IL PUNTO Il mio “grazie” a Franco Borgogna

DI ANNA DI MEGLIO COPERTINO
Il vero giornalismo, come severamente ammonisce Borgogna, non si limita a denunciare una situazione sotto gli occhi di tutti e a lagnarsene,bensì offre dati concreti di analisi per cercare delle criticità le cause, documentando e smascherando responsabilità reali, fino ad avanzare magari proposte. Quanto alla lagnanza, di cui ogni giorno la sottoscritta si fa portavoce, essa non solo resta un diritto da parte di chi subisce, poiché magari altri pagano in forma meno evidente, meno diretta, meno pesante e meno apparentemente aggressiva il fio di politiche palesemente carenti e sbagliate, ma svolge anche il compito di ricordare ogni giorno che nulla viene compiuto per modificare in meglio l’andazzo vergognoso, come una campana martellante che impedisca di ignorare, risultando tuttavia noiosa, eccessiva, persino sbagliata ad alcuni.
Dopo i risibili sbandierati elementi di interventi, sul Corso (din don dan e ancora din don dan…)si continua a non riposare, fra caos di ogni sorta e le orde di muschilli, come Franco, facendo della precisione il suo motto, le chiama. Così come si affonda nella spazzatura fino a mattino inoltrato. I limiti delle mie denunce, soprattutto in una fase in cui le ambasce della vita familiare mi tolgono ogni possibilità in termini di tempo e spazio, lasciandomi solo in grado di mandare qualche misero ed elementare messaggio estemporaneo, per fortuna vengono superati da persone del calibro di Franco Borgogna, attento e puntuale e concreto. A lui i miei ringraziamenti di cittadina.





