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Il verbo di Tarro: «in spiaggia senza paura»

Il Golfo ha incontrato il virologo di fama mondiale a margine della sua festa di compleanno celebrata in un ristorante partenopeo. E le rassicurazioni che lo stesso ha fornito sullo spauracchio Covid sono un messaggio di speranza per chi gremisce i lidi dell’isola d’Ischia

DI MARCO MARTONE

“In spiaggia, senza paura”. Il messaggio suonerà come musica anche alle orecchie dei tanti vacanzieri che gremiscono i lidi di Ischia e Procida e che trascorrono questa strana estate post-covid, divisi tra la voglia di svago e il timore del nemico invisibile. Se poi l’input arriva da uno dei virologi più famosi al mondo, Giulio Tarro, allora la voglia di andare “oltre la mascherina” diventa davvero forte. “Le ricerche, anche quella dell’Università di Oxford, dicono che il virus, esposto ai raggi del sole non sopravvive più di 7 minuti. Questo è sufficiente per stare sicuri in spiaggia e anche sui monti”. Una ventata di ottimismo da una delle voci più autorevoli, a livello mondiale, della virologia e rilasciata al quotidiano Il Golfo che lo ha incontrato a margine della sua festa di compleanno. Una serata organizzata sulla terrazza panoramica del ristorante D’Angelo Santa Caterina a Napoli.

Fino a qualche settimana fa, quando l’Italia era nel pieno dell’emergenza Coronavirus, la possibilità di poter trascorrere una vacanza come le altre, fatta di mare, sole, spiagge e libertà, sembrava poco più che un’ipotesi. Il timore che la quarantena potesse protrarsi anche nel periodo tra giugno e settembre, era stato suffragato anche da alcuni virologi e studiosi della materia, alcuni dei quali più intenti ad apparire in televisione che non a chiarire i tanti dubbi e le preoccupazioni che attanagliano gli italiani. Argomento sul quale il virologo messinese taglia corto. “Non mi va di essere messo in mezzo a tuttologi e non virologi”. Meglio, invece, occuparsi di dati concreti e informazioni esatte. “La Cina, che da marzo è fuori dall’epidemia, ha fornito dei punti di riferimento importanti, anche per le terapie che sono state adottate, pensiamo alla sieroterapia – spiega Tarro – poi c’è stato l’approccio al contagio e le metodologie adottate per blindare le zone più colpite”.

Eppure Ischia, Procida e tutte le località turistiche del Paese, sono rimaste con il fiato sospeso per molti mesi, prima di un lento e progressivo risveglio. Adesso in piena estate, con le spiagge affollate e i protocolli di sicurezza che non sempre vengono osservati, il timore è che qualcosa possa sfuggire di mano. I dati quotidiani sono stabili e in qualche modo incoraggianti ma il virus non è morto del tutto e la guardia va tenuta sempre molto alta.

“Guardando la curva dell’epidemia, c’è stato l’incremento con il picco a fine marzo, poi con l’estate è finita l’emergenza – dice Tarro- i nuovi casi vengono da fuori, dal Bangladesh, dai bulgari di Mondragone o da persone che viaggiano e tornano in Italia senza adottare le giuste precauzioni”. Il professore, che ha legato il suo nome alla città partenopea e che ha condotto fondamentali progetti diagnostici e terapeutici durante l’epidemia di colera è messinese ma napoletano d’adozione. Da lui arriva anche una dura critica alla scelta del governo, di prorogare lo stato di emergenza. “Una decisione completamente fuori luogo, non ha alcuna motivazione scientifica né di buon senso. Una cosa indecente. Spero ancora che il Presidente della Repubblica non la firmi”. La serata in onore di Tarro è stata organizzata dalla Fondazione Francesco Terrone, di Ripacandida e Ginestra. A fare gli auguri al virologo anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che ha consegnato a Tarro una medaglia del Comune.

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