CRONACAPRIMO PIANO

Il trasporto dei rifiuti come l’oro: tariffe raddoppiate in quattro mesi

Per ogni singolo automezzo il consorzio Cotrasir ha portato la bigliettazione delle corse marittime da 107 a 213 euro. E l’Amca annuncia battaglia giudiziaria per violazione delle regole di mercato e abuso di posizione monopolistica

Un’escalation che sembra non avere fine e che mette a durissima prova il settore e l’intera isola. Parliamo degli importi delle tariffe praticate dal Consorzio Cotrasir per il trasporto marittimo dei mezzi della nettezza urbana, che negli ultimi anni hanno raggiunto livelli vertiginosi nello spazio di pochissimi mesi. Non si tratta di un’esagerazione ma della semplice constatazione a partire dalle evidenze documentali, consultabili presso le aziende deputate alla gestione della nettezza urbana.

Uno sguardo alle cifre è più che eloquente: lo scorso settembre, l’imbarco di ciascun mezzo di raccolta di rifiuti indifferenziati comportava un esborso pari a euro 107,36. Nemmeno sei mesi dopo, il CotraSir informava che dal primo aprile sarebbe variato il piano tariffario e che per la singola corsa il trasporto marittimo dei rifiuti sarebbe aumentata a ben 170 euro (340 totali considerando la tariffa complessiva andata/ritorno). Un aumento di quasi il 70%, difficilmente spiegabile, una “mazzata” che tuttavia non era nemmeno definitiva. Infatti, poche settimane fa il Consorzio ha fatto sapere che dal primo luglio la tariffa della singola tratta sarà aumentata addirittura a euro 213,50. In sostanza, da marzo a luglio l’importo è esattamente raddoppiato.

Non è dato sapere quali motivi siano alla base di questa enorme, velocissima e costosissima escalation tariffaria, ancora più esagerata ove si pensi che non troppo tempo fa, quando anche la Medmar operava nel settore del trasporto marittimo dei rifiuti, la concorrenza col Consorzio Cotrasir aveva provocato una discesa dei prezzi che per un periodo arrivò a circa 80 euro per ogni singola corsa. Molti avevano messo in preventivo la possibilità che il regime di monopolio avrebbe portato a un inasprimento delle tariffe, ma forse ben pochi avrebbero immaginato che gli aumenti avrebbero raggiunto tali dimensioni, e in così poco tempo. Il dottor Mario Lettieri, amministratore dell’Amca, la società partecipata del Comune di Casamicciola che gestisce il servizio rifiuti, si è ribellato a tale stato di cose inviando una missiva al Consorzio in cui vengono espressamente contestati gli importi richiesti nelle fatture degli ultimi mesi. «L’aumento continuo e repentino delle relative tariffe – scrive l’avvocato Lettieri – ingiustificato visti i costi applicati negli ultimi dieci anni, è frutto di una violazione evidente delle regole del mercato con sfruttamento abusivo di una posizione di monopolio di fatto, così come risultante a seguito del contratto di consorzio  stipulato dalle varie compagnie e che ha dato origine alla Cotrasir». Non usa dunque mezzi termini l’amministrazione della partecipata, nel contestare l’imprevedibile rapidissimo aumento operato dal Consorzio.

«Vista la minacciata sospensione da parte vostra – continua Lettieri – del trasporto di rifiuti sulla terraferma, in caso di mancato pagamento delle fatture emarginate, e visti gli evidenti rischi per la salute pubblica derivanti dall’impossibilità di procedere in altro modo al trasferimento  in discarica abusiva dei relativi rifiuti e le connesse responsabilità penali, si procederà al pagamento  di quanto richiesto con riserva di adire l’Autorità Giudiziaria per ottenere la restituzione di quanto illegittimamente versato unitamente ai danni determinati alla società municipalizzata». Come si vede, l’amministratore non ci sta ad assistere passivamente alla politica tariffaria imposta dal Consorzio e, pur evitando manovre ostruzionistiche che potrebbero ritorcersi contro la partecipata e l’intero paese, preannuncia una battaglia giudiziaria per riavere indietro il “maltolto”. L’iniziativa dell’avvocato Lettieri potrebbe spingere anche le altre aziende del settore che operano nei comuni isolani ad attivarsi per contestare la tendenza in atto, che prevedibilmente si ripercuote sulle previsioni di spesa per il servizio di nettezza urbana degli enti locali, e di conseguenza sulle tasche dei cittadini.

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