CRONACAPRIMO PIANO

Il ritorno dell’ora di educazione civica slitta al 2020, la reazione del mondo scolastico

Stop del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione alla sperimentazione dello studio obbligatorio dell’Educazione Civica già da quest’anno. Ecco cosa ne pensano gli addetti ai lavori sulla nostra isola

Slitta di un anno l’entrata in vigore della legge che reintrodurrà l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole italiane. Anche a Ischia quindi soltanto a partire dall’anno scolastico 2020/21 sarà possibile assistere tra i banchi scolastici alle lezioni che dovranno insegnare ai cittadini di domani le fondamentali norme e regole del vivere in comune e soprattutto dare le basi del funzionamento dello Stato e delle più importanti nozioni costodite dalla Costituzione italiana, dna del popolo italiano, dei suoi valori e delle sue aspirazioni, sintetizzate, a seguito di immani sofferenze, in un compendio di 139 articoli che riassumono l’identità italiana. 

Scuole di ogni ordine e grado dovranno reintrodurre l’insegnamento della disciplina, ma non da quest’anno. La nuova legge entrata in vigore il 5 settembre, decorrerà a partire dall’anno scolastico 2020/21. Nel merito il Cspi riscontra che il provvedimento del Miur: non individua la platea delle istituzioni scolastiche potenzialmente coinvolte nell’eventuale sperimentazione e le modalità della loro adesione; non prevede una “durata definita” del progetto sperimentale proposto; non indica con chiarezza gli “obiettivi” che dovrebbero caratterizzare la sperimentazione né le finalità e i risultati attesi; non prevede alcuna “valutazione di risultati”, mancando ogni riferimento ai soggetti, alle modalità e ai tempi con cui si intende a tal fine procedere.

Uno slittamento che in realtà non trova impreparato il mondo della scuola. Se è vero che da ormai molti anni la materia dell’educazione civica è stata cassata dagli orari delle scuole italiane, nelle aule non si è mai fermata l’educazione alla materia, seppure in materia trasversale. 

Naturalmente occasione di formazione civica l’hanno fornita per lo più le materie umanistiche. Durante le ore di Lettere e Storia soprattutto è stato possibile insegnare ai ragazzi i fondamenti della Costituzione e dare delle linee guida sull’educazione all’ambiente, alla comunità europea e altri temo particolarmente sentiti, anche se è mancato di base un programma unico che potesse uniformare l’insegnamento e dare delle linee guida precise. 

Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione , “ha ritenuto  necessario non dare avvio alla sperimentazione” suggerendo, piuttosto , di utilizzare l’anno scolastico in corso per: preparare studenti e genitori al significato del nuovo insegnamento, anche in previsione delle opportune ridefinizioni dei patti di corresponsabilità; chiarire il rapporto tra la nuova disciplina e i comportamenti sociali e civici (anche alla luce delle nuove “competenze-chiave” europee del 22 maggio 2018); realizzare adeguate iniziative di formazione del personale scolastico; studiare modalità di valutazione del nuovo insegnamento – anche nelle sue connessioni con gli strumenti attualmente esistenti, quali le rubriche di valutazione – che chiariscano i diversi livelli di apprendimento corrispondenti ai voti, la certificazione delle competenze e il sistema degli esami

Nonostante questa brusca frenata le scuole ischitane (come quelle nazionali) non hanno mai fatto mancare l’educazione civica nelle scuole, seppur attraverso altre strade. 

Tommaso Ariemma, già professore di filosofia presso il liceo G. Scotti di Ischia, autore di numerosi testi divulgativi, tra cui l’apprezzato “La filosofia spiegata con le serie Tv” edito da Mondadori ha così commentato: “Nel mondo della scuola siamo da tempo abbastanza disorientati sull’insegnamento degli elementi di “Cittadinanza e Costituzione”. E questa nuova legge lascia aperti molti dubbi sulla sua applicazione”. L’insegnamento dell’educazione civica a scuola aiuta ma non è l’unico tassello per la formazione dello studente. “Ogni disciplina – chiarisce il professor Ariemma – dovrebbe concorrere all’educazione civica, soprattutto in un paese dove molti esponenti politici ignorano i fondamenti della nostra costituzione. Pertanto non sarà l’istituzione di una singola disciplina a cambiare le cose, ma la consapevolezza che ogni insegnamento deve essere calato nella realtà e volto alla formazione di una cittadinanza critica e attiva.”

