«Il tribunale? E’ stata una vittoria di tutti»
Il consiglio dei ministri ha dato il nulla osta alla stabilizzazione della sezione distaccata di Ischia, il presidente dell’Assoforense Alberto Morelli non nasconde la sua soddisfazione per il risultato ottenuto citando il lavoro di squadra che ha visto protagonista il mondo politico e quello associazionistico. Poi spiega: « È necessario predisporre una serie di incentivi, sia economici che legati all’avanzamento di carriera, per rendere appetibile Ischia come sede lavorativa per magistrati e personale amministrativo»

A te che sei uno sportivo, voglio ricordare il celebre motto di Trapattoni: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. È evidente che quanto sancito dal Consiglio dei Ministri, e in attesa solo dell’approvazione di un Parlamento che dispone di un’ampia maggioranza – e considerando che persino l’opposizione difficilmente potrà mettersi di traverso su un tema di tale rilevanza – rende difficile immaginare che questa missione non possa essere portata a compimento.
“Certo, si tratta indubbiamente di un risultato estremamente positivo, che giunge direttamente da Roma. Eravamo al corrente che, nel corso della settimana, tra martedì e giovedì, ci sarebbe stata questa votazione così importante. Già ieri, siamo stati tempestivamente informati in tempo reale sull’esito. Naturalmente, abbiamo subito attivato tutte le verifiche del caso. Ci siamo confrontati con il Consiglio dell’Ordine, che ci è sempre vicino, e con il Presidente Carmine Foreste, che ha confermato la notizia. Abbiamo anche avuto interlocuzioni con il nostro referente politico, il deputato Michele Schiano, il quale sarà nuovamente presente a Ischia questa settimana: con lui conto di incontrarmi, molto probabilmente sabato. Era una decisione attesa, nell’aria da tempo. Sulla tempistica, ovviamente, si doveva attendere, e resta da attendere ancora l’approvazione finale in Parlamento. Come giustamente ricordavi, la proposta deve essere convertita in legge per poter diventare pienamente operativa”.
Che cosa comporta, al di là di ciò che superficialmente possiamo già immaginare, la stabilizzazione del Tribunale? Puoi scendere un po’ più nel dettaglio?
“Facciamo prima un passo indietro. Se non sbaglio, il 14 luglio la dottoressa Caruso, già Presidente del Tribunale di Napoli, è andata in pensione, affidando le sue funzioni al Vicario, il dottor Scoppa. Con lui, già in precedenza, avevamo avviato un’interlocuzione costruttiva, sempre congiuntamente al Consiglio dell’Ordine. Come ricorderai, tutto ciò avvenne ben prima della discussione sul noto ricorso al TAR contro il decreto che prevedeva lo spostamento delle cause penali a Napoli. Quel ricorso, per la prima volta, venne promosso all’unisono da tutte le amministrazioni dell’isola. Fu un segnale fortissimo, al di là del fatto che non abbia avuto un esito giuridico. Il risultato politico, tuttavia, fu decisivo: in quella sede si arrivò a una sorta di marcia indietro da parte della Presidenza, che garantì l’applicazione dei giudici a Ischia. Dunque, come dicevo, con il Presidente Scoppa si era già instaurato un dialogo proficuo. Ora, la stabilizzazione del Tribunale porta con sé, a cascata, una serie di implicazioni rilevanti per tutta la comunità. Anzitutto, l’aumento del numero di giudici e di personale amministrativo. Oggi, fortunatamente, la sezione di Ischia conta una presenza più consistente di operatori. Restano però delle criticità: ad esempio, vi è ancora una scopertura per quanto riguarda l’UNEP. Nel contesto del sistema giuridico attuale, il personale è una risorsa imprescindibile. Tuttavia, l’introduzione sempre più diffusa del processo telematico – che presto sarà realtà anche nel penale – consente un minor impiego di risorse umane, a fronte di una maggiore necessità di competenze professionali e digitali. Se prima per un compito erano necessari cinque addetti, oggi ne bastano due, purché adeguatamente preparati. Ma su questo dormiamo sonni tranquilli, perché parliamo di personale altamente qualificato, laureati e in alcuni casi anche ex colleghi. Questo, indubbiamente, inciderà positivamente sull’efficienza del Tribunale e sulla rapidità nell’erogazione della giustizia”.
