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Il turismo sanitario come opportunità per il rilancio dell’isola

Il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci: «Ischia mirabile esempio di attrattore turistico nazionale». Numerosi gli interventi di imprenditori ed esponenti dell’Asl: necessario un ripensamento del marketing, anche attraverso nuovi studi scientifici

Il termalismo come il tesoro nascosto dell’isola, come potenzialità ancora in gran parte inespressa, come ricchezza da rivalorizzare. Anche il convegno tenutosi all’Hotel Regina Isabella di Lacco Ameno per celebrare i cento anni dalla fondazione della  Federazione italiana delle industrie termali ha ribadito la volontà di rilancio di un settore strategico dell’industria turistica isolana.

L’incontro si è svolto nella Sala Azzurra del prestigioso hotel dove l’ingegner Giancarlo Carriero, Presidente della sezione turismo dell’Unione Industriali di Napoli e Consigliere di Federterme/Confindustria, ha fatto gli onori di casa e dove sono intervenuti anche numerosi esponenti delle amministrazioni locali: erano infatti presenti il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, e i suoi colleghi Enzo Ferrandino, primo cittadino di Ischia accompagnato dal vice Luigi Di Vaia, e Francesco Del Deo con Mario Savio, sindaco e vicesindaco di Forio. Tra il pubblico anche l’imprenditore Salvatore Lauro e numerosi albergatori isolani.

Il dibattito è stato brillantemente moderato dal Direttore generale di Federterme, Aurelio Crudeli, ed è iniziato coi saluti istituzionali del sindaco Pascale, il quale ha dapprima segnalato la progressiva discesa del settore termale isolano come elemento d’attrazione turistico, che risulta solo al terzo posto tra i motivi che inducono i turisti a scegliere l’isola: «Serve uno studio scientifico che dimostri l’alta qualità terapeutica delle terme di Ischia e la grande quantità di sorgenti dell’isola, esaltandone le peculiarità», ha dichiarato Pascale, lanciando sul tavolo uno dei punti-chiave che sono poi stati sviluppati dai relatori.

L’ingegner Carriero, nel dare il benvenuto ai partecipanti, ha salutato il “compleanno” di Federterme: «Cento anni ben portati – ha dichiarato Carriero – per quello che costituisce uno dei corpi intermedi più consultati e considerati dagli altri attori socio-politico-istituzionali». Il patron del Regina Isabella ha ricordato i 2800 anni di storia del termalismo isolano, un trampolino verso le nuove frontiere da esplorare, a partire dalla medicina preventiva e dalla moderna concezione del benessere, non soltanto fisico, che apre le porte alle enormi potenzialità del termalismo.

D’AMORE: PUNTARE SU TURISMO SANITARIO

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Il primo dei relatori a prendere la parola è stato il dottor Antonio D’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, che ha subito definito le terme come una vera attività produttiva: «Asl e Federterme – ha detto D’Amore – hanno cominciato a parlarsi, a dialogare per favorire la miglior utilizzazione di questa ricchezza». Secondo il direttore dell’Asl, la mossa fondamentale è la valorizzazione del turismo sanitario, un settore in grado di generare più introiti per l’intero settore. «Come sanità noi dovremo dare le giuste risposte alle esigenze in materia di servizi assistenziali, mentre voi come settore alberghiero dovrete dare adeguate risposte in materia di accoglienza», ha dichiarato D’Amore rivolgendosi agli imprenditori, mentre ha lanciato un messaggio ai sindaci, sostenendo che si cresce anche sedendosi tutti attorno a un tavolo e pianificando insieme, dedicando maggiore attenzione ai controlli e continuando a praticare sinergia e condivisione per migliorare l’accoglienza e promuovere finalmente il termalismo 12 mesi su 12, senza limitarsi ai sette-otto mesi attuali. «Noi non arriveremo a festeggiare i 200 anni di Federterme, ma auguro tanti anni di salute al termalismo», ha concluso D’Amore, al quale ha scherzosamente risposto il sindaco Del Deo: «Non mettiamo limiti alla provvidenza, come disse il mio maestro Giulio Andreotti».

