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Il ritorno di ‘Brunone’ nel mare di Ischia

Gianluca Castagna | Ischia – L’ultimo avvistamento risale a due anni fa. Quando i ricercatori di Ischia Dolphin Project incrociarono la sua rotta nei mari del Golfo per l’ultima volta dopo anni di incontri. Adesso è tornato, con la sua macchia bianca sul fianco sinistro che lo rende diverso da tutti gli altri capodogli che popolano, si nutrono e attraversano i nostri mari.
E’ Brunone, un magnifico esemplare di capodoglio tra le decine di cetacei schedati e catalogati all’interno un progetto che da oltre 20 anni si occupa dello studio e della conservazione dei cetacei nei mari tra le isole di Ischia, Procida, Capri e Ventotene. In particolare nel canyon di Cuma, ampia valle sottomarina che, partendo dalle aree al largo dei campi Flegrei e dell’isola d’Ischia, arriva sino a Ventotene u rappresenta un sito di riproduzione e serbatoio di alimentazione ideali per pesci, uccelli e mammiferi marini.
Con il ritorno (e l’avvistamento) di Brunone si conclude un ottobre ricco di soddisfazione per i ricercatori di Oceanomare Delphins. Il team, a bordo di Jean Gab, veliero laboratorio della Onlus, ha avvistato l’esemplare maschio di capodoglio nel periodo che va dal 17 al 26 ottobre.
Durante la prima giornata, Brunone è stato avvistato nelle acque del canyon sottomarino Magnaghi, situato tra Ischia e Capri, a circa 6 miglia dal canale di Procida e ad una profondità di 600 m. L’equipaggio ha rilevato acusticamente – grazie a due idrofoni in dotazione al progetto – la presenza dell’animale alle 11:20 a circa 3 miglia dalla posizione del primo avvistamento che è avvenuto alle ore 13:00. Durante l’arco della giornata, è stato osservato in emersione ben 5 volte, ed è stato seguito acusticamente fino all’ultimo avvistamento avvenuto al tramonto verso le 18:30.

Foto 2Brunone, incontrato per la prima volta nel 2004 e poi ‘ricatturato fotograficamente’ nel corso di questi 12 anni, era in solitaria e il comportamento acustico suggerisce fosse impegnato in attività di ricerca di cibo. Va ricordato, infatti, che il capodoglio caccia in genere ad elevate profondità, e per poter localizzare la preda usa la ecolocalizzazione, un sistema simile al sonar, che produce suoni che colpiscono la preda e ritornano indietro facendo capire al capodoglio che cosa ha di fronte. Alcuni studiosi ipotizzano (ma non è stato dimostrato) che il capodoglio emette dei suoni di una tale intensità da stordire i pesci ed i molluschi in modo da favorirne la successiva cattura.
Ad ogni modo, il 26 ottobre, dieci giorni dopo, Brunone è riemerso dalle acque campane, regalando ai ricercatori un ultimo incontro. L’area di riferimento rimane sempre il tratto di mare tra Ischia e Capri, questa volta in corrispondenza di un altro importante canyon sottomarino, il canyon Dohrn, a circa 4 miglia dall’Isola Azzurra. Alle 17:00 circa Brunone è apparso improvvisamente agli occhi increduli dei ricercatori che avevano concluso un avvistamento di altri due capodogli e stavano rientrando al porto di Casamicciola.
«Ero scesa sottocoperta per riporre l’attrezzatura quando ho sentito l’equipaggio esplodere nell’urlo: Soffia!» racconta Barbara Mussi, fondatore e direttore di Ischia Dolphin Project e vice presidente di Oceanomare Delphis Onlus, a bordo di Jean Gab proprio in quelle settimane. «Riemergendo rapidamente ho visto che ci stavamo avvicinando ad un grosso esemplare che era emerso in superficie. Poco dopo, al termine del ciclo di respirazione, il capodoglio ha cominciato a prepararsi per l’immersione facendo scorrere il suo lungo dorso davanti a noi inabissandosi. La macchia bianca sul suo fianco sinistro l’ha identificato subito: era Brunone»

Foto 1Avvistare Brunone regolarmente nel corso degli anni, monitorarne la crescita e constatare la sua fedeltà al sito è un dato molto significativo, in quanto evidenzia l’importanza che l’area di studio ricopre nel ciclo vitale di questa specie in Mediterraneo, listata come ‘minacciata’ nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
Cacciato per lungo tempo, e con furia inaudita, il capodoglio rientra oggi tra le specie protette dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene, anche se Islanda, Norvegia e Federazione russa non hanno aderito (proseguendo nel dare la caccia a questi animali) ed il Giappone continua la cattura a scopo di ricerca scientifica. Oggi le cause che mettono a rischio la vita di questi cetacei sono diverse: le catture fatte incidentalmente con le reti da pesca; l’ostilità dei pescatori (in quanto molti di questi cetacei rubano il pesce dalle reti); l’inquinamento acustico; le collisioni con le navi soprattutto nel Mediterraneo; la pesca eccessiva che contribuisce significativamente alla crescente mancanza di cibo. Altro aspetto importante che spesso viene trascurato è che, essendo i capodogli animali sociali, quando muore un esemplare, maschio o femmina che sia, si rompe l’equilibrio del gruppo dove l’animale viveva, con gravi conseguenze sulla sua coesione e stabilità.
Ecco perché il ritorno di Brunone nelle acque di Ischia va salutato con entusiasmo e ottimismo, senza mai abbassare la guardia sulle tante minacce che mettono in pericolo la sopravvivenza dei cetacei e la biodiversità dei nostri ecosistemi.

 

 

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