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Il suicidio Barbieri e quell’allarme “rosso” scattato da tempo

CASAMICCIOLA TERME – A rileggerla così, questa drammatica vicenda, rimandando il nastro indietro, si capisce come purtroppo si possa parlare a tutti gli effetti della cronaca di una tragedia annunciata. E alla fine di un gesto insano e disperato messo comunque in atto, nonostante che un po’ tutti avessero intuito il peggio e si adoperavano in ogni modo per evitare che lo stesso si verificasse. Il suicidio del quarantanovenne Tommaso Barbieri, che ha turbato l’apparente quiete di Casamicciola davvero incredula per la perdita di un suo concittadino, non è figlio di un attimo di follia, ma anzi a questo punto un qualcosa di premeditato, su cui lo stesso ha a lungo pensato prima di metterlo in atto. E ricostruendo il passato più o meno recente, non ci vuole molto a capirlo, anzi gli indizi sono talmente tanti che davvero non si saprebbe da dove cominciare. E siccome da qualche parte bisogna pur farlo, allora è il caso di soffermarsi su alcuni appunti che proprio poco prima di farla finita Tommaso aveva trascritto sulla sua agenda. Frasi nelle quali traspariva in maniera chiara la sua insoddisfazione per l’attività lavorativa che lo aveva visto impegnato negli ultimi anni presso alcune strutture ricettive isolane. Teneva al suo lavoro, pensava che nel settore di pertinenza potessero essere apportati dei correttivi ma evidentemente le sue indicazioni venivano ignorate e questo gli aveva provocato un senso di profondo scoramento, sfociato poi in una vera e propria depressione.

Confermata dal fatto che Tommaso Barbieri era anche in cura presso uno specialista: il quale, tra l’altro, gli aveva somministrato dei farmaci che però pare il paziente non avesse mai utilizzato, finendo così soltanto per aggravare un quadro dei più complicati. Ma non è tutto, a distanza di tempo sbuca anche un dettaglio, un’indiscrezione, che racconta in maniera inequivocabile di come anche i suoi congiunti fossero preoccupati dal fatto che l’uomo potesse cercare di togliersi la vita, cosa che peraltro lo stesso aveva più volte ripetuto. Successe tutto nel luglio dello scorso anno, quando presso la Stazione dei Carabinieri di Casamicciola alcuni parenti di Tommaso si presentarono per denunciare la scomparsa dello stesso, che non aveva fatto ritorno a casa. All’epoca i militari dell’Arma fecero presente, come da prassi, che prima delle ventiquattro ore di assenza non si era soliti procedere, ma gli interlocutori riferirono di temere per la sorte del proprio congiunto dal momento che lo stesso aveva manifestato di suicidarsi. Nella circostanza tutto finì per il meglio, con il Barbieri che fece ritorno a casa in tarda serata. Ma quell’episodio, a rileggerlo oggi, suona davvero come un sinistro campanello d’allarme e soprattutto come un funesto presagio.

Va subito detta una cosa, a scanso di equivoci, i familiari avevano capito lo stato d’animo del quarantanovenne e non a caso lo “marcavano stretto”. Anche perché negli ultimi tempi pare che le cose andassero sempre peggio. Lontano dall’attività lavorativa in quanto impiegato stagionale, sembra che Tommaso passasse le sue giornate quasi completamente a letto, senza uscire di casa né tantomeno avere contatti sociali col mondo esterno. Secondo quanto si è appreso anche da una serie di interrogatori che sono stati svolti presso la Stazione di Casamicciola, infatti, sembra che la sorella ed altri congiunti che abitavano praticamente in un’abitazione a quella di Tommaso, si recavano presso la sua casa almeno tre volte al giorno: una al mattino, una al pomeriggio e l’altra la sera, segno evidente di una preoccupazione “strisciante”. E così nella mattinata di martedì, quando la moglie ed il figlio di quindici anni sono usciti per delle commissioni, ha deciso che era giunta l’ora di farla finita. E così la sorella quando ha bussato alla sua porta senza ricevere risposta, si è subito preoccupata. Si è procurata la chiave di riserva dell’ingresso di cui era in possesso e non ha trovato Tommaso in casa. Lo ha poi trovato in veranda, dove aveva già chiuso i conti con un’esistenza che doveva avere assunto davvero i contorni di un fardello insopportabile.

 

 

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