IL RICORDO Senza Pippo Baudo non sarà più domenica

E’ stata una domenica ma non è stata una domenica come le altre. E’ stata una domenica senza Pippo. Caro Pippo Baudo, solo tre persone attiravano immancabilmente gli sguardi televisivi nelle case che ho conosciuto da giovanotto. Uno era il Presidente Sandro Pertini per il discorso di Capodanno. Uno era Paolo Valenti con ‘Novantesimo Minuto’ . Il terzo era Lei, in qualsivoglia apparizione. Caro Pippo Baudo, Lei non poteva vederlo perché stava dall’altra parte della televisione, ma la sua comparsa, per noi da questa parte, era rassicurante. Significava che il mondo restava al suo posto. Che non dovevamo preoccuparci di niente. Lei, col suo immane talento, entrava nelle abitazioni e nelle famiglie, dentro un immaginario di pensieri a cui aggrapparsi, per credere nella felicità. Se c’era Pippo Baudo in tv non avevamo nulla da temere.
Erano gli anni Ottanta, nonostante tutto, l’era della solidità. Perfino il telefono era ‘fisso’. Non c’erano i prefissi. I telefonini non li avevano neanche quelli di ‘Spazio 1999’. Tutto era fisso. Il posto di lavoro, i sentimenti, i valori. Nei cassetti c’erano gli album delle fotografie. Gli esseri umani non si uozzappavano, né si messaggiavano, si telefonavano. I social non esistevano. Nessuno avrebbe pubblicato una faccina, esistevano, però, le facce. Con le parole e gli sguardi. Caro Pippo Baudo, qualcuno dirà che siamo nostalgici. In effetti è un po’ vero. Sarà l’età che avanza, chissà. Ma io ricordo che scorgerla in tv, per grandi e piccini, aveva il senso di una perennità, nel tempo delle cose che non si smarrivano. Era un approdo. La bandierina della gioia piantata su ogni angoscia. Se quell’ieri fosse ancora oggi, in questi momenti, ci telefoneremmo per raccontarci il nostro acuto dispiacere con quegli apparecchi di famiglia e le dita e il cuore intrecciati. E sarebbe una domenica di tristezza. Siamo tristi, mentre srotoliamo il filo vintage della commozione. Perché è morto uno di famiglia. Uno a cui abbiamo voluto davvero bene. Caro Pippo, se ne va un parente.





