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LE OPINIONI

IL PUNTO Non faremo mai mancare la nostra collaborazione

Ancora una volta, a dispetto di chi ci vorrebbe silenti, cercheremo di essere collaborativi ragion per cui ritengo opportuno fare alcune considerazioni. Ad oggi i casi di covid 19 ascrivibili, per residenza, all’isola di Procida sono tre e, così come era facile immaginare, individuati nelle fasce maggiormente a rischio per la conformazione sociale della nostra comunità: “residenti della domenica”, marittimi e sanità. Per fortuna, sino a questo momento, non si sono creati focolai (grazie al sacrificio ed abnegazione di tutti) e speriamo di tutto cuore che continui così.

Ovviamente quando chiedevamo maggiore attenzione, qualche controllo in più agli sbarchi/imbarchi e qualche modifica organizzativa abbiamo dovuto subire di tutto: dallo scherno, alla qualifica di sciacalli, a denunce pubbliche per procurato allarme. La realtà è che con il coronavirus non si scherza o c’è da farsi maestri e non saranno le offese del “cerchio magico” o di quattro tifosi da bar a farci cambiare idee

Se queste sono le premesse per la Fase 2, quando verrà, ci preoccupa, se possibile, ancora di più. Ci preoccupa la stabilitàdei cittadini procidani, la cui stragrande maggioranza è isolata da quasi due mesi; ci preoccupa il tessuto sociale che ha un’età media prossima ai 50 anni, quindi estremamente a rischio; ci preoccupa l’aspetto economico con le nuove misure di contenimento sociale che metteranno in crisi l’intero tessuto commerciale e turistico che, per la maggior parte, esercita in locali di ridotte dimensioni; ci preoccupa il settore marittimo dove la riduzione della produzione petrolifera, degli scambi commerciali tra Stati e, nel migliore dei casi, il taglio di passeggeri (e di personale) sulle navi da crociera produrre effetti devastanti nel comparto marittimo che, ad oggi, ancora rappresenta la prima voce d’entrata per la comunità, ci preoccupa il servizio sanitario nella sua complessità; ci preoccupano le nuove regole che riguarderanno la mobilità (quante persone, ad esempio, pensate possano salire contemporaneamente sui nostri autobus?).

Di queste, ed altre cose vorremmo parlane liberamente con tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza consapevoli che nessuno ha ricette preconfezionate e che occorre uno sforzo di dimensioni gigantesche per trovare una quadra, a livello nazionale così come a livello locale. In epoche e tempi non sospetti avevano proposto all’amministrazione un tavolo comune con la partecipazione delle forze politiche ma anche di rappresentanti delle associazioni, di professionisti (abbiamo “figli di Procida” che occupano posizioni apicali nelle maggiori aziende a livello nazionale e mondiale) e quant’altri avessero a cuore le sorti dell’isola per un futuro che ai più sembra incerto ma che, potenzialmente, potrà offrire l’opportunità, a chi saprà coglierla, per ridisegnare una Procida diversa e speriamo migliore. “Uniti si vince” non può essere solo uno slogan per raccogliere qualche like in più sotto sdolcinati e vuoti post, ma deve diventare un modo di vivere! Forza Procida.

* CONSIGLIERE COMUNALE GRUPPO “PER PROCIDA”

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