Il preside Antonio Siciliano, dell’istituto Mattei di Casamicciola, conosce bene l’importanza dell’insegnamento delle materie che ruotano attorno all’educazione civica. Nel programma scolastico dell’istituto commerciale è già presente. “Noi educazione civica, di fatto, già la facciamo – chiarisce il preside Siciliano. – Abbiamo come materie Diritto ed Economia, che ci consentono di fornire ai ragazzi i rudimenti fondamentali di queste materie. Si tratta naturalmente di una disciplina fondamentale che aiuta a rafforzare la sfera di convivenza civile sia all’interno, ma soprattutto anche all’esterno dell’istituto scolastico. Conoscere le norme di comportamento e ciò che è ben definito dalla Costituzione rappresenta la base della convivenza e aiuta ad affrontare con maggiore responsabilità la vita. Certo poi – conclude il preside Siciliano – noi possiamo fornire tutti gli strumenti, ma poi sta ai ragazzi nell’usare le regole che insegniamo in maniera virtuosa. 

La preside Lucia Monti della scuola media statale Scotti, sottolinea come il parere negativo del CSPI abbia creato maretta negli ambienti scolastici, proprio perché non sarà possibile cominciare con l’ora di educazione civica, nemmeno a livello sperimentale. “Saremo costretti a includere le ore di educazione civica in maniera del tutto provvisoria – ha precisato la preside della scuola media ischitana. Nelle nostre intenzioni avremmo voluto inserire 33 ore di educazione civica all’anno. Un vero e proprio peccato, avevamo iniziato un discorso all’inizio dell’anno e pensato di realizzare una programmazione che potesse essere un punto di riferimento per i nostri alunni. L’educazione civica è un tassello fondamentale nel mosaico di apprendimento dei nostri scolari. E’ per questo – nonostante anni fa sia stata tolta dal piano studi – che non l’abbiamo mai abbandonata. Attraverso l’educazione alla salute, l’educazione ambientale e l’educazione alla cittadinanza globale, percorsi didattici che proponiamo nei Pon, i ragazzi riescono ad avere gli strumenti necessari d’educazione civica”. 

Ancora prima che l’educazione civica possa tornare nelle scuole, i professori in sinergia con i presidi più avveduti hanno provveduto con progetti ad hoc, a creare i presupposti per fornire le basi e le fondamenta dell’educazione civica, anche senza l’istituzione di un’ora civica dedicata. Progetti che inizieranno in tutte le scuole dell’isola a partire dal nuovo anno scolastico, come ricorda Assunta Barbieri, dirigente scolastico presso l’istituto comprensivo Vincenzo Mennella. “ E’ fondamentale che si insegni educazione civica fin dalla elementari, aiuta nel  rispetto delle norme. Credo sia importante che venga reintrodotta con un docente dedicato. Intanto, nonostante ci sia stato lo slittamento di un anno, la preside sarà in prima linea per portare avanti il progetto che verrà realizzato in collaborazione con l’Unicef. Si tratta di una staffetta dei diritti che si terrà nelle varie scuole dell’isola e coinvolgerà vari alunni dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole medie. ‘I bambini sono tutti uguali’ è  il nome del progetto che omaggerà il trentesimo anniversario della carta dei diritti del bambino. Noi ci siamo attivati per parlarne. – ha chiarito la preside Barbieri. Faremo anche uno spettacolo con Salvatore Ronga su alcuni articoli della Costituzione in particolare sul diritto allo studio e all’istruzione e i più grandi verranno coinvolti nella tutela ambientale.

Sono azioni fondamentali per la nostra società. Una disciplina deputata all’educazione civica significa avere il rispetto per i principi costituzionali, della nostra storia delle nostre origini.  Incide positivamente, per creare il concetto stesso dell’uguaglianza, del rispetto delle regole, della legge. Sono convinta – ha concluso la preside Barbieri – che debba essere fatto e partire dalla scuola dell’infanzia per evitare i disastri che sono sotto gli occhi di tutti. Solo così è possibile spezzare il clima d’odio che si respira in questi tempi. Perchè i bambini, come hanno sottolineato loro stessi attraverso uno slogan semplice ma incisivo – sono tutti uguali  e saranno uguali anche come uomini di domani. 

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close