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LE OPINIONI

Il terremoto e quello che la vita mi ha dato

Mario Romano, patron dell’Hotel La Magnolia, a due anni dal terremoto fa un excursus della sua esistenza e di quanto i sei secondi del 21 agosto 2017 l’abbiano condizionata

DI MARIO ROMANO

Nato da parto gemellare con la perdita, al terzo mese, del mio fratello e quinto di sette figli dove in famiglia ci si accontentava, felicemente, che ha tavola vi fosse una sola grande pietanza e tante forchette, come diceva Sofia Loren in Filomena Marturano. La grande pietanza, spesso, era composta da pane raffermo bagnato ed ammorbidito da sugo di pomodoro caldo. Non ho esitato, appena dodicenne, a buttarmi nei flutti e nei vortici della corrente generata da un Piroscafo in partenza, per soccorrere e salvare un ragazzo ste stava annegando.

Durante il periodo della mia vita da ragazzo e da studente dell’ Istituto Nautico di Procida, nel periodi delle vacanze scolastiche, ho sempre lavorato per potermi comprare i libri di scuola ed aiutare economicamente anche la mia famiglia. Dopo pochi giorni dal Diploma di Aspirante Capitano di Lungo Corso ero già imbarcato come Allievo Ufficiale di Coperta e durante il servizio militare ho scelto e preferito fare, nell’ Esercito, il Soldato Semplice anche se potevo aspirare a posizioni e gradi migliori perché proveniente da Marina Mercantile con il grado di Secondo Ufficiale di Coperta. Da Ufficiale della Marina Mercantile ho vissuto l’ esperienza, ringraziando la mia capacità ed il Signore che mi ha aiutato al momento giusto, quando sono riuscito, in situazione di grave emergenza,  con un estremo e rapido gesto di manovra ad evitare e salvare dalla collisione e quindi dal sicuro e tragico naufragio in pieno Oceano,  della mia nave e della nave che ci stava speronando.

Questa è stata una bruttissima esperienza, finita bene, anche perché ho vissuto la fragilità, forse oserei anche giustificabile, credendo che nessuno possa giudicare la reazione che l’ essere umano possa avere in un momento estremo ed in una condizione mai vissuta, del comportamento inadeguatamente grave, del mio Comandante, nello abbandonare il comando ed, impaurito, scappare via, in procinto della imminente collisione. Dopo qualche anno di brillante lavoro da Ufficiale, se avessi continuato  sicuramente giovanissimo sarei giunto al Comando, ho lasciato, volutamente, il lavoro di Ufficiale di Marina Mercantile ed ho scelto e preferito, per stare vicino e vivere la famiglia, di affiancarmi ai suoceri e moglie nella gestione di una piccola Azienda alberghiera  e quindi essere al servizio dell’ Ospitalità. Durante la vita di albergatore ho vissuto la seconda e felice esperienza, grazie al mio repentino intervento di primo soccorso, di aver salvato, in Albergo, la vita ad un giovane Ospite che era andato in arresto cardiaco e respiratorio. Era praticamente morto, sono intervenuto praticandogli la respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco. Ho dovuto praticare a lungo il massaggio cardiaco e non riesco a descrivere la mia infinita gioia del momento in cui ho sentito battere il cuore, da  Leone, di quel povero ragazzo.

In un altro momento ho vissuto l’ esperienza di aver soccorso, in strada, una ragazza, che riversa a terra, circondata da gente che non aveva il coraggio o l’ esperienza giusta, mi sono adoperato, anche perché già da anni titolare di tesserino FIN salvamento ( Federazione Italiana Nuoto ) ed anche da esperienza di bordo durante il periodo di navigazione, e quindi abile  al trattamento di Primo Soccorso. intervenendo e constatando che la ragazza stava andando in arresto cardio respiratorio ho agito praticando respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco facendo si che la ragazza si riprendesse ed appena arrivata l’ Autoambulanza mi sono allontanato. Anche in questo momento credo di aver fatto qualcosa di molto importante e vitale per la ragazza. La mia Suocera, e non per fare una battuta, non sto poi a dire quante volte l’ ho dovuta soccorrere per cause di soffocamento. Assieme alla mia consorte e famiglia abbiamo, in particolare mia moglie perché vissuta dalla nascita nella propria attività alberghiera, superato i 55 anni di attività e siamo alla quarta generazione di datori di Ospitalità. Ricordo, con grande dolore, che lo scorso Luglio 2017 stavo perdendo mia moglie per una crisi da stress lavorativo. Quello è stato il giorno più brutto della mia vita.

