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CULTURA & SOCIETA'

Il santo che affascina venerato sull’isola ed oltre oceano

Verso sera, nel febbraio del 1726, il nostro Santo era atteso a S. Lucia al Monte da un mercante napoletano, che stava narrando al Duca di Lauriano come la sua consorte, prossima a diventare madre, corresse grave pericolo, per un desiderio - inappagabile in quella stagione - di pesche duracini…-Via- gli rispose- pazienti un pò sua moglie, da qui a domani il Signore, S. Pietro d'Alcantara e S. Pasquale... provvederanno

Snocciolare i miracoli del Santo, fra Napoli e Piedimonte D’Alife, non basterebbe l’intero giornale per renderli di pubblica conoscenza. Quelli più significativi, hanno incuriosito normali studiosi e raffinati teologi per meglio capire il fenomeno e dare una spiegazione logica. Ma i miracoli sono miracoli. Di fronte ad essi, le spiegazioni più o meno logiche per dimostrare il contrario, spesso si perdono in interpretazioni del nulla. I miracoli di San Giovan Giuseppe erano semplici, per così dire “domestici” e autentici. Quello del bastoncino che volava sulle teste della gente che affollava il Duomo di Napoli e raggiunse per…”miracolo” il povero vecchietto che l’aveva smarrito, seduto sul sagrato della chiesa con difficoltà a muoversi. E il miracolo delle tre pesche che qui di seguito raccontiamo, danno un’idea migliore per accogliere il senso del miracolo in se stesso e la sua attendibilità. Sia che l’abbia fatto San Giovan Giuseppe della Croce, sia che l’abbia fatto un altro Santo della lunga schiera che vanta la religione cattolica. Il miracolo delle tre pesche fatto da San Giovan Giuseppe, ci indica la bellezza del miracolo stesso quando colpisce ed affascina. Quindi, vale la pena seguirlo nella sua esposizione. Verso sera, nel febbraio del 1726, il nostro Santo era atteso a S. Lucia al Monte da un mercante napoletano, che stava narrando al Duca di Lauriano come la sua consorte, prossima a diventare madre, corresse grave pericolo, per un desiderio – inappagabile in quella stagione – di pesche duracini. Giunto il Servo di Dio, il povero signore gli espose la disperazione del suo caso, pregando con lacrime di venirgli in soccorso. Con l’anima sempre facile a intenerirsi alle sventure altrui, il Santo levati gli occhi al cielo, pieno di speranza in Dio: -Via- gli rispose- pazienti un pò sua moglie, da qui a domani il Signore, S. Pietro d’Alcantara e S. Pasquale… provvederanno. Il negoziante partì con questa fiducia e il Santo nel salir le scale insieme al Duca, veduto un mucchio di fascine, rivolto al terziario che lo accompagnava: – Fratello Michele, – gli disse – prendi questi steli, perchè li vogliamo piantare. Chi sa che Dio, S.Pietro e S. Pasquale non facciano nascere qualche pesca, cosi da salvare quella povera donna e l’anima della sua creatura.
– Volete piantarli, Padre? – gli rispose – e come possono fare delle pesche questi rami di castagno?-
Ma il Duca, non visto dal Santo, fece cenno di obbedire e i tre steli furono portati nella cella del Santo e, in nome della SS.ma Trinità, piantati. L’indomani i tre rami erano coronati di foglie e da ciascuno pendeva una pesca. Perfino il Vicerè Cardinale d’Althann seppe del prodigio. Nel pomeriggio stesso, il Duca rivide i tre ramoscelli cresciuti maggiormente, ancora a testimoniare come Dio è mirabile nei suoi Santi.

michelelubrano@yahoo.it

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