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Il Vescivi Lagnese ed i parroci diocesani favoriscano sull’isola il turismo religioso

La Pasqua 2019 con la Settimana Santa nel pieno dell’attesa primavera si avvicina sempre più e si preannuncia, del resto come ogni anno, viva e piena di fascino con i suoi colori, il suo avvertito profumo nell’aria, le sensazioni del  vivere la festa dello spirito e della religione (per i cattolici) che animano chi ci crede e si sente in pace con tutti. E con la Pasqua si avvicina anche la lunga stagione delle feste patronali sull’isola che tanto piaccio ni per la le loro caratteristiche ai turisti italiani e stranieri.  La Pasqua (21 aprile) insomma è la ricorrenza degli attesi riti. Quelli che mostrano la sana spettacolarizzazione dei Misteri che ruotano intorno alla passione di Cristo dall’Ultima Cena al tradimento per i famosi trenta denari dell’apostolo Giuda, dalla crocifissione del condannato Gesù sul Golgota al Pianto delle Pie Donne. Un calvario quello del Maestro, trasfigurato in tanti quadretti scenografici che gli appositi comitati composti da intraprendenti credenti allestiscono nei giorni della Passione (Giovedì Santo e Venerdì Santo) per la soddisfazione propria e di chi assiste ed ammira l’impegnativo lavoro rievocativo di fede popolare trasmesso a tutti. La vicina Procida al riguardo è già in pieno fermento per distinguersi anche quest’anno con la sua spettacolare processione dei Misteri e del Cristo morto del Venerdì Santo in quella che è considerata  una delle più suggestive rappresentazioni all’aperto dei riti pasquali  nel sud Italia. Ischia può tenerle il passo? L’ interrogativo mette tristezza perché si è consapevoli di aver cancellato con molta leggerezza iniziative di fede e di sano folklore  legate ai sacri e  seguiti riti pasquali che in passato da sole nei giorni della settimana santa emozionavano e coinvolgevano al punto dal farti  sentire parte della liturgia vissuta espressa dalla chiesa locale. Ricordo la celebrazione delle “tre ore di agonia” in  una Cattedrale di Ischia ponte affollata di fedeli, la processione del Giovedì Santo dei “fratelli incappucciati” della Congrega del Borgo guidata da un Don Liberato Morelli indimenticabile nel suo ruolo di straordinario padre spirituale,la grande processione dei Misteri e della Croce del Venerdì Santo curata  dalle sorelle D’ambra-Marcantonio del cevvhio Stradone. Tre stimati sacerdoti di oggi, pieni di risorse e votati al più sano attivismo, i parroci Don Carlo Candido, Don Antonio Angiolini e don Giuseppe Nicolella possono per davvero invertire la tendenza ripristinando a Ischia i vecchi riti pasquali e generare così nelle tre parrocchie per la straordinaria occasione simbolicamente unificate un maggiore clima  di festa e di partecipazione  per la nuova Pasqua del Signore. Atteso a questo auspicabile rinnovato appuntamento soprattutto il Vescovo della diocesi isolana Mons. Pietro Lagnese a cui si chiede di favorire il Turismo Religioso sull’isola con i prossimi riti pasquali e le  feste patronali, specie dopo il suo evidente personale successo delle Visite pastorali alle 25 parrocchie della Diocesi. Mettersi di traverso risulterebbe un grave errore di valutazione. Un paese come il nostro che principalmente vive di turismo, oltre a migliorarsi nel suo assetto sociale ed ambientale, difende le sue tradizioni per darsi una identità meglio definita e con qualcosa di più da “vendere”. Le feste patronali rappresentano il lato tradizionale più seguito  dei nostri usi e costumi di vita sull’isola, e rientrano di diritto nell’indice di gradimento dei nostri ospiti tedeschi, svizzeri, inglesi, olandesi e da qualche tempo anche russi, serbi, croati e bosniaci. In realtà occupano le prime posizioni nella graduatoria, dietro solo il nostro mare, le terme,il verde, le spiagge, l’ospitalità. Al riguardo è stato più volte ribadito che le feste religiose patronali hanno anche un serio risvolto turistico importante. La festa di San Giovan Giuseppe della Croce nella sua pienezza, che Don Carlo rivitalizza ogni anno sempre più permette ai turisti e agli ischitani stessi, tra le altre cose, di ammirare un Centro Storico di Ischia Ponte diverso, immerso in un’atmosfera festosa e magica, con le luminarie stradali, gli addobbi ed i fuochi d’artificio resi  ancor più solenni da appropriati sottofondi musicali, che lo fanno apparire  ancor più bello di quanto sia già. I Tour Operator che lavorano con la nostra isola, lo sanno e spronano le autorità locali a gettare nuove e più sicure  basi per ufficializzare un certo tipo di turismo religioso che la Chiesa di Ischia,  da parte sua  può e deve prendere in considerazione, favorendone col proprio appoggio e disponibilità, il rilancio. Sull’isola nell’arco dell’anno si svolgono numerose feste patronali. Ogni Comune  ne vanta più di una, con Comitati di supporto che si impegnano al massimo per far bella figura. Fede e tradizione sono le componenti di base per mantenere vivo l’entusiasmo che anima le comunità parrocchiali  che nelle feste in onore del proprio Santo credono e si rispecchiano in essere per ritrovare valori passati fissati purtroppo solo nei ricordi. Le processioni, il suono a distesa delle campane, le luminarie stradali, i fuochi pirotecnici, le bancarelle, l’allegria dei bambini, la banda musicale sono tutte componenti insostituibili in una festa che si rispetti. L’ischitano di fede e di passioni non fa mistero del suo attaccamento a tradizioni e culture dei propri padri che gli armonizzano l’esistenza, quasi che fossero ancore di salvezza per non precipitare nei vuoti da dove poi sarà difficile uscire. Le Feste patronali nel paese in cui si consuma con pienezza il proprio vissuto quotidiano con sguardi al passato ed al futuro prima ancora che si ragioni sul presente, mettono decisamente di buon umore. Chi non è d’accordo ha seri problemi esistenziali: dall’umore spesso nero al rifiuto degli episodi che lo tengono allegro, dalla severità verso se stesso al cattivo rapporto col prossimo e tanto altro ancora.  Quella di Santa Restituta è  la prima festa grande patronale ischitana dell’anno, e fa da battistrada a tutte le altre nel generale programma della politica del Turismo Religioso in atto nell’ isola d’Ischia. Le nostre feste patronali di punta, quali quelle di Santa Restituta il 17 maggio a Lacco Ameno, San Vito a Forio il prossimo 15 giugno, San Giovan Giuseppe della Croce a Ischia Ponte l’ultima settimana di Agosto e San Michele Arcangelo a Sant’Angelo il 29 settembre, insieme a tutte le altre feste patronali  minori che si svolgono nei sei comuni e frazioni della nostra isola, nel periodo della nostra stagione turistica  che va da aprile ad ottobre, rappresentano con i propri inconfutabili valori religiosi, il grande patrimonio di storia antica e moderna in cui sono configurate le culture più vive e presenti di un popolo legato da sempre al senso della tradizione per le cose grandi e piccole, religiose e laiche, ma tutte importanti nel lungo percorso della propria esistenza. Questo popolo è il popolo ischitano che fin dalle sue origini si è risollevato soltanto festeggiando e sconfiggendo sul campo il “nemico” con il lavoro,  la fede ed il sorriso.

                                                                  antoniolubrano1941@gmail.com

 

 

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