CRONACAPRIMO PIANO

Il PdRI? Chiamatelo “sfogliatella” di Natale

L’avvocato commenta il piano di ricostruzione varato dalla Regione Campania e muove una serie di addebiti su uno strumento definito “orribile” e “contro il diritto all’abitazione”. Ecco l’atto d’accusa del professionista

DI AGOSTINO IACONO

Sta per uscire il piano di “colorazione” e di “poesia” di Casamicciola Terme. Un piano di ricostruzione orribile contro il diritto all’abitazione dei cittadini e contro l’impresa. .

ART. 24 BIS: (Piano di ricostruzione) – 1. La riparazione e la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017 nonche’ la riqualificazione ambientale e urbanistica dei territori interessati sono regolate da un piano di ricostruzione redatto dalla Regione Campania. Poi ci sono state le integrazioni a seguito dell’alluvione del 2022.

PARTO DALLA LETTURA IN ITALIANO DELL’ARTICOLO.

Il piano doveva innanzitutto prevedere, come si legge in italiano l’articolo, come ricostruire e riparare gli immobili danneggiati dal sisma come per esempio POTEVANO METTERE ALL’INTERNO UN PROGETTO MODELLO CASA E DEFINIRE LA PROGETTUALITA’ TECNICA DI UN COMPLESSO ANTISIMICO SOSTENIBILE ED ECO – COMPATIBILE tenendo conto degli studi di microzonazione sismica, degli studi della Scala Mercalli e di altri studi…insomma in sintesi come riparare e ricostruire gli immobili. Invece si sono limitati a fare una mappa con disegni colorati che sono diversi per immobili che si trovano nella stessa zona…vai a capire, in questo piano, la differenza in termini di sicurezza di immobili che si trovano a poca distanza e le motivazioni che non ci sono.

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NEL PIANO DI COLORAZIONE E DI BELLE PAROLE che sta per uscire viene introdotto, in contrasto con quanto stabilito dalle norme che regolamentano il piano di ricostruzione per le case DANNEGGIATE, il concetto di ESPROPRIO per le case agibili mettendo in evidenza l’incapacità di tutelare la proprietà privata. QUESTA INTRODUZIONE è INCOSTITUZIONALE perchè NESSUNA NORMA NAZIONALE HA STABILITO LA POSSIBILITA’ DI ESPROPRIO NE’ PER LA REGIONE CAMPANIA NE’ PER IL COMMISSARIO PER LA RICOSTRUZUIONE NE’ PER I COMUNI INTERESSATI. INFATTI NELLE NORME CHE DISCIPLINANO IL PIANO DI RICOSTRUZIONE DA ADOTTARE NON C’E’ NESSUN RIFERIMENTO ALL’ESPROPRIO. E’ASSURDO, DOVEVANO PENSARE A COME RIPARARE E RICOSTRUIRE O COME DARE LE CASE AI CITTADINI con i relativi piani di delocalizzazione. Invece hanno pensato a fare la colorazione nelle mappe. Per non parlare della poesia scritta con belle parole….peccato che niente è riconducibile alla risoluzione del problema del diritto alla casa e al diritto all’abitazione dei cittadini.

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Infatti, il piano di ricostruzione doveva prevedere dei piani di delocalizzazione, ma li avete visti questi piani di delocalizzazione???? Allo stato attuale ci sono gli strumenti per delocalizzare (che hanno consentito di acquistare le case alla mia famiglia con un grosso dispendio mentale) ma non ci sono i piani di DELOCALIZZAZIONE.

E’ un piano di distruzione delle imprese di Casamicciola perchè non ha previsto come ricostruire o recuperare o delocalizzare quell’immenso e storico tessuto economico e produttivo che faceva di Casamicciola Terme un fiore all’occhiello dell’Isola d’Ischia. Che fine farà quel tessuto? il Piano non lo specifica.

Il Piano di ricostruzione poteva prevedere anche l’istituzione della zona franca (non mi venite a dire che non era possibile avete introdotto l’esproprio) per il rilancio e la salvaguardia di Casamicciola Terme dal punto di vista produttivo ed economico. Nessun riferimento nel piano di ricostruzione a come tutelare le imprese danneggiate e quelle esistenti!

Non si capisce che ne sarà di coloro che avevano chiesto la delocalizzazione volontaria dei propri edifici danneggiati non andata a termine entro il 31 dicembre 2024 e che non sono tra quelli da delocalizzare obbligatoriamente nel piano di ricostruzione. Per questi si avrà la possibilità ancora di poter acquistare la casa sull’Isola d’Ischia o dovrà ricostruire necessariamente in loco? (apro una parentesi ricordando il divieto illegittimo, illiberale ed in contrasto al diritto all’abitazione di non potersi trovare una casa fuori Ischia).

Il piano di ricostruzione, visto anche l’assurdo esproprio di case agibili, al fine di dare una corretta motivazione all’esproprio e alla delocalizzazione obbligatoria, doveva prevedere esattamente in questi spazi cosa deve venire e cosa esattamente costruire e non limitarsi a presunti spazi pubblici e interventi pubblici non specificati.

Inoltre, il piano che sta per uscire, per la prima volta penso nella storia italiana, nei vari territori colpiti, è stato portato avanti ed è stato calato dall’alto senza un minimo di concertazione con cittadini, comitati ed associazioni.

Infine, il vero nodo IMPORTANTE è che il piano non prevede alcun cenno a come risolvere l’emergenza sociale delle case e la vera priorità assoluta: RIDARE UN TETTO ALLE FAMIGLIE TERREMOTATE E ALLUVIONATE.

Parafrasando la lettera di Totò e Peppino a Milano, dopo che vedremo il piano e l’alto numero di delocalizzazione obbligatoria degli edifici, i cittadini che cercano ancora la casa perduta si domanderanno: “Dunque: noi vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?  Sa, è una semplice informazione…”. Dove dobbiamo andare nessuno lo ha capito! A questa sintesi, scritta in maniera semplice, seguirà una nota di approfondimento e richieste dopo l’attenta lettura del piano che verrà pubblicato. Attendo ancora risposte ad una nota inviata in data 24 settembre 2024. Non potevo rimanere in silenzio, pur avendo risolto in parte e non senza difficoltà la mia personale situazione. Serene feste natalizie a tutti.

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