CRONACAPRIMO PIANO

Il porto d’Ischia primo “porto verde” del sud

Il risultato raggiunto grazie all’allocazione di una cabina di trasformazione Enel che consentirà alle navi ormeggiate durante la notte di alimentarsi alla rete elettrica e spegnere i motori

Il porto di Ischia sarà il primo “porto verde” del Sud grazie all’allocazione di una cabina di trasformazione Enel che consentirà alle navi, ormeggiate durante la notte, di alimentarsi dalla rete elettrica così da spegnere i motori ed eliminare le immissioni rumorose. I traghetti che di notte stazioneranno al porto, in questo modo, potranno utilizzare l’energia elettrica e spegnere i generatori di bordo, minimizzando l’inquinamento acustico e ambientale. L’impianto sorgerà nell’area portuale. Il Comune di Ischia nei prossimi giorni (metà della settimana) porterà a compimento l’iter per l’autorizzazione.

È tutto pronto. La palla, così, passa all’Enel che può cominciare ai lavori. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Ferrandino ha individuato il posto dove sarà allocata la cabina di trasformazione ed ha dato il via a tutto l’iter burocratico. La Soprintendenza, infatti, ha dato parere favorevole, poi c’è stata da parte del Comune l’autorizzazione paesaggistica e nei prossimi giorni il permesso a costruire. Amministrazione Comunale, Capitaneria di Porto, Enel, Caremar e Medmar hanno lavorato a lungo per poter rendere il porto di Ischia il primo porto ‘sostenibile’ del Mezzogiorno. «Grazie alla sinergia di tutti i protagonisti in campo si riuscirà, a breve, a migliorare ulteriormente le condizioni di vivibilità dei cittadini della zona che, da decenni, erano angustiati dai rumori dei generatori delle navi ormeggiate la notte nel porto», ha detto con entusiasmo il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino.

Mentre il porto di Ischia si appresta a diventare green, diversa è la situazione di quello di Napoli dove l’elettrificazione delle banchine è ancora al palo. «C’è un protocollo d’intesa tra Caremar, Enel ed Autorità Portuale – ha detto il presidente di quest’ultima, Pietro Spirito nei giorni scorsi al Corriere del Mezzogiorno- e prevede la costruzione con 80mila euro di una cabina elettrica sul molo di Porta di Massa per alimentare i traghetti. Quelli che restano nel porto la notte. Noi daremmo un eco bonus a Caremar sotto forma di riduzione del canone per l’attracco. Purtroppo il progetto è bloccato perché il concessionario del molo. Terminal Traghetti Napoli, non ha permesso il subentro in sub concessione alla Caremar, che è il soggetto che dovrebbe realizzare l’investimento. Hanno posto la condizione che fossero loro a vendere l’energia, il che non è possibile in un mercato regolato. Ho provato ad esercitare la mia persuasione, ma evidentemente finora non sono stato incisivo. Il progetto prevede anche l’elettrificazione dei moli di sosta dei traghetti a Capri ed Ischia».

Nei giorni scorsi a lungo si è dibattuto sulla qualità dell’aria nei pressi dei porti. A Napoli va avanti la campagna di monitoraggio della qualità dell’aria nello scalo marittimo avviata dall’Arpac e che prevede venti giorni di rilevazioni ogni tre mesi. Sull’isola di Ischia, invece, non è presente alcuna centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria. L’ha denunciato la presidente regionale di Legambiente Maria Teresa Imparato all’indomani della presentazione di Mal’Aria, il report dell’associazione ambientalista sulla qualità dell’aria. Partendo dai dati dell’Arpac- agenzia regionale per l’ambiente della Campania – l’associazione ambientalista ha analizzato lo stato di salute delle città per ciò che riguarda lo smog. «A Ischia non abbiamo dati – ha detto la presidente di Legambiente Campania – La nostra analisi parte dai dati rilevati dalle centraline dell’Arpac che, purtroppo, sono assenti sull’isola». In nessuno dei sei Comuni, infatti, è installato alcun dispositivo. «In mancanza di questi dati non possiamo analizzare scientificamente la qualità dell’aria», continua la presidente di Legambiente. «Le centraline in Campania non sono tantissime. L’Agenzia regionale ha bisogno di più strumenti e risorse per monitorare l’aria delle città della Campania più a rischio. Tra queste, certamente, c’è l’isola di Ischia per la presenza dei porti. A Napoli, ad esempio, l’area del porto quest’anno non ha sforato. Storicamente, però, è una delle centraline che sfora di più a causa del traffico marittimo». E continua la presidente di Legambiente Campania: «La classe politica isolana dovrebbe sollecitare la Regione Campania affinchè siano installate le centraline. E se non è possibile avere una o più centraline fisse, sarebbe opportuno avere, almeno nei periodi di alta stagione turistica, delle centraline mobili che possano misurare la qualità dell’aria». L’allarme di Legambiente, con l’elettrificazione della banchina al porto di Ischia, potrà rientrare e l’isola avrà il primo porto del Mezzogiorno green.  

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