CULTURA & SOCIETA'

Il Vescovo Lagnese in visita pastorale alle scuole di Lacco Ameno: «Un cuore giovane per inseguire i vostri sogni»

Il capo della Diocesi di Ischia ha incontrato la comunità scolastica dell’IC “Vincenzo Mennella” nella palestra comunale della Fundera. Una clima di festa e condivisione per un dialogo che ha spaziato dal mondo dei ricordi personali alle questioni più accese della nostra società. Oggi la celebrazione della Messa nella Basilica di Santa Restituta

«Siate capaci di sognare. Di restare giovani con un cuore pieno di entusiasmo. Non diventate vecchi prima del tempo. Non affrontate il futuro da soli, ma fatevi aiutare: dalla famiglia, dai vostri insegnanti, dal Signore. Condividete i vostri sogni e inseguiteli. Credeteci, perché possono diventare realtà.»
Accolto nella palestra comunale “Aceti” della Fundera dalla Dirigente scolastica Assunta Barbieri, da insegnanti e personale Ata, ma soprattutto dal coro di centinaia di bambini dell’Istituto comprensivo “Vincenzo Mennella” sulle note di “Preferisco il paradiso”, il vescovo di Ischia Mons. Pietro Lagnese è arrivato puntualissimo all’incontro con le scuole di Lacco Ameno. Una visita pastorale nel Comune del Fungo che si concluderà oggi nella Basilica di Santa Restituta dove Lagnese celebrerà la messa delle ore 11.00.

Un’occasione per un dialogo tra Chiesa e comunità scolastica che ha spaziato dal mondo dei ricordi personali alle problematiche tipiche della nostra società: le incognite del futuro, l’inquinamento ambientale, i conflitti internazionali, i dubbi, le paure, le difficoltà che cominciano ad affacciarsi nella pubertà. In un clima di grande emozione e coinvolgimento, con un’atmosfera gioiosa e informale che ha privilegiato, nel confronto, la forza sociale della Chiesa più che la sua dottrina. D’altro canto le trasformazioni profonde intervenute da alcuni decenni hanno condotto a una società plurale e frammentata. Di conseguenza una forma di presenza della Chiesta nella vita pubblica che faccia leva su una pretesa esclusiva di tipo confessionale, oggi è di fatto semplicemente inimmaginabile.

Le forme di comunicazione con il Vescovo Lagnese sono state diverse: i più piccoli hanno cantato e realizzato disegni evocativi dando libera espressione alla loro creatività. I più grandi, oltre a striscioni e coreografie, hanno composto una poesia e formulato una serie di domande alle quali il capo della Diocesi di Ischia non si è certo sottratto. A cominciare da quella sulla vocazione.

«Ero un ragazzo normalissimo come voi. Frequentavo la scuola e andavo in parrocchia», ha raccontato Lagnese. «Poi mi sono accorto che, quando andavo in Chiesa e sentivo parlare di Gesù, provavo un’emozione particolare rispetto ai miei coetanei. Ammiravo sempre di più coloro che dedicavano tutta la vita a Gesù e a farlo conoscere. Il parroco, ad esempio, aveva un amore particolare per i poveri. Per i miei compagni non era sempre così: alcuni erano più distratti o amavano di più fare altre cose. Io sentivo questo desiderio molto forte, mi dicevo, già alla vostra età: come sarebbe bello se anch’io potessi mettere la mia vita a disposizione degli altri. Così piano piano ho cominciato questo avvicinamento al sacerdozio. Alla fine del Liceo ho bussato alla porta del vescovo e gli ho detto volevo diventare sacerdote. Alla mia famiglia, invece, ho detto: tra pochi giorni parto ed entro in seminario. Questo è successo nel 1980.»

E l’emozione di diventare parroco? «L’ho provata presto, avevo solo 25 anni. Mi sono detto: speriamo di non combinare troppi pasticci. Poi ho affrontato questo cammino con grande gioia ed entusiasmo. Spero di poterlo fare fino alla fine.»

Domanda capitale. Perché il mondo è insanguinato dalle guerre? Perché tanti esseri umani perdono la vita in modo così insensato? Finiranno mai tutti questi conflitti che spesso fanno vittime proprio tra i bambini? «Dobbiamo crederci, mai smettere di chiedere che tutto ciò finisca. Mai pensare che sia inutile impegnarci e chiedere che le cose cambino.»

«Vedete – continua Lagnese – ogni anno scrivo un messaggio a tutti gli studenti, uno spunto di riflessione. Quest’anno ho voluto sottolineare l’impegno straordinario di tanti giovani di tutto il mondo in favore dell’ambiente. Una mobilitazione importante, quella dei giovani che pretendono un mondo più pulito. L’inquinamento ambientale sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell’umanità e del pianeta terra. Questa energia, che proviene da voi, va impiegata anche per combattere le ingiustizie, la povertà, i conflitti e le guerre. Voi potete fare molto, non è vero che avete le mani legate. Con i vostri sogni potete aiutarci a pensare meglio e a realizzare un mondo migliore.»
Quando era bambino cosa pensava di voler fare da grande? «Il pastore e il panettiere. Sono diventato un pastore che dispensa pane». Materie preferite? «L’italiano. I poemi e la letteratura».
Squadra del cuore? Risposta diplomatica (dopo lungo silenzio): «Diciamo che tifo per quelli che arrivano secondi».

L’incontro, a cui ha partecipato anche l’assessore al Comune di Lacco Ameno Cecilia Prota e il parroco Don Gioacchino Castaldi, si è concluso con un caloroso saluto da parte di tutti gli alunni che hanno donato al Vescovo alcuni dei loro elaborati, raccolti in un unico libro, un gioco del tris realizzato dai bambini della terza elementare (con materiale riciclato) e, conoscendo la passione per la campanelle, un esemplare in ceramica realizzato da Keramos e raffigurante il Fungo.

«E’ stata una giornata emotivamente intensa e umanamente sentita» ha poi commentato la preside Barbieri. «L’Istituto comprensivo ‘Vincenzo Mennella’ è una scuola inclusiva e attenta all’ambiente, due aspetti particolarmente a cuore a Papa Bergoglio. Non lasciamo indietro nessuno, non facciamo differenze, cerchiamo di realizzare quello che sancisce l’articolo 3 della Costituzione. E lo facciamo con amore, passione, impegno, competenza, aggiornandoci continuamente. Certo siamo una scuola terremotata, piccola, per certi versi di periferia. Eppure, malgrado le difficoltà, andiamo avanti con entusiasmo e determinazione. E’ dalle periferie che bisogna ripartire, come ci insegna anche il Papa che ha nominato nuovi cardinali tra coloro che lavorano e vivono nelle periferie. Un impegno più difficile, forse, ma che dà più gratificazione.»

La questione delle visite pastorali e delle celebrazioni religiose nelle scuole pubbliche è da lungo tempo oggetto di dibattito tra chi è favorevole e chi, richiamandosi al principio di laicità della scuola, è contrario e vorrebbe impedirne lo svolgimento. «Spesso si tratta di polemiche pretestuose» chiosa la preside. «Come per la questione dei crocifissi. Diceva Don Milani: il crocifisso va portato nel cuore. Sono a favore di una scuola pubblica laica, ma questo non mi impedisce di ospitare un’autorità religiosa. E’ costruttivo stimolare il confronto con tutte le culture, compresa quella cattolica. E’ un momento di arricchimento e di crescita nell’ambito di un dialogo in cui anche la religione può dire la sua, accanto a tutte le altre narrazioni disponibili».

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