IL RICORDO Procidani si nasce e LUI lo nacque

Raccontare oggi la sua professionalità, la sua umanità, il suo essere un uomo di servizio e di disponibilità per la comunità procidana mi è piuttosto difficile. E poi la sua costante ironia, la sua profonda conoscenza di Procida e della sua storia, la sua disponibilità al colloquio e al confronto. Senza dimenticare i suoi preziosi libri, i suoi racconti, i suoi quotidiani articoli e post sulle vicende antiche e moderne che avvolgevano l’isola da lui tanto amata, le sue opportune ed azzeccate riflessioni.
«Quel che cattura di Procida è il suo spirito. Chi vuole andare a fondo delle cose, chi non vuole fermarsi alle apparenze, chi vuole cogliere una bellezza in parte segreta e impenetrabile, beh, può venire a Procida. Difficilmente resterà deluso» questa una delle tante frasi che Giacomo Retaggio dedicava a Procida.
Medico di tanti procidani, protagonista di un Albano Francescano che funzionava, 25 anni di contatto con il carcere di Procida e con una miriade di detenuti, amministratore del territorio, scrittore di elevate capacità, opinionista di indubbio valore e conoscenze, amico sincero e cordiale. Giacomo Retaggio era questo ed altro, Una perdita per l’isola difficile da digerire.
Tanti i ricordi che mi legano a Lui. Tante le opportunità condivise e tanti gli appuntamenti di cultura costruiti insieme. Voglio solo ricordare, tanto per citare la sua immensa disponibilità, quando undici anni fa rispose presente all’invito a fare da guida appassionata e competente per le visite al carcere di Procida, in modo assolutamente gratuito, accompagnando centinaia di procidani.
Persone come lui hanno arricchito il sentirsi “veri procidani” e hanno tramandato le vicende antiche alle generazioni future in difesa del nostro prezioso patrimonio storico, culturale ed umano.
I procidani lo vorranno sempre bene e lo stimeranno per quello che è stato e per ciò che ha rappresentato. Lui per noi sarà sempre Vivo!





