CRONACA

Il monito di Meloni: «La tutela ambientale resta una priorità»

Il Comandante del Circomare Ischia illustra le attività di controllo nelle acque isolane in questa stagione anomala, e coglie l’occasione per tracciare un bilancio dei suoi due anni a capo dell’ufficio locale della Guardia Costiera

Comandante, siamo nel pieno di un’estate particolare. È vero che in una realtà come quella isolana il Circomare è impegnato tutto l’anno, ma stavolta anche voi siete passati direttamente dal lockdown all’ “esplosione” dell’alta stagione. In che modo è stata “riformulata” la Vostra attività, oppure nella sostanza è cambiato ben poco?

«La cosa di cui vado più fiero è la grande collaborazione che si è creata con tutte le istituzioni locali: le Forze dell’Ordine, le amministrazioni comunali, l’Area marina protetta»

«Nella sostanza cambia poco, perché ad esempio nell’ambito dell’operazione “Mare sicuro”, tutte le necessità operative per il periodo estivo fanno parte della nostra preparazione standard, quindi siamo “rodati”. La vera problematica attiene più che altro al fatto che è necessario dare una serie di risposte , ad esempio nel dover seguire un lungo elenco di attività che per tanto tempo erano rimaste ferme. Pensiamo alla necessità di confrontarsi con gli operatori del settore turistico, diportistico e balneare, o all’esigenza di intervenire con attività di manutenzione nell’ambito portuale. Al di là di questo, dal punto di vista operativo e dei controlli da effettuare il “salto” tra lockdown e ripartenza stagionale non ci ha creato particolari difficoltà».

I risultati delle prime attività di controllo evidenziano, tra le altre, due pessime abitudini: la prima è quella di navigare sottocosta anche con piccole imbarcazioni mettendo a repentaglio l’incolumità dei bagnanti, l’altra è quella delle frequenti violazioni nell’Area marina protetta Regno di Nettuno. Le brutte abitudini sono quindi dure a morire, nonostante i continui controlli e le sanzioni.

«Sì. In queste prime settimane si è resa necessaria una costante presenza in mare per contrastare queste cattive abitudini. Oltre ai passaggi sottocosta, un problema è il transito delle unità di diporto vicino alle boe che segnalano la presenza di sub in acqua, a dispetto della distanza di sicurezza che dovrebbe essere di cento metri. Per questo stiamo allestendo un’attività operativa in coordinamento coi centri diving locali, per verificare ed eventualmente sanzionare le violazioni».

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Durante la Sua permanenza a Ischia, è notevolmente aumentata l’attenzione verso le problematiche ambientali. Vedere l’ambiente reagire in un certo modo durante il lockdown, inevitabilmente fa nascere cattivi pensieri..

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«Saremmo degli ipocriti se dicessimo che non esistono attività illecite sul territorio, come nel resto del Paese. Semplicemente, nel caso di Ischia, essendo uno dei posti più belli d’Italia, fa ancora più male vedere determinate azioni che la danneggiano».

«La missione ambientale è una sfida che ci terrà impegnati per i prossimi decenni: per questo abbiamo puntato su una forte collaborazione con il mondo scolastico. È l’investimento più importante per il futuro dei nostri figli»

Ha mai avuto la sensazione che l’isola, strutturalmente, non riesca a “reggere” tutte le attività che sono presenti sul territorio? Non abbiamo depuratori, spesso non ci sono nemmeno scarichi fognari, forse la densità abitativa è tale da essere troppo “pesante” per l’isola..

«Tecnicamente non so se si possa affermare se il peso “antropico” sia eccessivo. Prestiamo molta attenzione alla problematica ambientale, ma anche i miei colleghi del passato non sono stati da meno. I controlli in questo campo sono importanti per evidenziare un fondamentale aspetto. Di certo non tutti coloro che operano nel campo del turismo svolgono attività illecite. Gestire un albergo non significa di per sé scaricare illecitamente in mare. Il problema è che situazioni di degrado, in una realtà come Ischia, risaltano maggiormente, anche a livello mediatico. L’azione di controllo è quindi fondamentale anche a tutela di coloro che operano in maniera lecita impiegando risorse economiche per scaricare in maniera autorizzata. Di certo la depurazione è un tema rilevante, come dimostra la presenza di un Commissario. Inoltre, alcune segnalazioni ci arrivano purtroppo “in differita”, e non nell’imminenza dell’avvistamento: in tal modo il controllo diventa più difficile e il danno d’immagine più grave, mentre con una segnalazione tempestiva l’intervento sarebbe più efficace, sanzione compresa».

Cosa si aspetta dai mesi di luglio e agosto in termini di “carico di lavoro”?

«Mi auguro che sia lo stesso dell’anno scorso, perché non è il lavoro a spaventarci. Ciò vorrebbe dire che saremo in presenza di un indotto turistico importante per l’intera isola. Vista la vigenza delle norme anti-covid, è possibile ipotizzare una maggior presenza di unità da diporto lungo le coste. Anche per questo abbiamo rafforzato la nostra presenza in mare con un gommone dislocato in maniera permanente a Sant’Angelo per interventi di assistenza e soccorso e attività di vigilanza e controllo. L’obiettivo è garantire una presenza costante lungo tutte le nostre coste».

Visto che il momento del Suo congedo dall’isola non sembra essere così lontano nel tempo,se Lei dovesse tracciare adesso un bilancio della sua esperienza ischitana, cosa la soddisfa di più e quale invece sarebbe il suo cruccio, ovvero qualcosa a cui avrebbe voluto dedicarsi in maniera più compiuta.

«Il mio passaggio di consegne sarà a fine settembre. Non ho particolari crucci. Abbiamo altre attività in cantiere, che sono sicuro riusciremo a chiudere, e che ritengo fondamentali: riguardano gli aspetti portuali, su cui abbiamo lavorato molto insieme alle amministrazioni comunali, naturalmente riguardo il porto di Ischia in particolare ma anche su Casamicciola, Forio, Lacco Ameno e Sant’Angelo. La cosa di cui finora vado più fiero è la grande collaborazione che si è creata con tutte le istituzioni locali: le Forze dell’Ordine, le amministrazioni comunali, l’Area marina protetta. Ricordo inoltre l’operazione riguardante il capodoglio spiaggiato l’anno scorso: da quell’evento, è nata una grandissima collaborazione con le associazioni e gli enti scientifici che si occupano di ambiente, che ci hanno anche aiutato a lavorare con le scuole. Sono convinto che la missione ambientale, oltre a passare per le attività di controllo, sia una sfida a lungo termine che ci terrà impegnati per i prossimi decenni: credo quindi che investire sulle nuove generazioni sia fondamentale, anche attraverso le attività che abbiamo cercato di promuovere con forza insieme al mondo scolastico. Forse il cruccio è stato proprio di non poterlo fare quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria, ma esso resta l’investimento più importante per il futuro dei nostri figli».

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