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Il verbo del Prefetto: «La legalità resta un punto fermo»

Michele Di Bari commenta e riassume la full immersion ischitana soffermandosi sia sui temi legati ai cantieri per la ricostruzione anche privata che soffermandosi sulla necessità di trovare un punto di equilibrio sulla distribuzione del traffico pesante nei porti isolani: e lo fa con una serie di osservazioni davvero interessanti e che tracciano “rotte” chiare

Due incontri sull’isola, il primo dei quali teso a garantire trasparenza, sicurezza e legalità nell’ambito dei processi di ricostruzione.

«Io ho voluto chiarire ai sindaci e alla struttura commissariale – ma credo che in ogni caso ne abbiano già piena consapevolezza – che la ricostruzione privata avviene anche attraverso l’osservanza pedissequa ed il rispetto rigoroso del protocollo che è stato sottoscritto qualche mese fa. E badate bene, si tratta di un protocollo che prevede una serie di clausole decisamente incisive e contiene diversi aspetti: ad esempio che chi lavora per un cantiere privato debba essere iscritto alla white list, che non sono previsti sub appalti a cascata, che occorrono determinati requisiti. L’oggetto della riunione di oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato proprio questo, perché bisogna profondere ogni sforzo perché il protocollo possa avere una sua efficacia».

È lecito chiedere cosa è emerso però dalla riunione nello specifico: voglio dire, sono state rivelate anomalie o irregolarità di qualsivoglia natura?

«Allora, voglio chiarire innanzitutto un aspetto. L’attività della Prefettura è di natura amministrativa ed ha un perimetro ben circoscritto, nulla a che vedere, come da qualche parte è stato scritto e ventilato, con le attività che conduce la Procura della Repubblica che ha una competenza di altro genere, peraltro importantissima. Detto questo abbiamo discusso al tavolo di una serie di questioni anche perché in momenti diversi come è noto ho disposto due accessi ispettivi ai cantieri, e il primo è stato prodromico a ben 14 interdittive antimafia. Nei giorni scorsi come è noto se ne è svolto un altro e adesso vediamo cosa ne verrà fuori. Ma nell’attesa è indubbio che tutti debbano operare nell’unica direzione della legalità. C’è la consapevolezza dei sindaci e della struttura commissariale di muoversi lungo questo solco e prossimamente approfondiremo ulteriori aspetti tecnici in Prefettura proprio in relazione a quelle che sono le attività previste dal protocollo».

Al tavolo è sembrato che non ci fosse piena convergenza di vedute tra chi ha effettuato materialmente i controlli sui cantieri e la parte istituzionale decisoria.

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«No, non c’è stata nessuna diversità di vedute. C’è stata anche nel caso di specie la consapevolezza che ognuno deve fare, operare e agire nel proprio perimetro di competenza. Il Comune deve svolgere naturalmente anche un’attività di controllo, noi da parte nostri opereremo controlli ancora più serrati, la struttura commissariale sa come muoversi e su quali leggi contare e qui con me c’è anche il prefetto Canapoaro che è il responsabile ed ha spiegato come avvengono questi controlli ma anche come si articola la procedura di iscrizione all’albo degli esecutori. Io credo che questa riunione che ha visto la presenza tra gli altri del Questore di Napoli, del comandante provinciale della Guardia di Finanza, dei sindaci, rappresenta un summit prodromico di un’attività da svolgere in sinergie, perché qui nessuno deve tirarsi fuori. Deve essere chiaro, la ricostruzione avviene attraverso una univoca convergenza di tutti gli attori istituzionali».

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Eccellenza, anche la questione legata alla distribuzione dei traffici di mezzi pesanti nei porti era all’oggetto della sua tappa ischitana. Porti, in particolare quello di Ischia, pensati 170 anni fa quando esigenze e traffici erano ben diversi da quelli odierni.

«Bisogna venire incontro alle esigenze dei sindaci: le strutture sono quelle che conosciamo, però il disservizio deve essere superato. Ci sono già delle ordinanze che devono essere rispettate e oggi non lo sono ed a riguardo ho disposto una serie di controlli che partiranno già nei prossimi giorni. Però è importante anche un’altra questione, cioè che i sindaci dell’isola d’Ischia si riuniscano, anche in Prefettura da me: io non ho nessuna difficoltà ad incontrarli ed anzi ho già dato la mia disponibilità a che si faccia un protocollo tra i primi cittadini perché attraverso un coordinamento locale possiamo individuare le soluzioni provvisorie per evitare le criticità che sono state sollevate dal sindaco di Casamicciola ma anche dai suoi colleghi che in questa sede hanno rappresentato una serie di difficoltà. Credo che siamo davanti a un tema importante, scottante e attuale, che va seguito e sul quale terremo alta la guardia»

Come si raggiunge a suo avviso la quadratura del cerchio?

«Parto da un presupposto: qui non si tratta di individuare responsabilità, ma come ho appena avuto modo di spiegare di trovare un punto di incontro tra i sindaci per fare in modo che – con un piccolo sacrificio da parte di ciascuno – si possa addivenire ad una situazione complessiva».

Posso chiederle, visto che siamo in periodo di alta stagione, se si è pensato anche a qualche soluzione tampone nell’immediatezza e in attesa di un ragionamento più ampio e articolato?

«Di soluzioni tampone non ne sono state individuate perché a mio avviso l’attuazione ed il rispetto delle ordinanze e un controllo efficace dai porti di partenza limiterebbe diverse criticità».

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