POLITICAPRIMO PIANO

Il pragmatismo di Silvio: «Pascale è tutto fuorché il nuovo, ma noi siamo stati superficiali»

L’esponente della lista “Sempre per Lacco Ameno” commenta l’esito della battaglia elettorale all’ombra del Fungo, e in attesa degli sviluppi giudiziari traccia un primo bilancio

Chi auspicava la fine delle ostilità dopo il risultato elettorale è rimasto chiaramente deluso, ma va detto che ciò era anche piuttosto prevedibile: ci si sposta nelle aule di tribunale. Volendo fare una battuta, a Lacco Ameno non vi state facendo mancare nulla.

«È doveroso il nostro ricorso, per fare chiarezza su quanto accaduto al primo turno. Pascale aveva già pronta l’istanza, quindi non vedo perché non dovrebbe essere legittima anche la nostra volontà di ricorrere al Tribunale»

«Credo che sia doveroso fare ricorso, visto come sono andate le elezioni al primo turno. In alcune sezioni, nello specifico alla due, alla tre e alla quattro, ci sono state diverse schede non assegnate alla nostra lista, secondo noi illegittimamente, quindi è giusto ricorrere alla giustizia amministrativa per vederci chiaro sullo svolgimento delle operazioni elettorali del primo turno. Voglio inoltre aggiungere una cosa importante: sui social network, sui giornali stanno montando polemiche sul nostro ricorso, ma mi domando: è giusto che Giacomo Pascale potesse fare ricorso, e noi no? Noi, nel nostro diritto e per le conoscenze dei fatti che abbiamo maturato, riteniamo doveroso ricorrere e vedere riconosciuta nelle aule giudiziarie la nostra vittoria perché contando le schede contestate il risultato elettorale sarebbe stato diverso».

Il bilancio post-elettorale, soprattutto per le persone intelligenti, è anche il momento per fare un po’ di autocritica. Chiaramente gli obiettivi erano diversi. A posteriori, secondo Lei, cos’è che forse andava curato in maniera migliore? Dall’esterno la percezione è che soprattutto nella fase iniziale non si è “pigiato” il piede sull’acceleratore, convinti di aver già portato a casa il risultato. È una percezione giusta, sbagliata, oppure la verità sta nel mezzo?

«Inizialmente avevamo pensato di poter vincere con relativa facilità, dobbiamo ammetterlo, poi però la campagna ha assunto toni eccessivamente personalistici, trasformandosi in una demonizzazione di Domenico De Siano»

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«Io credo che tale percezione sia giusta, perché si era partiti credendo in una vittoria piuttosto facile, senza capire di primo acchito la forza dell’altra lista. Poi è emersa la verità: si è trattato di una campagna elettorale rivolta “contro” Domenico De Siano, dipingendolo come un “mostro”..».

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Una domanda provocatoria: ha sbagliato di più De Siano nel non riuscire a sovvertire tale “demonizzazione”, oppure è stato più bravo Pascale a passare come un “santo” e a far dimenticare che tutto sommato l’estrazione del suo ultimo quarto di secolo è la stessa di De Siano?

«Innanzitutto dobbiamo ricordare che dal 1997 Giacomo Pascale ha ricoperto vari ruoli come consigliere, assessore, vicesindaco con Domenico De Siano. Quindi l’estrazione politica è la stessa per entrambi. Noi abbiamo formato questa lista, sposandone il progetto perché quello costruito insieme a Domenico era l’unico progetto serio per pacificare il paese. Lei sa bene come sono andate le elezioni, il paese è spaccato in due, si sono aperte molte ferite con questa consultazione elettorale. Per pacificare il paese è necessario un grande lavoro, e secondo la mia esperienza di 35 anni di amministratore pubblico, tra maggioranza e opposizione, posso dire che ci vorranno vari anni: quello di Lacco Ameno è un caso particolare davvero particolare, e sarà realmente molto difficile risanare tali ferite».

Cosa poteva essere fatto perché non si arrivasse a crearle, queste ferite?

