CRONACA

IL SALUTO Caro Bernardo, ti abbraccio forte

Caro Bernardo, la “trista ora” alfine è giunta; e il fatto che questo distacco fosse annunciato dall’inizio dell’anno non ne allevia la pena. Dovrebbe però ripagarci, e almeno fino a un certo punto anche consolarci, la ricchezza di quello che lasci in chi ti ha conosciuto, a cominciare dal tuo esempio: fin dai primi giorni al Mattei, ho visto in te un modello, anzi oserei dire l’incarnazione di quello che la scuola davvero dovrebbe essere: la fonte del sapere, quello che illumina le anime, spiritualmente vivificante, secondo i dettami della ‘paideia’ classica, e non un fabbrica di astratte ‘competenze’, così le chiamano oggi, che non formano le coscienze. Ricordo che rimasi da subito colpito (tanto da nutrire nei tuoi confronti una genuina ammirazione e, lo confesso, un po’ di sana invidia…) dalla profondità del tuo sapere, che attinge all’impagabile patrimonio del mondo antico, dalle citazioni rare che elargivi, sempre con una ironia che rendeva lieve lo spessore della erudizione, dalle digressioni con cui, nel mezzo di una barbosissima riunione collegiale, incantavi l’uditorio e ne catturavi miracolosamente l’attenzione.

Doveva essere così che parlava anche Socrate, e questo era probabilmente l’effetto che tutti i maestri veri esercitavano (mi vengono in mente i nomi di tante figure illuminate, su cui la scuola e l’università contavano in passato ma che forse non esistono più…). La cultura di persone come te è un dono per gli altri, una sorgente in grado di dissetare chiunque comprenda che non c’è bene piu prezioso della possibilità di imparare: si percepisce da come parli la tua devozione allo studio è schietta e appassionata, come mai mi è capitato di trovarla in questo ambiente a volte avvilente come è la scuola… Di fronte al tempo possiamo poco; e sappiamo che, a questa terra, non c’è cosa che si sottragga ad una fine, dopo aver avuto un inizio; confidiamo, però, che l’affetto che abbiamo suscitato nel prossimo racchiuda una traccia, una scintilla di quel bene “che la ruggine non scalfisce”, non soggetto alle offese dei giorni e degli anni, di cui potremo godere a pieno, si spera, quando saremo prosciolti dalle leggi della transitorietà. Ti abbraccio con gratitudine, Guglielmo

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Controllare Anche
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex