Il racconto degli indagati: «un comune in emergenza permanente»

Uno degli aspetti che emerge con maggiore evidenza dalla nuova richiesta di archiviazione è il quadro che gli stessi indagati hanno descritto agli inquirenti. Un quadro che la Procura ritiene coerente e che contribuisce a spiegare perché, a giudizio dei magistrati, non sia possibile individuare responsabilità penali specifiche. Dalle loro dichiarazioni emerge infatti l’immagine di un Comune che da anni viveva in una condizione di continua emergenza. Prima il dissesto idrogeologico, poi il terremoto del 2017, successivamente la complessa fase della ricostruzione e infine la pandemia da Covid. Eventi che, secondo quanto riportato negli interrogatori, avrebbero inciso profondamente sulla capacità organizzativa dell’ente.
Un quadro simile emerge ad esempio dalle dichiarazioni di Antonio Piro, che nel tempo ha ricoperto diversi incarichi nell’ambito della protezione civile e degli uffici tecnici. Piro ha evidenziato come spesso le stesse persone fossero chiamate a svolgere contemporaneamente più funzioni, dovendo sopperire alla mancanza di personale specializzato e alla necessità di garantire comunque il funzionamento della macchina comunale. Michele Maria Baldino ha invece insistito sugli effetti che il terremoto del 2017 avrebbe prodotto sulla struttura amministrativa dell’ente. Secondo quanto riportato nella richiesta di archiviazione, l’indagato ha sottolineato come l’amministrazione fosse impegnata a fronteggiare problematiche enormi con risorse limitate e con una struttura che nel corso degli anni aveva perso numerose professionalità. Particolarmente articolato è poi il contributo fornito dall’ex sindaco Giovanni Battista Castagna, che ha amministrato Casamicciola proprio negli anni più difficili. Castagna ha ricordato come il Comune si sia trovato a gestire contemporaneamente la fase post-sisma, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione sfollata e tutte le problematiche connesse alla ripresa delle attività economiche e sociali. L’ex primo cittadino ha richiamato anche gli interventi messi in campo per affrontare le conseguenze del terremoto, ricordando come centinaia di famiglie fossero state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e come l’intera struttura comunale fosse stata assorbita dalla gestione di un’emergenza senza precedenti nella storia recente dell’isola. Castagna ha inoltre affrontato il tema della protezione civile, spiegando che il Comune disponeva comunque di strumenti operativi e che gli uffici mantenevano costanti rapporti con la Regione Campania e con gli organismi competenti in materia di monitoraggio e allerta meteo. Nel loro complesso, queste dichiarazioni non vengono utilizzate dalla Procura per sostenere che tutto abbia funzionato perfettamente. Al contrario, il documento riconosce l’esistenza di criticità, ritardi e difficoltà organizzative. Tuttavia, secondo i pm, nessuno degli elementi emersi consente di compiere quel salto logico necessario per trasformare le carenze amministrative in responsabilità penali individuali direttamente collegate alla morte delle dodici vittime.