«Pascale si è presentato come l’uomo “nuovo”, ma in realtà ha decenni di politica alle spalle, ed è della stessa estrazione di Domenico. Quindi le responsabilità amministrative del paese e delle relative conseguenze sono anche sue»

«Tutta la campagna elettorale dei nostri avversari è stata improntata sulle offese, sugli attacchi personali, inizialmente contro di me, contro Carmine Monti, contro Aurelio De Luise, accusandoci di aver fatto una scelta sbagliata, poi contro i candidati più vicini a Domenico De Siano, e poi c’è stata un forte campagna contro quest’ultimo, ma non sulle problematiche politiche, bensì su tematiche personali, e questa è una cosa molto grave, perché come ho detto hanno creato grandi ferite che sarà difficile far rimarginare. La campagna è caduta sui personalismi e non si è mantenuta sui contenuti politici. La situazione è grave: nel 2017 c’è stato il terremoto, e da tre anni la ricostruzione è ferma, senza alcuna svolta al problema. Abbiamo l’emergenza-coronavirus che continua, mettendo a rischio l’occupazione e i pochi mesi di lavoro degli stagionali. La situazione è molto seria, che si tocca con mano. A questi si aggiungono i tanti problemi del paese».

Lei ha ammesso con estrema sincerità quali potrebbero essere stati gli errori, anche di superficialità, commessi dalla Sua compagine in prima battuta. Dov’è invece che ha fatto breccia il messaggio di Giacomo Pascale?

«Questa campagna ha provocato diverse ferite, e occorreranno diversi anni prima che possano essere rimarginate. Sarà necessario un duro lavoro»

«Credo che Giacomo sia riuscito a passare per colui che non era mai stato in ruoli amministrativi decisionali, per colui che era il “nuovo”, uno che invece ha un’esperienza di circa trent’anni, ed è stato responsabile, come me, come gli altri, delle scelte giuste e sbagliate di questi decenni. Ogni amministratore deve prendersi le proprie responsabilità, meriti e colpe. Pascale non può dire di essere il nuovo che avanza, o dire che essi sono quelli “puliti”, la parte “sana”, visto che egli ha amministrato per gli ultimi cinque anni con la carica di sindaco, prima ancora è stato vicesindaco. Quindi chi ha ricoperto tali ruoli non può dire di essere stato al di fuori di certe scelte amministrative, compiute in prima persona, e il sindaco è il primo responsabile di un’amministrazione. Dunque se sono state fatte scelte errate sulle fogne, sul porto, e su altre cose, la responsabilità principale ricade sul sindaco. Non può tirarsi fuori. Anche io ho ricoperto dei ruoli, e se ho fatto degli errori mi assumo la responsabilità delle conseguenze. Qui invece sembra quasi che si stia parlando di un gruppo di vergini che per la prima volta si presentano in Comune ad amministrare. Pascale ha amministrato per tanti anni, e quindi dovrebbe riconoscere gli errori che ha commesso. Invece di limitarsi a dire di aver avallato scelte che non erano coerenti coi suoi principi, dovrebbe invece indicare concrete soluzioni, e di soluzioni all’orizzonte io non ne vedo ancora».

Intanto, attendendo i possibili sviluppi giudiziari e senza voler fare pronostici sugli scenari futuri, si parte all’opposizione. La formazione “Sempre per Lacco Ameno” è pronta per ricoprire questo ruolo?

«Per il momento siamo pronti a svolgere il ruolo di opposizione inflessibile, vigile e seria, a garanzia di tutti i cittadini, non soltanto di una parte»

«Noi siamo pronti a ricoprire qualsiasi ruolo. Per quanto riguarda l’opposizione, mercoledì sera ci sarà il consiglio comunale, e in quella sede nomineremo il capogruppo della nostra coalizione e discuteremo gli altri argomenti all’ordine del giorno, come il rappresentante da nominare in seno alla Commissione edilizia. Esplicheremo comunque le nostre linee di controllo e di vigilanza, in maniera seria. Saremo non soltanto inflessibili sugli argomenti, sulle proposte e sulle scelte amministrative, ma anche costruttivi verso la crescita del nostro paese e della nostra comunità».

Un messaggio ai cittadini – tutti i cittadini – di Lacco Ameno?

«Sono contento di questa domanda. Io credo molto nel lavoro del nostro gruppo, nel quale profonderemo impegno e serietà, rimanendo vigili affinché non si facciano errori, e lo saremo a garanzia di tutti quanti i cittadini di Lacco Ameno, e non soltanto di una parte».

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