CRONACA

IL SINDACO D’ISCHIA Ferrandino: «Commessa una grave scorrettezza, valuteremo il da farsi»

Quando lo raggiungiamo telefonicamente, dopo un pomeriggio trascorso a sfogliare la margherita cercando di valutare se fosse o meno il caso di passare alle vie pesanti (leggasi esposto denuncia da presentare in commissariato), l’umore del sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino è nero. Al cronista esordisce così: “Noi abbiamo cercato di tenere in considerazioni le istanze provenienti dalla categoria, purtroppo dobbiamo registrare un atteggiamento scorretto da parte dei componenti della stessa. E, di certo, siamo davanti a un comportamento che non è proprio di chi vorrebbe sedersi in maniera costruttiva a un tavolo per provare a risolvere la vicenda trovando il giusto compromesso”.

Il primo cittadino, in parte deluso in parte arrabbiato, poi aggiunge: “Ieri (venerdì per chi legge, ndr), abbiamo fatto delle aperture ma una cosa deve essere chiara: noi non possiamo creare assolutamente i presupposti perché la tariffa aumenti rispetto ai 12 euro che rappresentavano il costo fissato in precedenza. E questo è esattamente quanto andrebbe a succedere con l’introduzione del supplemento bagagli richiesto dai tassisti: questo renderebbe la tariffa poco trasparente oltre che più esosa anche perché non credo esista un turista che sbarchi a Ischia senza bagaglio. Io non capisco, ci si lamenta che non c’è domanda di servizio e poi si agisce in questa maniera. Insomma, la questione è di ordine filosofico: personalmente mi rammarica e non poco la circostanza che non si voglia creare un meccanismo finalizzato a fideilizzare la clientela ma in qualche maniera perseguire una strada che certamente fortifica ed alimenta sentimenti di diffidenza e disaffezione rispetto al servizio”.

Il gesto perpetrato ieri mattina, in ogni caso, a Enzo Ferrandino proprio non è andato giù e non lo nasconde nemmeno nell’ultimo passaggio: “E’ successo un qualcosa di grave, la protesta è stata messa in atto acuendo il disservizio e contro qualsiasi normativa che disciplina il pur sacrosanto diritto allo sciopero. Sono sincero, l’amministrazione dovrà valutare nelle opportune sedi se è il caso di rappresentare una tale scorrettezza”. E sull’incontro che si svolgerà nei prossimi giorni è lapidario e telegrafico: “Abbiamo le idee chiare, noi…”.

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