gente insiste nel costruire su un territorio vincolato dal punto di vista paesaggistico. E tutto questo, incredibile ma vero, nonostante negli ultimi tempi si stiano susseguendo gli abbattimenti. Ecco, mi sento di dire che Ischia non meriterebbe più di vedersi infliggere ferite del genere»

«No, direi che siamo nella norma ma in ogni caso è opportuno fare dei distinguo. Voglio precisare che bere alcol non costituisce un reato, certo se lo stesso viene somministrato a un minore all’interno di un locale allora è diverso. E questo ad onor del vero è un fenomeno che a Ischia si verifica spesso e sul quale siamo al lavoro con controlli sempre costanti e capillari. Avere a che fare con la droga, invece, è un qualcosa che può sfociare nel penale ma a conti fatti – tornando alla sua domanda – non credo ci sia da essere preoccupati. Siamo una piccola comunità, vediamo tutto ingigantito ma vi assicuro che nelle città le cose vanno decisamente peggio».

La concertazione con le altre forze dell’ordine quanto ha giovato al territorio ed alla vostra attività?

«Non so quanto funzionasse e fosse attiva in precedenza questa forma di collaborazione tra i vari corpi delle forze dell’ordine, ma posso dire che l’ho voluta fortemente sin dal momento del mio arrivo sull’isola. Pensai che questa è una realtà diversa proprio dal punto di vista territoriale, nella quale è necessario che sia l’unione a fare la forza. A Napoli o in città, per esempio, se la polizia ha bisogno di altra polizia si mette in contatto con la Questura e arrivano i rinforzi in maniera immediata. Qui c’è invece bisogno assolutamente di sinergia facendo gruppo in caso di necessità. Così si è pronti a fronteggiare le emergenze come quelle accadute nelle prime quattro ore successive al terremoto del 21 agosto 2017, prima che dalla terraferma arrivassero ulteriori soccorsi ed unità».

L’isola a suo avviso è ancora indenne e immune da fenomeni quali infiltrazioni camorristiche e simili o è comunque il caso di rimanere in allerta e tenere gli occhi aperti?

«Purtroppo c’è qualcuno che tenta di radicarsi sul territorio, il fenomeno si avverte particolarmente in un paio di Comuni dell’isola, ma siamo vigili e presenti nel monitorare ogni attività sospetta. E’ chiaro che a muovere determinati soggetti ci sono sempre interessi di natura economica, droga, riciclaggio…».

Lei ormai conosce Ischia da diversi anni. Posso chiederle quali fenomeni non immaginava fossero così marcati e presenti sull’isola?

«Sarò sincero: da turista, come peraltro succede spesso a tutti, mi ero fatto un’immagine diversa, poi vivendoci ho preso atto del fatto che davvero non esiste la cosiddetta isola felice. Abbiamo dei problemi anche qui, certo in maniera ridotta rispetto all’hinterland napoletano, ma le criticità in ogni caso non mancano. Per fortuna, e questo bisogna sottolinearlo, sono assenti determinate tipologie di reato più gravi ma comunque anche dalle nostre parti non è che ci facciamo mancare chissà cosa».

Cosa le piace di più di questa terra e in cosa vorrebbe cambiasse?

«Ci sono peculiarità che rendono Ischia un posto affabile, fantastico e magico. Penso alla fiaccolata di cui abbiamo parlato poco fa: ha dimostrato la vicinanza della gente, c’erano persone anche non conosciute, finanche dei turisti che si sono uniti a noi. Ecco, questa è una sensazione che Ischia riesce ancora a regalare. Poi ci sono i “contro” e penso a coloro che ogni giorno attraverso l’abusivismo edilizio continuano a deturpare il territorio. Noi continuiamo a porre sotto sequestro immobili e manufatti abusivi, eppure la gente continua a costruire in un territorio vincolato dal punto di vista paesaggistico. E tutto questo, incredibile ma vero, nonostante negli ultimi tempi si stiano susseguendo gli abbattimenti. Ecco, mi sento di dire che Ischia non meriterebbe più di vedersi infliggere ferite del genere».

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