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CULTURA & SOCIETA'

Il vescovo Lagnese rimanda al prossimo anno il suo pontificale «ma alla processione di oggi di San Giovan Giuseppe non manchero’»

C’erano tutte, le autorità civili e militari, ieri mattina al Pontificale mancato del Vescovo Lagnese nel Santuario dello Spirito Santo. Una parata o passerella inoltre di sindaci, Vice, assessori, consiglieri, Comandanti di Vigili Urbani locali, qualche albergatore devoto ed altri, più o meno titolati e la gran massa di fedeli.

QUESTA SERA NIENTE FUOCHI , MA SOLO COLPI IN ARIA DURANTE LA PROCESSIONE

Lagnese ha preferito partecipare agli Esercizi Spirituale dei Vescovi rimandando al prossimo anno il suo Pontificale e affidando a Don Carlo la celebrazione della Messa Pontificale di quest’anno per la Festa di San Giovan Giuseppe Della Croce. “Alla grande processione del Santo e della madonna di Costantinopoli via mare e via terra ci sarò” ha assicurato il Vescovo Pietro Lagnese, lasciando la sua benedizione a tutti i devoti del Santo Concittadino sull’isola e nel mondo. Quindi grande è l’attesa per la spettacolare processione via mare da Ischia Ponte al Porto d’Ischia, in onore del Santo Concittadino San Giovan Giuseppe della Croce, che avrà luogo come da programma quest’oggi, nel tardo pomeriggio, condizioni meteorologiche permettendo.

Ma San Giovan Giuseppe, come al solito, farà il…miracolo, consentendo così alle migliaia di ischitani residenti, ai nostri emigrati nelle Americhe ed ai tantissimi turisti presenti sull’isola, di assistere all’emozionante evento, che col passare degli anni, va assumendo importanza sempre maggiore. Ormai la grande processione del Santo ischitano per il mare di Ischia, lambendo mezza costa dell’isola, che in pratica, apre un settembre più fresco e più tranquillo, è considerato dagli estensori delle guide turistiche locali e regionali e degli almanacchi nazionali come itinerario di turismo religioso da seguire per i suoi risvolti storici, culturali e di fede di un popolo che si richiama a questo straordinario Santo dai particolari ed incredibili miracoli, quando le cose in famiglie e nel paese, non vanno come dovrebbero.

“San Giovan Giuseppe ci mette una… pezza, ne sono sicura…” affermava la vecchia nonna con l’immaginetta di San Giovan Giuseppe stretta fra le mani, quando sentiva odore di bruciato, evidentemente, rifacendosi al significativo quanto veritiero appellativo di “frate cento pezze” che gli avevano appioppato i suoi confratelli e le tante persone che lo seguivano in vita, per il mantello completamente rattoppato che da sempre quotidianamente indossava, coprendosi per intero, dalla testa fini ai piedi , specie nelle fredde e piovose giornate di inverno.

LA VCCHIA PROCESSIONE DI SAN GIOVAN GIUSEPPE VIA MARE NEGLI ANNI ’20 CON I BARCONI IMBANDIERATI

San Giovan Giuseppe, da dotto e saggio frate alcantarino ischitano, quando stazionava a Napoli presso il convento di Santa Lucia al Monte, sul Corso Vittorio Emanuele ed a Piedimonte d’Alife nel convento di Monte Muto con l’incarico di Padre Superiore, era richiesto da baronesse, contesse ed altre nobildonne dell’alta borghesia napoletana quale loro confessore preferito. infatti, Frate “cento pezze”, ai primi del ‘700 con l’identico abbigliamento scendeva e salive gli ampi scaloni dei palazzi patrizi napoletani, serbando dentro di sé “confessioni” a volte proibitive e pericolose, che se svelate, avrebbero provocato disastri sociali, sia pur nelle alte sfere della buona società napoletana e presso i Vicerè del Regno.