«La stabilizzazione del Tribunale non rappresenta il traguardo, bensì il punto di partenza per un miglioramento complessivo del sistema. A partire da qui, dovranno seguire tutta una serie di provvedimenti che rendano la struttura più efficiente»
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Ora serve un ulteriore passo in avanti, così come già avvenuto in ambito scolastico e sanitario. Anche grazie alla recente modifica dell’articolo della Costituzione, è necessario fare in modo che la sede giudiziaria di Ischia diventi più attrattiva per chi vi lavora o intenda trasferirsi. Sei d’accordo?
“Sì, assolutamente. Questo è un tema che abbiamo affrontato direttamente con il sottosegretario Del Mastro, che si è mostrato perfettamente consapevole della questione. È necessario predisporre una serie di incentivi, sia economici che legati all’avanzamento di carriera, per rendere appetibile Ischia come sede lavorativa per magistrati e personale amministrativo. Le risorse finanziarie saranno determinanti. Ogni disegno di legge, ogni provvedimento legislativo, deve necessariamente essere accompagnato da una copertura economica adeguata. Uscivamo da un periodo complicato, quello post-Covid per intenderci, che aveva avuto un impatto pesante sulle finanze dello Stato. Tuttavia, oggi cominciano a vedersi timidi segnali di ripresa. Ecco perché, una volta che la legge sarà definitivamente approvata, mi aspetto l’introduzione concreta di questi incentivi, fondamentali per garantire un pieno funzionamento della struttura giudiziaria sull’isola”.
«Sulla tempistica, ovviamente, si doveva attendere, e resta da attendere ancora l’approvazione finale in Parlamento. Come giustamente ricordavi, la proposta deve essere convertita in legge per poter diventare pienamente operativa»
Ti rivolgo una domanda alla quale ti chiedo di rispondere con la schiettezza che ti contraddistingue: quanto ti amareggia il fatto che questa battaglia non sia stata condivisa da tutta l’avvocatura, e anzi, sia stata in parte osteggiata anche da alcuni tuoi colleghi?
“È una questione che, purtroppo, viene spesso interpretata in termini personalistici, invece che valutata per ciò che realmente rappresenta. Non si tratta del singolo avvocato che preferisce recarsi a Ischia piuttosto che a Napoli per lavorare. Alcune divisioni interne alla classe forense derivano proprio da un funzionamento del Tribunale che, per lungo tempo, non è stato adeguato. Molti colleghi che non condividono la nostra visione – che come Associazione Forense portiamo avanti da anni – sostengono che, se il Tribunale funziona male, sia meglio andare direttamente a Napoli e dunque chiuderlo. Questa è, in sintesi, la posizione di quella parte dell’avvocatura a cui fai riferimento. Mi dispiace, certo, ma fino a un certo punto. Capisco lo scoramento: anche io sono avvocato e ho vissuto sulla mia pelle i problemi della giustizia sull’isola. Comprendo il disincanto. Ma credo che sia fondamentale guardare oltre. Quella per il Tribunale è solo una delle battaglie da affrontare. Domani potrebbe toccare alle scuole dei nostri figli, al sistema sanitario, ai trasporti – basti pensare a quanto accaduto di recente. I trasporti, se carenti, compromettono anche i servizi essenziali. Ecco perché questa è una battaglia collettiva, di cui dobbiamo farci carico tutti, senza distinzioni. La stabilizzazione del Tribunale non rappresenta il traguardo, bensì il punto di partenza per un miglioramento complessivo del sistema. A partire da qui, dovranno seguire tutta una serie di provvedimenti che rendano la struttura più efficiente, più pronta a rispondere alle esigenze dei cittadini. Al momento, questi ultimi sono demoralizzati: vedono udienze rinviate, provvedimenti non eseguiti, e il trasferimento delle cause penali a Napoli che si traduce in un continuo rimbalzo, in una sorta di navetta senza meta, senza mai approdare a un porto sicuro”.






