CRONACA

Il sindaco, San Rocco e il sogno riqualificazione

“Nell’inventario dell’Abbazia del 1521 è registrata la presenza della Cappella di San Rocco, sita ‘nello scarrupato di vascio’, la cresta della collina dove le case non erano ancora state costruite. D’altronde, entrando nella chiesetta, sulla sinistra, c’è un’acquasantiera con lo stemma dei Cossa, la famiglia di feudatari proprietari di Procida tra il 1300 e il 1500. Il culto di San Rocco si era diffuso nel tardo Medioevo per invocare la protezione dalla peste, e la comunità procidana risulta tra le prime devote, dimostrazione delle relazioni intense con l’Italia settentrionale”. 
Lo ha scritto sui suoi canali social il sindaco Dino Ambrosino che poi ha aggiunto: “Negli ultimi anni abbiamo cercato di rigenerare l’aspetto della zona: non c’è più la vecchia lamiera di cantiere dove ora c’è Il Pescatore, è stato rifatto il basolato e il marciapiede in cemento. Davanti a San Rocco Telecom ha tolto la cabina al lato destro, il Comune ha spostato il segnale del divieto di sosta ed Enel ha interrato il grosso cavo che attraversava la facciata. Da quanto mi dice Don Marco, la parrocchia sta valutando la possibilità di investire una piccola somma per la riqualificazione. Sarebbe una iniziativa eccellente per dare lustro ad un edificio che esiste da oltre 500 anni”.

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