CULTURA & SOCIETA'

IL RICORDO Roberto: cacciatore di sogni, bellezza, avventure,mare e giustizia sociale

Mi chiamava a telefono dal suo tavolino, con i soliti amici, dalla riva destra del Porto, perché voleva essere aggiornato sulla questione del Parcheggio della Siena o sui lavori alla riva destra o la scogliera dell’avamporto o altre questioni amministrative che gli stavano a cuore. E così aggiornava anche i suoi amici di tavolino. Quando chiamava era perentorio, senza introduzioni, entrava diretto sull’argomento e,tante volte, mi spiazzava ponendomi interrogativi paradossali che gli servivano per dimostrare il suo profondo acume. Roberto poteva dare, a chi non lo conosceva, l’impressione di un gaudente senza profondità di pensiero, ed invece era il contrario: un’intelligenza vivace, un’anima sensibile (quando gli morì, in circostanze tragiche, il figlio, ero a Bologna e gli mandai una lettera nella quale citavo i versi di Montale: “Spesso il male di vivere ho incontrato; era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato”. Roberto aveva una memoria portentosa e ricordava passi di letteratura greca e latina che io, di certo, non ricordavo. Era un personaggio unico: quando eravamo insieme in consiglio comunale, era incontrollabile, perché per lui non esisteva “disciplina di partito”. Diceva con schiettezza quello che pensava, senza preoccuparsi troppo dell’inopportunità di certe affermazioni. A volte, inutilmente, sotto banco, gli bussavamo con la gamba per raccomandargli di evitare estemporaneità. Nulla da fare! Diceva, senza remore, quello che pensava; ma quello che pensava era il frutto di una persona libera da ogni vincolo e “ politically correct”. Negli ultimi anni, per una specie di “raduno” dei vecchi compagni socialisti, ci vedevamo (mai con la cadenza che avremmo sperato) al Monte Epomeo per cenare (praticamente in un locale aperto solo per noi) da “Miscillo”, davanti al coniglio, ai sott’olio e vari antipasti della casa: Franco Iacono, Gigiotto Rispoli, Mimmo Giordano, io e Roberto. Facevamo anche qualche foto ricordo, quasi a presagire che, data l’età media del gruppo, prima o poi qualcuno venisse a mancare.

Abbiamo spesso scherzato anche sulla morte, su chi avesse dovuto celebrare il ricordo dello scomparso e arrivavamo anche ad ipotizzare il testo del ricordo da celebrare. Ma su Roberto non era stato deciso a chi fosse toccato, in caso di morte, di tesserne il ricordo. Quindi, sono un abusivo, in tal senso, nessuno mi ha delegato a tanto. Però, lo faccio dal profondo del cuore, perché Roberto ha rappresentato il riassunto dell’anima migliore dell’ischitano: attaccato alla vita, alla bellezza, alla storia isolana, ai personaggi che ne hanno caratterizzato il turismo culturale, al mare, alla caccia, ai deboli. Un medico sempre disponibile e non attaccato al denaro. Bene ha fatto il Comune d’Ischia a dedicargli un bel manifesto, che ne sottolinea personalità e qualità umana. Ciao Roberto, gli amici ti salutano e ti augurano di “navigare” in altri mari, con la stessa leggerezza e passione con le quali hai navigato per mari tradizionali.

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