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Il vescovo Lagnese celebra a Ischia la XXV giornata mondiale del malato

Sabato scorso 11 febbraio nella chiesa reale di Portosalvo a Porto d’Ischia il Vescovo d’Ischia con numerosi sacerdoti della Diocesi isolana, presenti autorità civili e militari con larga rappresentanza del personale medico e paramedico locale, insieme ad ammalati, disabili, esponenti delle associazioni di volontariato per l’assistenza al malato, i ministri straordinari della Comunione e le associazioni pastorali del mondo della salute, ha celebrato la santa messa nell’unione degli infermi, in linea con tutte le chiese del mondo e in modo particolare  a Lourdes, per la XXV Giornata Mondiale del Malato ispirata al tema papale Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…».

La particolare giornata vissuta con grande spiritualità e senso della solidarietà umana, ha rappresentato una occasione  di attenzione speciale alla condizione  degli ammalati e più in generale dei sofferenti. Prima di sabato scorso sull’isola si sono tenuti tre incontri preliminari di riflessione e di preghiera: lunedì 6 febbraio presso la Cappella dell’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno con i membri dell’Unitalsi, dell’Avo e con operatori sanitari dello stesso Ospedale; martedì 7 febbraio presso il Centro di Accoglienza “Giovanni Paolo II” a Forio d’Ischia con i ministri straordinari dei Decanati di Forio, Barano e Serrara Fontana e gruppi parrocchiali che operano al servizio dei malati; infine mercoledì 8 febbraio presso le Suore discepole di Santa Teresa del Bambin Gesù in Casamicciola con i ministri straordinari della Comunione dei Decanati di Ischia, Casamicciola e Lacco Ameno. Non c’è che dire: dall’Omelia del Vescovo Lagnese a Portosalvo e dalle parole accorate ed incisive di Papa Francesco, questa ricorrenza ha rinnovato nella Chiesa di Ischia e del mondo, il vigore spirituale per svolgere sempre al meglio quella parte fondamentale della sua missione che comprende il servizio agli ultimi, agli infermi, ai sofferenti, agli esclusi e agli emarginati.

Sabato scorso  a Lourdes per la diocesi di Ischia era presente Don Agostino Iovene con un nutrito gruppo di ischitani fra uomini e donne per vivere da vicino la causa del servizio per gli infermi ed ammalati bisognosi di assistenza cristiana. Il messaggio di Papa Francesco per la XXV giornata mondiale del malato è risuonato nel mondo forte e chiaro arrivando alle coscienze di tutti coloro che dovranno farsi carico delle parole del Vescovo di Roma per vedere in esse verità e voglia di continua giustizia sociale in particolare per chi soffre e per le famiglia in difficoltà. ”Cari fratelli e sorelle, ha detto il Papa, desidero esprimere la mia vicinanza a tutti voi che vivete l’esperienza della sofferenza, e alle vostre famiglie, come pure il mio apprezzamento a tutti coloro che, nei diversi ruoli e in tutte le strutture sanitarie sparse  nel mondo, operano con competenza, responsabilità e dedizione per il vostro sollievo, la vostra cura e il vostro benessere quotidiano. Desidero incoraggiarvi tutti, malati, sofferenti, medici, infermieri, familiari, volontari, a contemplare in Maria, Salute dei malati, la garante della tenerezza di Dio per ogni essere umano  e il modello dell’abbandono  alla sua volontà, e a trovare sempre nella fede, nutrita  dalla Parola  e dai Sacramenti la forza di amare Dio e i fratelli anche nell’esperienza  della malattia”.

Una chiesa gremita quella di Portosalvo a Ischia, in ogni ordine di posto che si è lasciata trasportare dal sentimento più puro quello della solidarietà umana rimanendo commossa di fronte agli esempi concreti di chi realmente mette in pratica il proprio desiderio di volontariato nell’assistenza agli infermi, agli ammalati, ai sofferenti distinguendosi in un ruolo fatto per chi ci crede senza riserve. Vale la pena riportare le ultime parole del Papa sull’argomento: “Rinnovo la mia vicinanza di preghiera e di incoraggiamento ai medici, agli infermieri, ai volontari e a tutti i consacrati e le consacrate impegnati al servizio dei malati e dei disagiati; alle istituzioni ecclesiali e civili che operano in questo ambito; e alle famiglie che si prendono cura amorevolmente dei loro congiunti malati. A tutti auguro di essere sempre gioiosi della presenza e dell’amore di Dio, imitando la luminosa testimonianza di tanti amici e amiche di Dio tra i quali ricordo san Giovanni di Dio e san Camillo de’ Lellis, Patroni degli ospedali e degli operatori sanitari, e santa Madre Teresa di Calcutta, missionaria della tenerezza di Dio”. Non lontane dallo spirito e dal significato delle parole di Papa Fancesco pronunciate sabato mattina alla XXV giornata mondiale dell’ammalato celebrata in Vaticano a Roma, le parole chiare e misericordiose del nostro Vescovo Lagnese  che ispirandosi al pensiero del Papa ha avuto espressioni di conforto per gli ammalati e disabili presenti e forte sprone per gli operatori sanitari e parasanitari e per  le lodevoli associazioni di volontariato operanti sull’isola.

Antonio Lubrano – antoniolubrano1941@gmail.com

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Foto di Giovan Giuseppe Lubrano        

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