CRONACAPRIMO PIANO

Il sisma cinque anni dopo, una ferita che resta ancora aperta

Stasera alle ore 20.00 alla Basilica di Santa Maria Maddalena il Vescovo Gennaro Pascarella celebrerà la messa in ricordo di quella drammatica sera. Nelle parole dei sindaci, l’avvio della ricostruzione tra bilanci e prospettive per l’immediato futuro

Il sisma colpì alle 20.57 di cinque anni fa. L’isola si riscoprì vulnerabilissima, la paura si estese in pochi attimi a gran parte del territorio di Casamicciola e Lacco Ameno. La scossa tellurica portò via le vite di Lina Balestrieri e Marilena Romanini, ma anche la vita quotidiana di tante famiglie, private della propria abitazione o della propria attività di reddito. Dai primi mesi frenetici dell’emergenza, dalle visite istituzionali, dagli interventi urgenti di messa in sicurezza, molta acqua è passata sotto i ponti, attraverso tre commissariamenti, uno all’emergenza (Grimaldi) e due alla ricostruzione (Schilardi poi sostituito da Legnini). E mentre si susseguono le voci di un possibile nuovo avvicendamento dopo le prossime elezioni, ci troviamo a celebrare il quinto anniversario del drammatico evento: stasera alle ore 20.00 nella Basilica di Santa Maria Maddalena il Vescovo di Ischia, Monsignor Gennaro Pascarella, celebrerà la santa messa in ricordo dell’evento e delle vittime.

Non mancano le polemiche sullo stato dell’arte della tanto invocata ricostruzione, le incertezze e gli interrogativi sull’opportunità delle scelte istituzionali fin qui compiute. E nell’ascoltare i tre sindaci protagonisti di questi duri anni dopo il sisma abbiamo cercato di delineare un bilancio di quanto è stato fatto ma allo stesso tempo un quadro della prospettiva presente e futura. L’iniziale “sottovalutazione” delle conseguenze del sisma da parte dello Stato centrale ebbe forse durevoli conseguenze sull’avvio di un generale piano d’azione che contemplasse sin da subito la ricostruzione, ma poi i provvedimenti normativi sono arrivati. Adesso ci si scontra con problematiche che già erano ben note, a partire dalla carenza di legittimazione di gran parte del patrimonio immobiliare locale, ma che restano un nodo da sciogliere al più presto, per avviare quel difficile ritorno alla normalità per migliaia di persone.

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