CULTURA & SOCIETA'

Il Nespolino, la marmellata e quella storia del ‘900

C’è una vecchia storia che riguarda un’antica famiglia di contadini del Ciglio a Serrrara, proprietaria di un appezzamento di terreno poco distante dalla locale chiesa DI San Ciro, dove produceva per se e per altri una discreta quantità di vino cotto. Accanto alla propria abitazione Girolamo Mattera con sua moglie Mercede ed il figlio Michele erano proprietari anche di un largo giardino con diversi alberi da frutta fra cui tre piante di nespole. Nella loro stagione, ossia in questo period, le tre piante di nespole si caricavano oltre la misura del gustoso frutto..Una domenica di maggio a Girolamo Mattera  che pensava al suo primogenito Salvatore lontano emigrato da qualche anno in Argentina,venne in mente  di sfruttare quell’abbondanza di nespole in qualcosa di più utile e redditizio. Così pensò di affiancare alla produzione del suo vino cotto anche un liquore ricavato dal dolce succo delle  nespole del suo giardino e dagli ossicini che hanno dentro, dandogli il nome di nespolino. Dopo, non gli fu difficile con l’aiuto di sua moglie Mercede realizzare con le sue nespole anche una buona marmellata. Al primo Natale di quell’anno 1902 una dozzina di barattoli di marmellata di nespole e sei bottiglie di nespolino appena di fresca produzione, presero la via dell’Argentina, accompagnati dalla seguente lettera: “Caro figlio Salvatore, io tua madre e tuo fratello Michele abbiamo conservato per circa sei mesi il ,liquore e la marmellata che abbiamo realizzato con le nespole del nostro giardino. Sono della prima produzione e abbiamo pensato di mandarteli come nostro regalo di questo Natale 1902. Abbiamo lavorato tanto per indovinare la ricetta, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il gusto è buono. Ce lo hanno confermato anche tua zia Rosaria a Fontana, l’avvocato Iacono e un negozio di cose alimentari a Forio a cui ne abbiamo venduta tra marmellata e nespolino, una quindicina di pezzi, per ricavarci qualche soldo. Facci sapere se ti sono piaciuti. Ti auguriamo tante  buone feste  a te a tua moglie Francesca ed al piccolo Vincenzino. A proposito il vino cotto va molto bene. Quest’anno abbiamo fatto sei damigiane ed è stato quasi tutto venduto. Con tua madre e Michele ti abbracciamo. Tuo padre Girolamo Mattera, Ciglio Serrara 6 novembre 1902”. La risposto non tardò ad arrivare al Ciglio. La lettera di Salvatore che rigraziava i suoi genitori per la loro premura, non tardò ad arrivare al Ciglio. Pe la lentezza delle comunicazioni del primo novecento, giunse nelle mani del padre Girolamo a feste natalizie già passate. La lettera di Salvatore da Mar del Plata in Argentina così diceva: “Care padre, non puoi immaginare la nostra contentezza per il pesante pacco arrivato dall’Italia dall’isola d’Ischia. Quando lo abbiamo aperto e abbiamo vosto quelle belle cose chi ci avete mandato per Natale abbiamo pianto dalla commozione, Un pezzo del nostro Giardino del Ciglio era arrivato nella nostra casa di Mar del Plata. Vincenzino tutti i giorni vuole che gli spalmi sulle fetta di pane la marmellata di nespole che è buonissima. Anche il nespolino è buonissimo e lo teeniamo nella credenza custodito per le occasioni speciali. A Natale  abbiamo aperto la prima bottiglia doopo il pranzo. Con noi c’era anche zio Giovanni e zia Carmela con la figlia, mia cugina filomena. Il Nespolino ci piace assai e lo consumiamo a poco alla volta per non farlo finire presto. Caro padre e camma mamma è stato un grande regaleo che ci avete fatto. Vi pensiamo molto. Vostro figlio salvatore. 12 gennaio 1903”.

                                                                                                  michelelubrano@yahoo.it

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