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Il museo del mare a 20 anni dalla sua istituzione

A dicembre di quest’anno ricorreranno esattamente 20 anni dall’istituzione del Museo del Mare, che si sviluppa nei tre piani dello storico Palazzo dell’Orologio di Ischia Ponte. Ne parliamo con qualche mese di anticipo, nella speranza che gli Amici del Museo e, soprattutto, l’Amministrazione comunale si sentano – in qualche modo – sollecitati a non passare sotto silenzio tale ricorrenza. L’occasione è importante per tracciare un bilancio di quello che si è fatto fino ad oggi, misurare il grado di interesse che è riuscito a suscitare negli isolani e nei turisti e valutare quale strategia si possa e si voglia adottare per potenziare la struttura, renderla ancor più un motore di conoscenza del passato, ma – al contempo – un fattore di sviluppo e crescita per Ischia Ponte. Diciamo subito che al di là del lodevole volontariato ed impegno degli “ Amici del Museo”, nel corso degli anni, non si è fatto molto per migliorare la struttura e la logistica del Museo. Basti dire che ogniqualvolta si verifica un piccolo inconveniente, tipo un’infiltrazione d’acqua, una piccola crepa nelle pareti, solo con grande ritardo e dopo una sequela di sopralluoghi tecnici dell’UTC, si provvede alla riparazione. Per non dire che – nel periodo di chiusura di febbraio – viene al più fatto un semplice lavoro di tinteggiatura e una pulizia più radicale del normale. Così il Museo sopravvive e, soprattutto nel periodo autunno-inverno rimane , dopo lo stupendo Castello Aragonese, l’unica attrattiva dei turisti presenti negli alberghi che rimangono aperti. Ma è sufficiente questa “ sopravvivenza”?. Il vero scopo era questo? Eppure materiale interessante ce n’è. Abbiano la sezione “ strumenti di navigazione”, dal telegrafo allo scandaglio; la sezione “ attrezzature nautiche”, dal timone alla bigotta; quella degli strumenti di pesca, dalla totanara alla langella; la sezione “ ritrovamenti archerologici”, dall’anfora olearia romana del III° secolo d.C. alla mummola dei primi del ‘900; la sezione “ modellini nautici”; abbiamo ancora la sezione “ divise”, dall’uniforme di capitano di corvetta alla divisa estiva della Marina militare; infine c’è una bella collezione di francobolli con soggetti marini, ci sono resti marini come i cavallucci e il corallo rosso, c’è una collezione di carte nautiche, curiosità, fotografie e libri . Accettabile è anche la qualità del sito in rete. Naturalmente ci si può far osservare che oggi qualsiasi Museo ha bisogno di moderni strumenti comunicativi multimediali, per interessare e coinvolgere di più giovani e giovanissimi, abituati ormai a dialogare ed interagire solo in tal modo. E ben si capisce che porre rimedio a ciò costerebbe e, nelle condizioni in cui si trovano gli enti locali, è difficile ipotizzare stanziamenti significativi. Anche perché la struttura è comunale mentre la gestione è privata. Va ricordato, infatti, che il Museo nacque per iniziativa di privati che, grazie ad una convenzione con il Comune d’Ischia, usufruiscono dei locali del Palazzo dell’Orologio. Ai Luciano Di Meglio, Basile, Rino Lauro e a tutti coloro che hanno, negli anni ,dato un disinteressato contributo di lavoro e di idee, va il ringraziamento della comunità. Così come a tutti coloro che hanno donato pezzi e reperti attualmente esposti nel Museo. Mi si lasci, però, dire che ciò che occorre veramente per il futuro è l’esistenza di un disegno, di un progetto culturale e turistico. Vengo agli esempi e ai dettagli. L’Amministrazione comunale ha pensato, in collaborazione con la Soprintendenza, di creare un Museo sottomarino  archeologico nella baia di S.Anna. I lavori di repertazione e di restauro di quelli che sono i resti di un antico molo portuale e di un centro artigianale di lavorazione del metallo, sono tuttora in corso e, forse, con troppa fretta si è voluto annunciare un Parco sottomarino, con mezzi e marketing per ora minimali ed insufficienti. Si è voluto dedicare il piano terreno della Torre di Michelangelo a sezione staccata del Museo di Villa Arbusto, oltre che a esposizione di materiale proveniente dal Parco sottomarino di S.Anna. Ciò, ignorando completamente l’esistenza del Museo del Mare in via Giovanni Da Procida. Ma come si fa a non capire che la storia antica del Borgo va legata alla storia più recente della nostra marineria, dei nostri pescatori, degli armatori, dei nostri avventurosi velieri e battelli per il commercio e la comunicazione con la terraferma? Come si fa a non capire che se vogliamo attirare l’interesse dei turisti, bisogna legare in un unico disegno: Castello Aragonese ( privato sì, ma condotto da persone intelligenti e disponibili a collaborare col pubblico potere), baia di S.Anna, Torre di Michelangelo, Museo del Mare in un progetto complessivo? Ecco che allora eventuali stanziamenti per dotare le strutture culturali di strumenti moderni e multimediali incomincerebbero ad essere più giustificati,proporzionati e ammissibili. Invochiamo gli amministratori, ai quali non è stata data, purtroppo, nemmeno una delega, affinché non dimentichino il Museo del Mare di Ischia Ponte. In altri Comuni d’Italia, che non fanno parte di isole, che non sono circondati, come lo siamo noi, dal mare, hanno istituito un Assessorato al Mare. Non speriamo in tanta apertura, ma, almeno, vogliate inserire il Museo in un circuito culturale e in un progetto turistico. Dategli un futuro!

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