Il successivo intervento è stato quello di Aldo Ferruzzi, vicepresidente di Federterme e presidente della Forst, la Fondazione per la ricerca scientifica e termale. Come puntualizzato da Aurelio Crudeli, Ischia viene pubblicizzata per vari motivi, ma poco per il termalismo. Ferruzzi ha puntualizzato: «L’Italia è il paese del termalismo per eccellenza. Avere una lunga storia è sempre positivo, ma anche i moderni studi sono necessari a dimostrare i benefici delle terme». Una serie di slide ha illustrato ai presenti i numerosi studi e lavori scientifici prodotti e finanziati da Forst. La fondazione è  pronta a raccogliere la sfida di rilancio dei territori: «Il termalismo è più di ogni altra cosa dipendente da una corretta gestione del territorio e del suolo, quindi gli enti locali e tutti gli attori devono essere coinvolti», ha spiegato Ferruzzi.

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CARRATURO: INNOVAZIONE E MARKETING

Molto interessante è stato anche l’intervento del dottor Nello Carraturo, responsabile dell’unità operativa semplice di prevenzione collettiva all’Asl NA 2 Nord, che con l’aiuto di una lunga serie di slide proiettate in sala ha illustrato i numeri del termalismo ischitano negli ultimi anni. A fronte di un lieve decremento dei medici specialisti impiegati, e di una leggerissima flessione di utenti accreditati, dal 2017 al 2018 si è registrato un aumento di stranieri. In generale, comunque, dai dati illustrati si evince una leggera flessione in tutti i parametri: «Basta con la sfiducia, ci vogliono parole di ottimismo», ha detto Carraturo, il quale ha ricordato anche che l’anno scorso fu indetta dall’Asl una riunione operativa con gli imprenditori termali isolani, per un progetto di rilancio del termalismo, puntando all’innovazione e al marketing: tuttavia dopo nove mesi non c’è stata alcuna risposta. Un primo step sarebbe costituito dal termalismo classico: fangoterapia, balneoterapia e cure inalatorie, e dal termalismo dermatologico tramite le acque termali come quelle di Nitrodi per curare acne, dermatiti, eczemi e psoriasi, mentre il secondo step dovrebbe contemplare un termalismo innovativo comprendente la riabilitazione in piscina termale, la riabilitazione otorinolaringoiatrica e le cure d’infertilità ginecologiche. «Ischia non è molto conosciuta rispetto a Capri, e molti studenti non conoscono il termalismo», ha detto Carraturo, prima di proiettare un bellissimo video sul termalismo e le bellezze dell’isola. In sostanza, come spesso viene detto in analoghi convegni a tema, siamo seduti su un tesoro, e gli imprenditori devono valorizzarlo.

GLI IMPRENDITORI

Dopo l’articolato intervento di Carraturo, è iniziata la tavola rotonda sulle prospettive del termalismo ischitano tra ricerca scientifica e semplificazione, e i punti di vista degli imprenditori locali.
Antonio Fimiani, gestore delle “Terme di Ischia”, si è chiesto provocatoriamente: «Festeggiamo il centenario di Federterme: celebriamo un  de Profundis   oppure gettiamo le basi di rilancio?». Secondo Fimiani, diversi clienti tornano a Ischia da anni proprio per l’indubbio beneficio in termini di salute fisica che ne ricavano. In particolare, gli studi scientifici dimostrano con tutta evidenza come l’acqua termale a contatto con la pelle, che rappresenta il “radar” del sistema nervoso, provochi benefici diretti e di immediata efficacia sul corpo e sulla psiche umana. «Come imprenditore – ha continuato Fimiani – dico che per esserlo nel campo termale bisogna essere masochisti, visti i costi e le complesse operazioni di manutenzione necessarie». Fimiani si è poi scagliato contro l’eccessiva burocrazia e la normativa attuale in materia, che non permette agli imprenditori di operare con la giusta agilità.