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LA CASA NATALE DEL SANTO NEL BORGO DI CELSA

Quindi un San Giovan Giuseppe stimato e temuto in vita, ed amato e venerato dopo la sua morte (5 marzo 1734) fino ai giorni d’oggi, dove l’isola tutta, ha imparato e sta imparando ad apprezzarlo di più, specie dopo il trasferimento definitivo della Sacra Urna contenete le sue spoglie mortali, da Napoli ad Ischia. Grazie all’azione meritoria del defunto Vescovo Strofaldi che fra le altre cose, riuscì anche a trasformare la chiesa dello Spirito Santo nel Borgo di Celsa in Santuario dove in realtà si venera da sempre la tradizionale e preziosa statua settecentesca del Santo concittadino.

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IL VESCOVO LAGNESE ALLA PROCESSIONE DI SAN GIOVAN GIUISEPPE DLLO SCORDSO ANNO

Già da questa mattina il Santuario è aperto ai fedeli che numerosi si accostano alla statua di San Giovan Giuseppe ed a quella altrettanto amata della Madonna di Costantinopoli per il devoto saluto nel giorno ufficiale della festa, quello della grande processione che vedrà le due importanti statue, già rimosse dai loro troni, per la verità quest’anno abbastanza semplici, lasciare la Chiesa dello Spirito Santo, intorno alle ore 19,00, per imbarcarsi sulle imbandierate motobarche in approdo al vecchio pontile del Borgo Antico di Ischia Ponte. E’ il preludio a questa processione che raccoglie e ne fa un vortice di religiosità, spettacolarità, folklore, espressioni di fede, commozione, preghiera e canti.

IL SANTO PATRONO PRONTO PER LA PROCESSIONE

E’ il forte massaggio globale che il popolo osservante e fedele di Ischia indirizza al suo illustre concittadino che con i suoi forti esempi di vita monastica al servizio del Signore, di Maria Assunta in Cielo e della Chiesa di cui si riteneva suo umile servo, sempre nel nome del Signore e della gente che aiutava nello spirito e nella materia, ringrazia, ma invita pure il suo popolo a imitarlo nella fede e nel rispetto verso i propri simili, in spirito di fratellanza e di amore vero con i fatti e non con parole a vuoto. Il lunedì della festa dedicato alla grande processione via mare è arrivato. Il giorno di giubilo è nel pieno della sua funzione. Le campane delle tre antiche chiese del Borgo di Celsa, Santuario dello Spirito Santo, Chiesa Cattedrale degli agostiniani e Congrega dei “Fratelli” della Madonna di Costantinopoli, suonano a distesa ed annunciano l’evento che ogni anno si svolge sempre con rinnovata solennità.

I DUE CUGINI BALDINO, ENTRAMBI PASQUALE

Al suono delle campane che ridestano il paese, si aggiunge il fragore tuonante dei fuochi d’artificio, che saranno sparati in aria in segno di festoso saluto, mentre sul mare, d’avanti al vecchio Borgo di Ischia Ponte pieno di storia antica, solcano a media andatura numerose barche impavesate con a bordo intere famiglie ed amici, per seguire le due motobarche principali che trasportano le statue di San Giovan Giuseppe della Croce e della Madonna dal vistoso manto azzurro trapuntato di stelle luccicanti. Il corteo marino, tra il Ponte ed il Castello, prende sempre più forma, il numero delle barche al seguito si infittisce sempre di più. Le grosse navi di linea di passaggio sulla rotta per Napoli e Pozzuoli, salutano il Santo a sirene spiegate. La scena spettacolare, grande quanto l’atmosfera che l’avvolge, è vista da terra come un grande film d’azione che continua le sue sequenze. I protagonisti in assoluto sono San Giovan Giuseppe e la Madonna di Costantinopoli sua “partener” nel tradizionale corteo, il Vescovo d’Ischia Mons. Pietro Lagnese e tutti i suoi sacerdoti, i “Fratelli” con la mantellina azzurra della Congrega di Ischia, la banda musicale e le tantissime persone che sono riuscite ad imbarcarsi su battelli chiamati per la funzione.. Tutto questo sarà rivissuto oggi, in omaggio e lode ad un Santo Concittadino, vanto inconfutabile della nostra isola di ieri, di oggi e di sempre.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano antoniolubrano1941@gmail.com

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