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Il Tar riabilita il “buttafuori” ischitano

La magistratura amministrativa regionale del Lazio ha annullato il diniego di iscrizione al servizio di sicurezza che era stato imposto a un lavoratore del settore, accogliendo così il ricorso presentato dagli avvocati Ciro Pilato e Mario Di Meglio

Ancora un provvedimento particolarmente restrittivo sovvertito nelle decisioni. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha recentemente confermato l’annullamento del provvedimento con il quale il Prefetto di Latina aveva negato l’iscrizione di un addetto al servizio di sicurezza nelle attività di intrattenimento e spettacolo. Altrimenti, sarebbe stato impossibile per l’operatore della security continuare la sua attività. Accogliendo il ricorso presentato dagli Avvocati Ciro Pilato e Mario Di Meglio, il Tar Lazio ha disposto l’iscrizione dell’interessato nell’elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo presso l’elenco prefettizio. Fondamentale il lavoro difensivo.

Gli Avvocati Pilato e Di Meglio hanno articolato una serie di motivazioni giuridiche a sostegno della richiesta, evidenziando le modifiche legislative che hanno influito sulla formulazione dell’Art. 1 del D.M. 6 ottobre 2009. Nello specifico, è stata messa in discussione la parte del decreto che elenca le tipologie di reati ostativi all’iscrizione. Secondo il Collegio, il provvedimento adottato dal Prefetto di Latina si è rivelato illegittimo, poiché non tiene conto delle recenti disposizioni normative e dei principi di legalità e giustizia.

La decisione del Tar, come si legge agli atti, rappresenta un importante riconoscimento dei diritti degli operatori del settore e offre spunti significativi sulle interpretazioni normativo-giuridiche in materia di sicurezza e spettacolo. Con questa sentenza, il Tar dimostra attenzione alla coerenza giuridica e alla necessità di applicare le leggi in modo equo e giusto, tutelando al contempo il diritto al lavoro per gli addetti ai servizi di sicurezza.Le censure della coppia di legali ischitani sono state condivise dal Tribunale amministrativo laziale che ha affermato “la non proporzionalità” della prescrizione di fatto segnando un passaggio giurisprudenziale importante.

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