Amministratore delegato della Fonte di Nitrodi,  Giuseppe Di Meglio ha brevemente ripercorso il cammino del sito da lui gestito e portato dall’iniziale degrado all’eccellenza attuale. Un sito con una storia antichissima come dimostrano le tavolette votive in loco, al punto da farla considerare la prima “spa” della storia. Eppure, ha ribadito Di Meglio, «non basta la storia. La fondazione Forst ci fornisce studi che confermano dal punto di vista medico la validità delle terme, ma nemmeno questo basta.  Le case farmaceutiche investono miliardi di euro nella promozione, e noi termalisti siamo in evidente stato di inferiorità». Secondo Di Meglio, l’Asl e i suoi medici potrebbero aiutare il settore nel fondamentale cammino di promozione e divulgazione della qualità del termalismo isolano, che costituisce la prossima sfida da raccogliere senza esitare.

Sintetico l’intervento di Paolo Fulceri Camerini, titolare del Negombo, che ha puntato il dito contro la direttiva europea Bolkestein: «Ci sta uccidendo o quantomeno ci sta complicando notevolmente la vita. Dopo aver presentato un progetto di sviluppo per lo sfruttamento delle acque, e averlo messo in atto per anni, perché mai adesso dovremmo regalare tutto ad altri?», si è domandato Fulceri Camerini. Il direttore Crudeli ha spiegato che il colpo lanciato dalla Bolkestein in gran parte sembra sia stato “parato”, mettendo in moto le risposte a livello amministrativo-normativo, nonostante le resistenze incontrate. Anche la signora Lucia Beringer, dei Giardini Poseidon, era sulla stessa lunghezza d’onda del titolare del Negombo.


Andrea Albano, direttore esecutivo dei Giardini Poseidon, pur ribadendo l’importanza di investire in progetti e in formazione del personale, ha sottolineato come  il contesto attuale non faciliti gli investimenti, tra eccessiva burocrazia e incertezze normative. I Poseidon da anni hanno adottato un sistema di certificazione della qualità, a cui ne è stata poi aggiunta una di livello europeo.  

Il dottor Valerio Galasso, biologo nutrizionista dell’hotel Regina Isabella, ha illustrato l’efficacia di specifici protocolli nutrizionali da unire ai benefici dell’acqua termale. «Con la collaborazione di Forst – ha spiegato Galasso – possiamo rilanciare anche gli studi dedicati alle acque di Ischia, che da troppo tempo sono esigui».

LE CONCLUSIONI DEL PRESIDENTE

Le conclusioni della mattinata di dibattito sono state affidate al Presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, che dopo aver ringraziato imprenditori e amministratori presenti, ha indicato Ischia come un mirabile esempio di attrattore turistico nazionale, che da sola è in grado di generare attrazione ben al di là dell’ambito locale e regionale. Io ritengo Ischia migliore di Capri. Capri fa alcune cose, Ischia invece fa tutto. In particolare, la mobilità interregionale per le cure sanitarie vede l’isola di Ischia in attivo. L’isola secondo Jannotti Pecci dovrebbe dunque promuovere il turismo sanitario, cosa che finora non sta avvenendo. Fra l’altro, in attesa dell’audizione parlamentare di Federterme nei prossimi giorni nell’ambito dell’iter normativo per la nuova legge sul turismo, il Presidente ha sottolineato come la liberalizzazione delle cure termali sul territorio dell’Unione Europea possa costituire un’enorme opportunità per l’isola d’Ischia. Jannotti Pecci ha poi progressivamente toccato le varie criticità del settore, dalla necessità di aggiornare la legge 323, alla mancata promozione termale da 5 miliardi di lire, vanificata dall’Enit (Agenzia nazionale turismo), che provocò la volatilizzazione della somma per coprire un proprio buco finanziario, alla Bolkestein, passando per la necessità di investire sulle scuole di specializzazione, nelle quali il termalismo per troppo tempo è stato l’anello debole. Il presidente ha concluso il suo lungo intervento auspicando migliori condizioni, anche legislative, per consentire agli imprenditori di lavorare agevolmente, a partire dalla parificazione con altri Paesi d’Europa, soprattutto sul fronte della proprietà delle fonti termali, che nel 1927 lo Stato diede inizialmente in concessione perpetua.

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