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CRONACA

IL MONITO Rifugiata politica dall’Iran, Suri chiede lo stop alle ruspe

L’abbattimento della prima casa di necessità di Domenico De Siano che lo Stato si appresta ad effettuare in via Calosirto a Forio, ha scatenato, soprattutto sui social, un’ondata di indignazione per quanto sta accadendo, ed al tempo stesso, di straordinaria solidarietà per questa famiglia di lavoratori che dopo vent’anni si vedrà ridurre in un cumulo di macerie la propria abitazione. Sulla vicenda ha voluto esprimere la sua opinione anche Suri, iraniana rifugiata politica in Italia e che nel suo paese ha subito terribili violenze, considerato che ha vissuto la prima guerra del Golfo Persico e visto le bombe distruggere le case della povera gente. Suri si è appellata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca affinché si possa salvare dall’abbattimento la casa di Domenico, Filomena e la figlia Luisa e di tutte le famiglie lavoratrici.

Per la cronaca ricordiamo che oltre al fatto che neppure con la pandemia si fermano le ruspe di Stato, la cosa che rattrista e tanto, è il fatto che ad essere demolite senza sosta sono sempre e solo le abitazioni di prima necessità della povera gente e giammai gli immobili della grossa e parassitaria speculazione edilizia affaristica con cui sono state distrutte coste e colline. Case di necessità costruite abusivamente perché la politica degli ultimi quarant’anni in tutto il centro sud Italia, non ha avuto la volontà di dare la possibilità ai cittadini di costruirsi la casa nella legalità e che nell’abusivismo edilizio ha sguazzato anche per racimolare consenso elettorale. Allo stesso modo di come oggi la politica di centro, centrodestra e centrosinistra degli ultimi vent’anni è responsabile delle demolizioni che non ha avuto la volontà di sanare gli abusi delle prime case di necessità, con l’aggravante di aver persino strumentalizzato questa tragedia sociale promettendo la risoluzione del problema ad ogni campagna elettorale ma senza mai risolverlo. Ora in tempo di pandemia e crisi economica questa tragedia deve essere fermata dai nostri rappresentanti istituzionali.

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