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«Il turismo balneare rischia il fallimento»: G20s chiede al governo di agire

I sindaci delle più importanti località balneari italiane fanno un elenco di misure urgenti da adottare a livello nazionale per evitare il collasso del settore. Tra i firmatari anche i primi cittadini di Ischia e Forio

Dai sindaci delle 23 località costiere italiane che registrano il maggiore numero di presenze turistiche legate all’offerta balneare parte un sos al Governo. La stagione turistico balnerare è ferma a causa del Coronavirus e l’incertezza non permette di programmare quello che avverrà nei prossimi mesi. Tra i sindaci che hanno firmato l’appello al Governo ci sono anche Enzo Ferrandino e Francesco del Deo, rispettivamente primo cittadino di Ischia e di Forio.

«L’attuale emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus ha immediatamente generato gravissimi impatti economici sui bilanci degli enti locali – afferma una nota del G20s – in particolare sulla tenuta finanziaria a causa dei maggiori costi che si stanno sostenendo e dovranno essere sostenuti nonché del crollo delle entrate conseguenti al blocco di gran parte delle attività economiche». «Mancano poco più di 40 giorni all’avvio dell’ipotetica stagione estiva, ma non ci sono ancora certezze su come, quando e soprattutto se si potrà ripartire», afferma il coordinamento del G20 Spiagge, composto dalle località costiere italiane che registrano il maggiore numero di presenze turistiche legate all’offerta balneare (si tratta di Arzachena, Bellaria Igea Marina, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Cervia, Chioggia, Comacchio, Forio, Grado, Grosseto, Ischia, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Orbetello, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Viareggio e Vieste).

«Non sono ancora chiare le modalità di gestione delle spiagge e dei servizi turistici e dal governo non arrivano indicazioni certe», prosegue il G20 Spiagge, che per sollecitare risposte ha inviato una lettera ufficiale a firma dei sindaci, indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte per chiedere con forza che ci sia un’attenzione particolare sul settore del turismo balneare, considerando che sarà il primo a partire e farà da apripista a tutto il sistema turistico. «Le già prevedibili future criticità che i Comuni balneari dovranno affrontare non trovano ancora azioni fortemente incisive o certe per assicurare la continuità di molti servizi essenziali, tanto che le amministrazioni rischiano di rimanere senza risorse in un momento gravissimo per la tenuta sociale del paese e delle singole comunità», scrivono i sindaci del G20s, ritenendo che «siano necessari immediati provvedimenti di sostegno che diano certezza e stabilità ai bilanci comunali, già gravemente compromessi, e quindi all’attività e ai servizi comunali essenziali per la tenuta del Paese e dei singoli territori».

«Dato atto che l’attività economica prevalente svolta dai Comuni del G20s è quella turistica esercitata in forma stagionale, e che pertanto gli impatti economici della crisi da una parte sono rilevantissimi già nell’immediato e dall’altra le persone e le imprese dovranno attendere un periodo ancora più lungo per poter beneficiare della ripresa», queste sono le richieste avanzate al governo: istituire un fondo di sostegno per i Comuni di almeno 5 miliardi, così come da proposta Anci del 11 aprile 2020; istituire un fondo straordinario di almeno 500 milioni per i Comuni che si trovano ad avere un risultato negativo del Fondo di solidarietà comunale, di cui allo schema allegato 4, colonna 5, del DPCM 28 marzo 2020 pubblicato sulla G.U. n. 83 del 29 marzo 2020, azzerando il saldo negativo o in alternativa l’abbattimento del 70% di tale importo; anticipare al 2020 le risorse previste nel bilancio dello stato per la dotazione del Fondo di solidarietà comunale di cui al comma 448 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (tenuto anche conto di quanto disposto dal comma 8 dell’articolo 47 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89), in particolare i 200 milioni di euro nel 2021, i 300 milioni di euro nel 2022 e i 330 milioni di euro nel 2023, aumentando così la dotazione del fondo di 830 milioni; ridurre la percentuale quota di accantonamento del FCDE (Fondo Crediti Dubbia Esigibilità) prevista per i bilanci di previsione 2020; possibilità di utilizzare interamente l’avanzo di amministrazione vincolato; consentire ai Comuni di attivare e mantenere servizi legati all’emergenza coronavirus o comunque essenziali ai fini della coesione sociale e della ripresa delle attività locali attraverso trasferimenti di risorse dallo Stato ai Comuni; conferire ai sindaci i poteri necessari per operare con la massima celerità e prontezza per velocizzare le opere più importanti e la ripartenza dei cantieri attraverso uno snellimento e una sburocratizzazione di tutti i procedimenti amministrativi; prevedere la presenza di un rappresentante autorevole, con competenze sul settore turistico, nella task force prevista dal governo per progettare la “fase 2” del post emergenza sanitaria, considerando che il turismo in Italia è un asset economico strategico, che genera il 13% del Pil nazionale e conta 4,2 milioni di occupati in questo settore; predisporre un protocollo sanitario che ci indichi in maniera univoca e certa procedure e modalità che possano garantire la sicurezza e la tutela della salute dei turisti, degli operatori turistici, dei lavoratori e dei cittadini delle destinazioni balneari, considerando l’imminente avvio della stagione turistica estiva e l’attuale stato di indeterminatezza delle procedure da avviare. «Chiediamo con forza un impegno del governo nei confronti di un intero sistema turistico, quello balneare, che senza gli interventi che riteniamo necessari se non vitali e sopra ribaditi, nei prossimi mesi potrebbe già dichiarare il proprio fallimento», concludono i sindaci del G20s.

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