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Abbiamo sempre, negli anni, lavorato con abnegazione, dignità ed orgoglio nell’ offrire la giusta Ospitalità che ci ha sempre distinti nel settore turistico ricettivo. Purtroppo, con il sisma del 21 Agosto 2017  la natura ci ha messo in ginocchio, rendendo la nostra struttura alberghiera inagibile, ma non ci ha tolto la dignità, la fede, la speranza e sicuramente risorgeremo perché si cade per avere la possibilità di rialzarsi. Che abbiamo perso sia la casa di abitazione che l’ unica fonte di lavoro e reddito. Che la stessa non sarà riattivata, secondo previsioni e disponibilità economiche, a causa di gravi danni subiti, non prima di tre/quattro anni e non sappiamo come far fronte alle esposizioni economiche maturate per aver elevato il gradiente di Ospitalità della nostra dignitosa azienda. Ricordo che subito dopo la scossa di terremoto mia nipote Noemi, appena dodicenne ha prestato soccorso ad alcuni nostri Ospiti, precisamente una madre con due figlie, aiutandole con forza ad uscire, dalla finestra in quanto la porta di ingresso era bloccata. Questo mi rende fiero non solo perché mia nipote è stata premiata ma altrettanto orgoglioso perché evidentemente il senso dell’ altruismo e solidarietà è innato nella mia famiglia. Sono passati due anni  dal terremoto e non abbiamo ancora ricevuto, come attività alberghiera inagibile a causa del sisma, nessun ristoro nel mentre sono stati  dati e si continuano a dare, in base ad una strana legge, soldi fino a 50mila Euro ad attività che non hanno subito, dal terremoto di Ischia, danni materiali, che erano attivi e lo sono tuttora ma la cosa indescrivibile e che queste attività turistiche ed altro sono, alcune, non residenti nei Comuni dell’ Isola dichiarati terremotati.

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Non riesco a capire il perché o forse lo conosco e non oso scriverlo. Si tende la mano al malato e la si lascia al moribondo. Resto, assieme ad altri terremotati, ancora speranzoso che vengano attivati, quanto prima, provvedimenti di aiuto e ristoro economico per coloro che hanno perso tutto e non hanno più possibilità economiche per luna dignitosa sopravvivenza. Vorrei tanto sentire di più la vicinanza e la concretezza delle istituzioni. Ricordo che un Papa disse: Se il Signore ti da un  peso ti da anche la forza per portarlo e dignitosamente viverlo. Che attualmente io e mia moglie, siamo senza lavoro, senza casa ed abbiamo dovuto, per forza maggiore, a causa del sisma, spostare il nostro domicilio con casa in affitto in altro luogo dell’Isola. Che  attualmente il reddito è solo e semplicemente la  Pensione Sociale di € 17,14 giornalieri. I miei due figli in parte collaboravano nell’ azienda ma adesso anche loro, con la propria famiglia, hanno subito e vivono il tragico evento ma grazie a Dio hanno un lavoro. Cerco nella fede, di vedere il bicchiere tutto pieno e non mezzo pieno o mezzo vuoto, di capire e cogliere umanamente i valori aggiunti della immensa disgrazia. Penso che nella vita si è avuto tutto quando ai conosciuto e vissuto: La carezza della Mamma. L’abbraccio di Papà. Il bacio dei Nonni. l’ Amore della persona accanto ed il sorriso di un Bambino. La stretta di mano di un Amico ed hai cercato, nella propria modestia, di fare qualcosa per il prossimo. Io ho avuto e conosciuto tutto questo e quindi mi reputo fortunato e soddisfatto. Cerco di continuare a vivere nella serenità, nella preghiera e nella pace spirituale e familiare che il Signore ogni giorno mi dona.  

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