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Il Natale isolano del fashion victim

DI VALENTINA FELICI

E’ proprio vero, la moda ci ha cambiati ma in questo periodo pre natalizio si nota la somiglianza nel vestire in maniera piuttosto spudorata seguendo ogni tendenza, senza personalizzazione. L’isola sembra essere notevolmente influenzata dal ciclo della moda senza differenze soggettive. Sono tutti troppo attenti ai nuovi trend, sta svanendo la consapevolezza di tirare fuori la propria singolarità.

In fatto di shopping isolano, si sperava in qualcosa di originale ma oggi sembra esserci un gusto simile per tutti. Stesse fantasie, stessi colori, stessi pensieri.

Come mai? I media hanno imposto una moda troppo assoluta. Su una piazza di 100 ragazzi, 89 hanno gli stessi pantaloni alla caviglia e 75 hanno le stesse scarpe stringate. Ma il gusto personale? Esiste ancora,oppure è soppresso dalle influenze dalla moda internazionale? Basta navigare su internet e si nota un eccesso del fashion senza escludere la televisione che sembra essere la portatrice prima della scia tendenza. L’eleganza così va a scemare, e non diventeremo altro che marionette numerate. Generalmente la moda si segue in maniera parziale non totale. L’ostentazione sembra essere all’ordine del giorno senza badare a ciò che potrebbe fare la differenza.

In molti sono estremamente attenti ai dettami della moda, Ischia ne diventa piano piano succube. Modaioli si, ma non ai livelli massimi come si nota in questo periodo invernale. È proprio vero, sembra difficile restare indifferenti alle correnti stilistiche, secondo studi recenti anche i bambini dopo i 5 anni sono in grado di scegliere e decidere i loro abbinamenti perfetti del proprio abbigliamento. La moda si ama, ma è sbagliato imporla a se stessi in modo eccessivo. Si sta percorrendo una strada che non privilegia la differenziazione e stiamo diventando individui senza personalità. Troppi stereotipi da “copiare” e da seguire non sono sempre convenienti e positivi, non solo con l’abbigliamento ci si può uniformare; esiste anche altro ma “quest’altro si sta indebolendo sempre di più”, le regole sociali sono ora non tanto implicite. Sembra una trappola che in un certo senso non è in grado di dare importanza a certi canoni a volte più importanti.

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L’immagine di se,di solito si trasmette con il modo di vestire, ma oggi sembra una schierata di simili; la parola attinente e’: “divisa”, composta da stili visti e rivisti ovunque e soprattutto omologati. Ci vorrebbe adesso un pizzico di innovazione visto che viviamo in un epoca in cui la società è sicuramente influenzata e controllata dalla semplice forza della manipolazione dei mass media, i quali dettano come vestirsi, cosa si deve consumare, cosa si deve amare, oppure detestare e per questo si perde quella che è considerata l’originalità personale e si nota una schiavitù inconsapevole delle tendenze. La maggior parte della popolazione pensa che tutto ciò che va di moda sia bello a volte anche eccedendo. L’esempio per eccellenza erano le borchie. Ad Ischia fino a pochi anni fa erano disprezzate e criticate, oggi sono un accessorio immancabile. Quanti quindi possono considerarsi originali? Ebbene sì, ad oggi l’isola tende a seguire un unico stile di apparizione seguendo così inconsapevolmente un unico look senza capacità di giudizio propria. Addirittura c’è bisogno di vestirsi tutti uguali per essere integrati nella società?

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