POLITICAPRIMO PIANO

Il rumore del silenzio

Dopo l’indagine sulle presunte incompatibilità di 11 tra consiglieri e assessori, Forio è sempre più “bollente”: il consigliere di minoranza rompe gli indugi e chiede di discutere questa ed altre questioni in una seduta di consiglio comunale da convocare con urgenza. E poi punge: «Veleni e denunce? Arrivano dalla stessa maggioranza»

Non poteva passare inosservata all’ombra del Torrione la vicenda relativa all’indagine aperta sulla presunta incompatibilità o ineleggibilità di undici tra consiglieri comunali e assessori dell’attuale civica assise foriana, ritenuti responsabili del reato di falsa attestazione, per aver cioè dichiarato nei primi giorni di giugno dello scorso anno – all’esito delle elezioni amministrative che si erano svolte il 14 e 15 maggio 2023 – di essere compatibili con le rispettive cariche quando in realtà avrebbero avuto pendenze con il Comune poi sanate soltanto successivamente (di fatto quasi tutti nel periodo compreso tra il 22 e il 26 marzo dell’anno corrente). E’ un momento decisamente caldo in quel di Forio e non soltanto per le temperature che improvvisamente si sono impennate, anche perché questa vicenda fa il paio con la revoca delle deleghe e degli incarichi agli assessori voluta dal sindaco Stani Verde qualche giorno prima. Insomma, dalle parti del palazzo municipale di via Genovino non ci si annoia affatto e l’impressione è che questo leit motiv sia destinato a proseguire.

Anche perché, in un quadro decisamente complesso e se vogliamo anche confusionario, c’è chi ha deciso che il luogo dove poter avviare una discussione e fare chiarezza su una serie di aspetti sia quella oggettivamente più opportuna, e cioè la sala consiliare. Per questo motivo il consigliere di minoranza Vito Iacono ha inoltrato via pec al sindaco Verde, al presidente del consiglio comunale Gianni Mattera ed al segretario comunale Noemi Martino la richiesta di convocazione urgente di una seduta di consiglio comunale. Iacono chiede che vengano discussi i seguenti punti all’ordine del giorno: situazione politico-amministrativa (inutile sottolinearlo, con tutti gli annessi e connessi relativi a quanto sta succedendo negli ultimi tempi) e la redazione ed approvazione di un codice etico-deontologico sul comportamento dei singoli amministratori ma anche sul conferimento di incarichi, affidamento di lavori, e sulla trasparenza e l’accesso agli atti amministrativi. Insomma, un “menu” evidentemente propedeutico a far sì che si possa discutere durante il civico consesso di tutto quanto sta accadendo in una politica locale già dilaniata da divisioni e da una palese insoddisfazione del primo cittadino verso l’operato della squadra (inutile girarci intorno, in politica la revoca di deleghe e incarichi significa soltanto “sfiducia” verso l’altrui operato, punto e basta) ed alle prese anche con un’altra serie di questioni alle quali prima o poi bisognerà pur dare una risposta alla cittadinanza. Su tutte c’è senza dubbio la questione legata a Nino Savio, recentemente denunciato all’autorità giudiziaria dai carabinieri con l’accusa di abusivismo edilizio, non proprio il massimo per un pubblico amministratore “insignito” anche di deleghe legate all’ambiente: Savio non lascia per adesso il consiglio comunale, Stani Verde dalla civica assise non può certo cacciarlo e allora si resta in questa sorta di limbo e in un silenzio che su una vicenda del genere è quantomeno assordante. Anche perché l’attuale amministrazione ed in particolare il suo più autorevole rappresentante solitamente sono molto loquaci relativamente ad ogni iniziativa più o meno significativa. Prendere una posizione, non diciamo nemmeno le distanze ma comunque una posizione, forse sarebbe stato opportuno ma ovviamente ogni azione non può che essere lasciata alle decisioni e al libero arbitrio dei singoli.

Ritornando all’iniziativa di chiedere la convocazione del consiglio comunale, Iacono ci ha dichiarato tra l’altro: «Non è mai intenzione entrare o affrontare aspetti che attengono eventuali responsabilità individuali, resto garantista e fiducioso che come sempre la magistratura farà il suo lavoro e il suo corso. Confido anche nella buona fede dei protagonisti di questa vicenda (il riferimento è all’incompatibilità e/o ineleggibilità) che potranno portare le proprie tesi difensive nelle sedi competenti: ma da quando è iniziata questa consiliatura percepisco un atteggiamento di prevaricazione, arroganza e prepotenza che francamente mi lascia alquanto perplesso. Non vedo un percorso nell’interesse del paese, e quello che inquieta maggiormente è che le denunce e i “veleni” arrivano da persone che fanno comunque parte o sono legate all’attuale maggioranza. Qui siamo in un clima di assoluta continuità tra le denunce che caratterizzavano gli anni ’90 ma anche quelle che gli attuali amministratori operavano quando sedevano tra i banchi dell’opposizione. Inutile sottolineare come per quanto mi riguarda la politica è ben altro: dovremmo stare qui a parlare di ben altre cose, in primis dei problemi del paese e delle tante scelte scellerate di questa amministrazione, ma purtroppo gli scenari sono ben altri…».

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