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Il primo Summit dei Numeri Uno in Italia parla anche “ischitano”

I più grandi imprenditori del nostro Paese si sono incontrati a Milano, a porte chiuse e senza politici, presso la Pirelli HangarBicocca, per fare il punto dell’economia e del made in Italy. Un successo, quello del Primo Summit dei Numeri Uno d’Italia, patrocinato del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha visto, tra gli 85 imprenditori top, la partecipazione del Presidente della Università Telematica Pegaso, Danilo Iervolino, patron tra l’altro, insieme all’imprenditore Ottorino Mattera, del quotidiano Il Golfo e grande innamorato di Ischia.

E’ stato una sorta di vertice a cavallo fra futuro e imprenditoria, cultura e innovazione, per i 35 anni della testata Capital del gruppo Class. Dall’incontro – e dalla lavagna digitale lunga 32 metri che caratterizzava la scenografia – sono uscite decine di contributi raccolti in un manifesto di 10 punti. Dieci messaggi indirizzati al governo che spaziano dal paesaggio alla manifattura, dalla scuola alle tasse.

Come sarà l’Italia del futuro? Quale sarà il suo ruolo nello scacchiere dell’economia mondiale, mai tanto in movimento come in questa fase storica? E ancora, quali settori assumeranno rilevanza? Queste alcune delle domande a cui i principi dell’impresa italiana hanno tentato di dare una risposta fra le architetture pensate da Italo Rota e le opere di Anselm Kiefer.
Cosa occorre, dunque, per produrre il futuro dell’Italia? Anzitutto la tutela del paesaggio, “unico al mondo per bellezza, profondità, coraggio, creatività, generosità, umanità” si legge nel documento finale. Così come lo stile di vita, fatto di creatività, moda, design ma anche di natura e arte. Poi cavalcare la rivoluzione digitale in tutte le sue anime, dai big data all’intelligenza artificiale: “Occorre quindi che questa nuova cultura, unita all’umanesimo di cui il Paese è impregnato, venga diffusa a tutti i livelli, cominciando dalla scuola elementare. Occorre che il primato di secondo paese manifatturiero d’Europa sia difeso e sviluppato proprio grazie alla valorizzazione dei primati, finora conosciuti, nella tecnologia rivoluzionaria del digitale, di cui fa parte anche il primato nelle stampanti 3D”.

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Ancora, i numeri uno hanno messo in evidenza il ribaltamento del mercato del lavoro, che avrà bisogno di nuove professionalità, lo sviluppo di innovazione nella manifattura puntando su robotica e automazione per “creare mercati che non esistono”, e altri settori su cui scommettere: scienze della vita, food e agritecnologie per la scienza della nutrizione, packaging innovativo, tecnologie per il ciclo dell’acqua e per quello dei rifiuti, modelli predittivi e supercomputazione applicati a diversi settori, compreso l’ambiente e il sociale, trasporti, automotive e motocicli, tecnologie per i beni culturali e digital humanities.
La seconda parte del manifesto vira più sull’aspetto sociale. Attenzione agli “eccessi della finanza”, raccomandano i top manager, occorre un “nuovo contratto sociale” a partire dai doveri sociali degli imprenditori. Oppure al modello d’Europa che verrà, che i numeri uno vogliono come un “vero stato federale” in grado di contrastare il rigorismo esasperato della Germania e dei Paesi che la seguono.
Il punto centrale per sfilarsi dall’egoismo tedesco è affrontare il debito pubblico: “Un debito esorbitante come quello attuale non si riduce solo con la crescita perché esso stesso frena lo sviluppo, drena risorse, espone ad attacchi selvaggi della speculazione alla ricerca di nuovi profitti, magari per la perdita di potere a causa della caduta del prezzo delle materie prime e in particolare del petrolio o per il rallentamento della crescita economica globale che riduce i margini”.

Il programma indirizzato a Matteo Renzi si chiude con una stoccata sulle tasse – meno burocrazia, meno costi sul lavoro e sulle aziende – e una sulla scuola e l’università, che devono rivedere la propria offerta sulla base delle “necessità della nuova economia e della data science”.
Oltre ad alcuni contributi dall’esterno, come quello di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca erano presenti, il Presidente della Università Pegaso, Danilo Iervolino, Herald Wester (a.d. Alfa Romeo), Luca Cordero di Montezemolo (Alitalia), Enrico Vita (Amplifon), Paolo Vitelli (Azimut), Massimo Doris (Mediolanum), Alberto Bianchi (a.d. Bianchi), Alberto Bombassei (Brembo), Leonardo Del Vecchio (Luxottica), Brunello Cucinelli (a.d. dell’omonima azienda di abbigliamento), Filippo Antonio De Cecco (De Cecco), Giuseppe Bono (Fincantieri), Maurizio Marinella, Gabriele Galateri (Generali), Adolfo Guzzini (Guzzini), Gaetano Micciché (Intesa San Paolo), Carlo Pesenti (Italcementi), Roberto Colannino (Piaggio), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Alessandro Volanti (Radio Italia), Dario Scotti (Riso Scotti), Edoardo Tabacchi, (Salmoiraghi & Viganò), Ernesto Mauri (Mondadori), Alexander Pereira (Teatro La Scala), Mario Alessandri (Tecnogym), Federico Ghizzoni (Unicredit), Diego Della Valle (Tod’s), Carlo Cimbri (Unipol), Luca Patané (Uvet), Antonio Baravalle (Lavazza), Matteo Del Fante (nuovo ad di Terna), Pietro Modiano (presidente gruppo Sea aeroporti), Giovanni Sabatini (direttore generale ABI Associazione Banche Italiane), Bernardo Caprotti (Esselunga), Francesco Caio (Poste Italiane), Urbano Cairo (Cairo editore), Patrizio Bertelli (Prada), Maurizio Tamagnini (Fondo Strategico), Cingolani (Iit Genova), Mario Rasetti (Isi Torino), Francesca Rossi (Harvard, presidente dell’associazione Internazionale intelligenza artificiale).

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