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Il… paisiello di Peppino Brandi

Nell’ambito del Festival dei Licei Musicali che si sta svolgendo a Ischia Giovanni D’Amico Patron della manifestazione  ha aperto la Kermesse con l’omaggio al grande compositore campano Giovanni Paisiello del quale ricorre il bicentenario della sua scomparsa. La Cerimonia ha avuto luogo presso la scuola Anna Di Meglio-Baldino di Barano con i discorsi commemorativi e rievocativi affidati a Giovannino Di Meglio Presidente dell’Associazione Il “ifeo”,  a Riccardo Scogliamillo  Presidente del Centro Italiano di Musica da Camera con sede in Napoli, a Peppino Brandi studioso e appassionato di musica classsica e territorio ed a  Franco Borgogna socio fondatore dell’Associazioe T.I.F. E. O. . Maria Rosaria Mazzella  direttrice della scuola e Paolino Buono sindaco di Barano hanno invece  fatto gli onori di casa con i saluti ufficiali. I 200 anni della scomparsa di Paisiello sono capitati a faggiolo  per dargli uno spazio nel programma della manifestazione musicale ischitana e ricordare fra l’altro che il famoso musicista nell’anno 1786 ha soggiornato a lungo con la propria famiglia a Testaccio dove riuscì a completare l’opera “Il Pirro”. Peppino Brandi ha sfoggiato le sue conoscenze ed ha detto:”Da quel che ho ricostruito attraverso documenti storici, Paisiello ha soggiornato presso “Le Stufe” di Testaccio, probabilmente nella strada che  va ai Maronti, costruita da pochi anni prima, dal generale Corafà nella zona nota come “sudatorio” dove vi era la “Casa Antica”, ora diventata un Hotel. Paisiello, racconta altresì Brandi, portò con se gli strumenti a fiato e usò certamente la pianola che era nella confraternita, cosa certa ricostruita anche con una documentazione esistente riguardo alla partecipazione  dei fedeli alla vita della chiesa. Nella Confraternita, come raccontava un confratello nel 1950 detto “Zi Baffet”, c’era un armonium che probabilmente fu usato dal Paisiello” . “Perchè ha scelto Testaccio? Conclude Brandi, Non ci sono notizie certe, ma si fa risalire tutto alle proprietà delle Stufe di Testaccio, tenute in gran conto in quell’epoca, per la cura dei malanni come quelli registrati dai coniugi Paisiello dopo il soggiorno prolungato in Russia”. Fin qui Peppino Brandi. A Franco Borgogna socio fondatore dell’Associazione che ha organizzato il Concorso, abbiamo chiesto invece un pensiero ad arricchimento di questo nostro “speciale”. Ecco cosa ci scrive Borgogna.

 

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