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Il paradosso di Forio: solo un tampone positivo potrà fermare le ruspe

Ieri mattina l’esame sulla consorte di Domenico De Siano, oggi l’esito: se la donna risulterà affetta da covid dovrà rimanere in quarantena e l’abbattimento slitterà, altrimenti si procederà domani o venerdì. Le amare riflessioni dell’avvocato Maria Grazia Di Scala

La demolizione – che invero appare sempre più vicina -dell’unica abitazione di proprietà di Michele De Siano, ubicata a Forio in via Calosirto 61, sembra davvero una vicenda kafkiana, una di quelle storie dove tutto appare paradossale ed incredibile eppure è invece reale. Vi facciamo un esempio: lo avreste mai detto, in tempi di coronavirus, che quasi bisognava incrociare le braccia ed augurarsi che un tampone molecolare desse esito positivo?

Può apparire assurdo, ma probabilmente è questa l’ultima carta che si giocano il De Siano e la sua famiglia per evitare l’entrata in azione delle ruspe, chiamate a demolire “Casa Luisa” prima del ripristino originario dello stato dei luoghi, con l’area in questione che dunque salvo errori ed omissioni dovrebbe tornare a essere un vigneto. Ieri mattina, dopo i momenti di tensione che avevano caratterizzato il pomeriggio di lunedì e che avevano indotto il legale del De Siano, l’avvocato Maria Grazia Di Scala, a minacciare una serie di denunce all’autorità giudiziaria (si voleva procedere all’esame di Filomena Buono con un test rapido e non col tampone molecolare, l’unico che ha assoluta valenza scientifica), sono giunti sul posto – bardati come le circostanze richiedevano – i sanitari dell’ASL Napoli 2 Nord, che hanno provveduto a sottoporre al tampone la moglie del De Siano. I medici tra l’altro hanno visitato la signora confermando che sono riscontrati tutti i sintomi del coronavirus, ma nel contempo hanno visionato anche le cartelle cliniche precedenti della paziente che tra l’altro è affetta anche da altre patologie tra cui una cardiopatia.

L’esito del tampone dovrebbe essere noto nel pomeriggio di domani ed è chiaro che le strade sono due: in caso di esito negativo, la famiglia De Siano dovrebbe lasciare l’abitazione e si darebbe così il via alle operazioni di demolizione, ma in caso di positività al covid Filomena Buono dovrebbe rimanere in quarantena e dunque per almeno un’altra decina di giorni (fino all’esito negativo di un successivo tampone) non si allontanerebbe dal tetto della casa di via Calosirto. Ma è chiaro che parliamo di un arco temporale nel quale difficilmente potranno avvenire “miracoli” o fatti tali da cambiare il corso degli eventi che appare purtroppo decisamente segnato.

Su questa vicenda davvero difficile da digerire abbiamo chiesto un commento all’avvocato Maria Grazia Di Scala che senza esitazioni ha spiegato: “Innanzitutto ritengo che gli sgomberi delle case ai tempi del covid non dovrebbero essere un problema, voglio dire che non bisognerebbe intervenire considerato il momento congiunturale. Ecco, per questo mi sorprende l’accanimento della Procura, mi sembra inimmaginabile che non si renda conto delle difficoltà per reperire una sistemazione alternativa. Come difesa abbiamo fatto tutto il possibile in questa fase esecutiva, capisco che il dottor Cilenti sia animato da un ferreo rispetto per l’ambiente e dall’amore per le istituzioni tale da voler portare avanti la demolizione, ma la verità è che la risoluzione di un problema sociale come quello dell’abusivismo edilizio non può rimanere più oggetto di silenzio e ha bisogno al più presto di una legge da parte del Governo, che trovi finalmente il coraggio di mettervi mano”.

La surreale speranza di un tampone positivo significherebbe ben poco e la Di Scala non lo nasconde spiegando anche quale potrebbe essere l’unica ancora di (temporanea e più duratura) salvezza: “Siamo sinceri, anche la possibile quarantena costituirebbe dal punto di vista logico e giuridico il prolungamento dell’agonia, a meno che non intervenga – con il coraggio e la decisione che gli riconosco – il governatore Vincenzo De Luca, che potrebbe inibire le sospensioni per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, chiedendo anche intervento e parere del Prefetto. Ecco, potrebbe adottare questa decisione senza macchiarsi di incompetenza”. Ma in tutta onestà, non ci crede più nessuno. L’unica certezza è che, qualora si dovesse procedere con l’abbattimento, lo stesso non avverrà nella giornata odierna ma domani o venerdì secondo le indicazioni che arriveranno dalla Procura. E attenzione perché presto, molto presto, le ruspe torneranno in azione colpendo stavolta a Lacco Ameno, Serrara Fontana e Barano. Quell’incubo mai finito sembra davvero essere ricominciato.

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