IL PUNTO Il traffico e quella mancanza di idee

DI PACO IOVINE
Siamo giunti ad un punto di non ritorno. Migliaia di automobili incolonnate, si muovono a passo d’uomo lungo le nostre strade. Ormai è diventato una costante. Tutti i giorni a qualsiasi ora, assistiamo a colonne interminabili di vetture ed automobilisti pervasi da un senso di rabbia mista a rassegnazione. Ci sono tratti di strada costantemente intasati, dove l’aria è diventata praticamente irrespirabile. Anche camminare sembra essere un problema. Se da un lato l’aumento dei veicoli in circolazione (e del nostro parco auto privato)è un dato oggettivo, dall’altro lato lo sono anche la mancanza di idee, soluzioni e alternative. Nessun provvedimento adottato affinché possa snellire la circolazione e che al contempo disincentivi l’uso del mezzo privato, magari a favore di quello pubblico .
Si potrebbe pensare a rendere alcune strade a senso unico. Certo, con l’aggravio di un maggior tempo di percorrenza, ma probabilmente ciò snellirebbe in parte il traffico veicolare.
Ricordo che proprio via M Mazzella e via L.do Mazzella , furono anni fa soggette a questo esperimento, che personalmente trovai proficuo, in quanto,la realizzazione del marciapiedi tratto Prevenzano-farmacia, restringeva la carreggiata, non consentendo più un agevole doppio senso, soprattutto in presenza di bus e veicoli di grandi dimensioni. Duró pochi mesi, causa dissenso da parte di qualcuno che probabilmente “contava”. Il risultato adesso è sotto gli occhi di tutti. La mancanza di parcheggi e la sosta consentita lungo alcune strade ,amplificano la problematica. Non si capisce poi il senso di far circolare all’interno del comune, i bus di linea di grandi dimensioni. Quasi sempre vuoti, ingombranti ed inquinanti, creano disagi enormi, data anche la mancanza di piazzole alle fermate( e dove esistono, vedi piazza degli Eroi, sono sempre occupate da auto in sosta ).
Al porto, per dirne una,all’altezza dell’incrocio S.Ciro, il bus che sale si deve fermare perché sta scendendo l’altro da via Alfredo De Luca e per questioni di spazio( alberi lato posta e auto in sosta lato opposto),non possono incrociarsi. Stesso discorso vale per la sopracitata zona Prevenzano-farmacia, dove uno dei due bus deve attendere il transito dell’altro e per mancanza di spazi quindi non si possono incrociare. Questi giganti della strada potrebbero essere sostituiti dai più piccoli e magari ecologici “pollicini”. Si potrebbe pensare poi al car-sharing, ai taxi collettivi ed altre soluzioni che consentirebbero di limitare i danni,rendendo probabilmente il nostro territorio meno invivibile e l’aria più respirabile.
Signori, questo sono solo delle idee. Ma da qualche parte bisogna pur incominciare, non si può più rimandare o far finta di non vedere. Occorrerebbe però soprattutto avere il coraggio di prendere delle decisioni, fare delle scelte e portarle avanti con determinazione.
Scelte che anche se sul momento apparissero impopolari, potrebbero però nel tempo rivelarsi quelle giuste, finalizzate ad un “interesse collettivo “e cercare almeno di salvare il salvabile. Per questa Terra che in un tempo non tanto lontano, era chiamata “l’Isola Verde”.







Voi tutti con le idee dei pollicini nei centri… sì, si potrebbe anche fare ma chi li dovrebbe guidare? Già ora mancano autisti abilitati su tutte le linee, quelli che d’estate vengono presi come ausiliari vengono in parte dalla terraferma e non conoscono ne territori ne strade isolane. Per non dire anche dell’assenza di rispetto delle regole da parte degli isolani. Scappano subito.
Bello fare progetti e lanciare idee se non si è coinvolti nelle situazioni. Prima bisogna trovare le soluzioni in casa, inutile fare parcheggi che incentivano il traffico invece di limitarlo. Bisognerebbe estendere le ZTL nei centri in modo permanente. Noi pedoni ne saremmo grati, avremmo anche più voglia di venire in centro per acquisti anzicchè fare lo slalom tra macchine che ti prendono pure a “parole” se ti azzardi a rallentarle. E chi, da fuori centro viene con i bus di linea per raggiungere scuola/uffici/enti non dovrebbe essere poi costretto a cambiare bus continuamente tra grandi e piccoli. Che, ritornando all’inizio, non ci saranno per mancanza di autisti.