CULTURA & SOCIETA'

Il porto e la sua rievocazione con il pompiere eroe del terremoto di casamicciola nel ruolo di re ferdinando ii di borbone

Dopo l’idea di festeggiare l’anniversario dell’apertura del porto borbonico ogni dieci anni a partire dal passato 2004, edizione che ben riuscì e che riaccese gli entusiasmi di chi vi partecipò, si pensò addirittura di celebrare lo storico evento ogni anno. E così è stato fatto, tanto che ci eravamo incamminati bene fino al forzato stop dello scorso anno dove si fermò anche il corteo storico di S.Alessandro.

Quest’anno invece riordinati idee e risorse si riparte alla grande anche se la festa avrà luogo oggi 19 e non nel suo giorno storico 17 settembre, ossia martedì scorso allorquando era in programma la irrinunciabile (per tifosi ed appassionati) partita di champion Napoli-Liverpool che per altro la squadra partenopea l’ha….pure vinta col classico punteggio di 2 a 0. Pertanto la festa prende il via per celebrare in continuità i 165 anni che ci separano da quella storica data (1854) che vide trasformato l’antico lago di Villa Bagni ai piedi della Casina Reale, in porto per le future generazioni, perché così credeva, ed a ragione, il Borbone.

Tutte le edizioni passate per festeggiare i vari “compleanni” susseguitisi fino a oggi, sono state vissute in pompa magna con il coinvolgimento di tutti e sei i Comuni dell’isola e le rispettive popolazioni. Specie l’edizione del 17 settembre del 2004, indimenticabile, assai più grande di quella del primo centenario del 1954, che pure lasciò il segno con documenti scritti e d’immagine. Quindi, meglio le scadenze ravvicinate, piuttosto che quelle centenarie e cinquantenarie e decennali che potranno essere vissute e godute soltanto dai posteri, nella impercettibile lontananza dei tempi. 50 e 100 anni, sono troppi per noi di questo tempo per rivivere la rievocazione di un evento storico come quello dell’inaugurazione dell’apertura dell’antico lago trasformato in ciò che divenne da subito il Porto d’Ischia.

Nei nuovi festeggiamenti, un ruolo determinante l’hanno le Associazioni Pero San Alessandro e Villa Bagni che fiancheggiano l’Ente organizzatore, il Comune d’Ischia, con propri collaudati figuranti, nella rievocazione storica della programmata Passeggiata del Re Ferdinando con la Corte per il corso principale di Ischia e lungo la famosa Riva Destra. Una collaborazione più che naturale e preziosa, quella degli organizzatori dell’importante parata storica in costume d’epoca di San Alessando. A beneficio di tanto, la trasformazione dell’antico lago in moderno porto, fu un’opera mirabile e di grande intuizione commerciale e di sviluppo sociale voluta a quel tempo, da Re Ferdinando II di Borbone che si impegnò personalmente a che i lavori potessero iniziare con celerità e portati a compimento nel più breve tempo possibile.

Infatti il 17 settembre di quel lontano 1854 il nuovo Porto di Ischia fu viva realtà. E con esso anche il monumentale Tempio annesso, l’attuale Chiesa di Portosalvo, che a distanza di soli otto giorni vide gettate le sue fondamenta per svettare poco dopo sulla riva del Porto quale straordinario esempio di benenevolenza reale del Borbone amico e benefattore della nostra isola. Le cronache del tempo così descrivono lo storico evento dell’apertura del Porto d’Ischia: “ Nel dì 17 settembre 1854, alle ore 5 pomeridiane, il porto veniva inaugurato alla presenza della Corte, isolata in una pagoda posta su di una collina a nord dell’entrata di esso. Tutti i legni di qualunque fossero tonnellaggio furono obbligati di venire a prendere parte alla regata.

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Il giornale uffiziale di Napoli nel giorno appresso 18 settembre 1854 num. 203, descriveva la cerimonia così – “Circa dugento legni pavesati a festa fra il rimbombo di artiglierie ed i concerti di bande musicali entravano nel porto novello, e vi facevano varie evoluzioni. Un’immensa calca di spettatori era radunata sulla riva del porto. Il Re colla sua real famiglia, che da vari mesi soggiornava in Ischia godevano di sì delizioso spettacolo, da un loggiato a bella posta costruito su d’una collina a ponente dell’entrata del porto. Precedea la Lancia del particolar servizio del Re, comandata dal capitano Criscuolo , che da marangone, sommozzatore di Santa Lucia, era divenuto capitano della Lancia particolare di Ferdinando II. Seguivano le altre lance di particolare servizio; indi i reali piroscafi , il Tancredi, la Saetta, il Delfino, l’Antelope, la Cristina; poi i legni della Marina Mercantile dell’isola, principiando dalle paranzelle, terminando ai minuti gozzi da pesca”.

Questa preziosa descrizione d’epoca offre l’idea di come il popolo isclano di metà ottocento visse l’avvenimento, anche se l’autorità amministrativa locale (Sindaco e Giunta) disertò per protesta la cerimonia, perché riteneva (a torto) che l’apertura del vecchio lago trasformato in porto arrecasse grave danno alla comunità e ai pescatori che vi pescavano.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano antoniolubrano1941@gmail.com

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