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Il racconto di Camillo Iacono: «il decesso come allarme, così ci siamo autoisolati»

Il direttore dell’albergo San Lorenzo ripercorre la vicenda che lo ha portato, unitamente al suo personale, a porsi in quarantena dopo aver appreso le notizie provenienti dalla Lombardia

«Ho segnalato la nostra situazione per una questione di coscienza. Per rispetto nei confronti della mia salute, dei miei familiari e di tutti coloro che lavorano nella struttura che dirigo». A parlare è Camillo Iacono, direttore dell’hotel San Lorenzo a Forio che fino a sabato prossimo, 21 marzo, sarà in quarantena così come il personale in servizio presso la struttura sita nel Comune turrita.

«Sabato scorso siamo stati informati – ci spiega Camillo Iacono – che uno degli ospiti che ha soggiornato nella nostra struttura fino a domenica 8 marzo è deceduto». Al momento non si conoscono le cause anche se è possibile ipotizzare che ad uccidere l’uomo sia stato il Covid-19. Anche perché una seconda persona del gruppo bergamasco sarebbe ricoverata con i sintomi del Coronavirus. «Il tampone, però, è stato effettuato post mortem e per questo non è prioritario». D’altronde sappiamo che la sanità bergamasca è in ginocchio. La Lombardia è la prima regione d’Italia per il numero di contagi. «L’agenzia con la quale lavoriamo e che ha promosso il viaggio di queste persone ci ha informato prontamente e messo in contatto con la famiglia del turista deceduto e con il medico di famiglia dello stesso. Così abbiamo avuto tutte le spiegazioni del caso». Il racconto di Camillo Iacono è dettagliato.

«Con mia moglie abbiamo diviso casa. A me sono dedicate una stanza ed un bagno. Quelli che prima erano per gli ospiti. Ma deve essere chiaro che al momento né io né alcun dipendente della struttura dell’hotel San Lorenzo abbiamo alcun sintomo. Stiamo bene. È tutto nato da una nostra scelta volontaria»

Non ha perso la calma ed in modo lucido ha informato il direttore sanitario dell’hotel San Lorenzo nonché l’Asl Napoli 2 Nord competente per l’isola di Ischia. «Ho informato le autorità competenti di quanto fossi venuto a conoscenza e nel contempo con tutto il personale a lavoro nelle due settimane tra il 23 febbraio e l’8 marzo, ovvero nel corso delle due settimane durante le quali il turista bergamasco ha soggiornato qui da noi, ci siamo messi in autoisolamento». Una scelta sensata. Una forma preventiva che mette al riparo dall’eventuale contagio. «Solo in un secondo momento l’Asl ha disposto la quarantena a scopo cautelativo», spiega ancora il direttore della struttura alberghiera foriana. E precisa: «Ancor prima che le autorità sanitarie ci imponessero la quarantena a scopo cautelativo e fino a sabato, spontaneamente abbiamo scelto di isolarci. Lo abbiamo fatto per noi, per le nostre famiglie e per la nostra isola». Camillo non è abituato a stare chiuso in casa e lo fa con un po’ di sofferenza. «Con mia moglie abbiamo diviso casa. A me sono dedicate una stanza ed un bagno. Quelli che prima erano per gli ospiti». L’isolamento, infatti, prevede di stare non a stretto contatto anche con i propri familiari per evitare eventuale contagio. «Ma deve essere chiaro che al momento né io né alcun dipendente della struttura dell’hotel San Lorenzo abbiamo alcun sintomo. Stiamo bene. È tutto nato da una nostra scelta volontaria», continua a ripeterci. Perché la cosa che più ha fatto male a Camillo «è stata la cattiveria delle persone. In tanti, anzi troppi – ci spiega – ci hanno attaccato sui social. Hanno riservato dei commenti davvero cattivi sia a noi che ai proprietari della struttura presso la quale lavoriamo. E questo è ingiusto».

«Non ci ho pensato nemmeno un attimo ad informare le autorità. E lo rifarei. Le critiche e le cattiverie gratuite mi hanno fatto male. Ma io voglio bene alla mia isola, alla mia famiglia ed alle persone con cui lavoro. E per loro ho scelto l’autoisolamento»

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Inevitabilmente, il pensiero di Camillo va alla persona di Barano risultata positivo al Covid_19: «In questi giorni l’ho pensato a lungo. Mi sono chiesto più volte come stia facendo sia lui che la sua famiglia. A me l’isolamento sta facendo impazzire», ci confessa sorridendo. «Ho pensato alla persona di Barano anche perché la cattiveria che ci hanno riservato i nostri stessi concittadini, è stata davvero tanta». In questi giorni di riposo forzato Camillo non sveste i panni di direttore del San Lorenzo. «Penso al mio team, alle persone che lavorano come me». E non solo. «Al momento il settore turistico è uno dei più penalizzati dal Coronavirus. Non vediamo una luce. Non sappiamo quando potremo cominciare con la stagione estiva. Come hotel San Lorenzo avevamo una programmazione con clienti provenienti prevalentemente dalla Lombardia. E dopo questa epidemia non sarà immediata la ripresa». Camillo però non si scoraggia: «L’albergo è chiuso ed il personale è in ferie. Nessuno è stato licenziato e nessuno lo sarà. Voglio pensare positivo e a guardare avanti». «Anche se – aggiunge il direttore dell’hotel San Lorenzo – continuiamo ad attendere il risultato del tampone effettuato sul turista bergamasco. Fino ad allora saremo sempre un po’ tesi». In chiusura chiediamo a Camillo se si sia pentito della scelta di mettersi in isolamento ed informare le autorità, anche alla luce degli attacchi. E la risposta è immediata: «Non ci ho pensato nemmeno un attimo ad informare le autorità. E lo rifarei. Le critiche e le cattiverie gratuite mi hanno fatto male. Ma io voglio bene alla mia isola, alla mia famiglia ed alle persone con cui lavoro. E per loro ho scelto l’autoisolamento».

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