LE OPINIONI

Il turismo e il suo “andamento lento”

Il titolo della bella canzone di Tullio De Piscopo esprime bene il trend del mercato turistico ischitano, che, nelle cifre, rispecchia sostanzialmente quello nazionale, secondo l’indagine a campione svolta da Federalberghi. Infatti, qui, proprio come il resto d’Italia, la primavera è trascorsa all’insegna del blocco totale. E a Ischia primavera e autunno, grazie alle terme, di solito costituiscono “alta stagione”: tuttavia, proprio il comparto termale ha finito con l’essere il settore vacanziero più penalizzato dall’emergenza scatenata dal Coronavirus. Purtroppo, però, anche l’estate stenta a ingranare la marcia. Giugno ha subito le incertezze del post-lockdown; luglio vede i primi movimenti dei turisti italiani, sebben lontani dai livelli degli anni passati: principalmente, per quasi la metà di chi resta a casa, a causa delle ristrettezze economiche. Ma poi, nell’ordine, anche per motivi familiari (33,7%), per problemi di salute (31,5%), per timore del contagio da COVID-19 (19,5%), per impegni lavorativi, dovuti alla mancata chiusura di aziende costrette a recuperare il tempo perduto durante l’inattività obbligata (6,7%), o all’esaurimento delle ferie, usate nel lockdown (2,1%).

“Risonanze nere”, sempre per citare la canzone, anche e soprattutto nel turismo straniero, che a Ischia, come nel resto della Penisola, supera la metà degli arrivi: fermi completamente alcuni mercati che esprimono un’importante capacità di spesa per Ischia, come quelli statunitense e russo; ridotti al minimo, nonostante le riaperture dei confini all’interno dell’area Schenghen, anche quello tedesco, da sempre il più affezionato all’Isola, e quello francese, che da poco, ma ogni anno di più, aveva fatto sentire la sua presenza. Nei primi sei mesi di quest’anno, in linea con la tendenza generale del nostro Paese, l’isola d’Ischia ha registrato un calo delle presenze alberghiere di circa il 70%, anche se il pernottamento in albergo rimane l’opzione preferita di soggiorno feriale. La preferenza accordata alle strutture ricettive, rispetto ad altre sistemazioni, dipende dalla migliore possibilità di fornire assistenza, dalla garanzia dell’igienizzazione giornaliera delle camere e degli ambienti comuni e dalla maggiore sicurezza di cibi e bevande offerti. Inoltre, l’emergenza dovuta alla pandemia ha spinto le persone a riformulare i criteri di scelta per le proprie vacanze: si tiene conto più che mai della vicinanza della località e della facilità del suo raggiungimento. Si privilegia l’interesse naturalistico dei luoghi e il relax; molto meno frequentati gli eventi folklorici ed enogastronomici, i concerti, le discoteche, i cinematografi e i teatri, i siti d’interesse artistico e archeologico. La durata media della vacanza si riduce del 10% e la sua spesa pro capite del 20% circa.

Tutto ciò ha pesanti ripercussioni sull’occupazione, soprattutto per i lavoratori stagionali. Terminata la cassa integrazione, inevitabili le conseguenze pure sui dipendenti che operano a tempo indeterminato nel settore turistico e nel suo indotto. Anche gli imprenditori isolani del turismo soffrono, ma continuano a lottare, “non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”, avrebbe affermato la pittrice messicana Frida Kahlo, nel suo modo colorato di vedere le cose. Ma, in assenza di provvedimenti urgenti, molti potrebbero cedere al grigiore della crisi e non farcela, inducendo un’ulteriore riduzione dei posti di lavoro. Perciò, tra gli interventi amministrativi a sostegno delle aziende suggeriamo: la proroga della cassa integrazione sino a fine anno; la riduzione del cuneo fiscale per le aziende che richiamano in servizio il personale; il completamento delle misure sull’IMU e sugli affitti, da estendere nella durata e da applicare a tutte le imprese alberghiere; la considerazione, da parte delle municipalità locali, della delibera ARERA in riferimento alla TARI; gli incentivi per la riqualificazione delle strutture, approfittando di questo periodo in cui molte aziende sono purtroppo vuote, per confrontarci con un mercato internazionale sempre più competitivo. Nel frattempo, dopo un luglio che riempie Ischia di turisti solo al sabato e alla domenica, aspettiamo che agosto si manifesti, come sempre, il mese preferito dagli Italiani per le proprie vacanze. “Andamento lento”, dunque, ma, proprio come auspica De Piscopo, siamo in attesa pure noi di quella “onda libera” che si porti via le paure del Coronavirus e ci faccia “andare un po’ più su”!

* PRESIDENTE FEDERALBERGHI ISCHIA

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