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CRONACA

Il vescovo Pascarella a Ischia sabato 19, ecco il programma

Lo ha reso noto l’amministratore apostolico Pietro Lagnese: accoglienza al pontile Aragonese alle 17.45, ultimo atto la Santa Messa che sarà celebrata a Piazzale delle Alghe

Ormai ci siamo, tutto è pronto per l’arrivo – e dunque l’insediamento – a Ischia del nuovo vescovo mons. Gennaro Pascarella. La Chiesa di Ischia è pronta ad accogliere il suo nuovo pastore, appuntamento sabato 19 giugno come più volte anticipato sulle colonne del nostro giornale. Ed è proprio l’amministratore apostolico della Diocesi di Ischia, Pietro Lagnese, a rendere noto il programma dell’ingresso del vescovo Gennaro che, come recita una nota della Diocesi locali, “sarà un momento di Grazia e di gioia per la Chiesa di Ischia e per l’intera comunità isolana” e prevede quanto segue:

Ore 17.45 Accoglienza del Vescovo Gennaro al Pontile Aragonese in Ischia Ponte;

Ore 17.50 saluto delle autorità civili e militari;

Ore 18.30 Rito della presa di possesso canonica della Diocesi nella Chiesa Cattedrale di Ischia;

Ore 19.00 Santa Messa al piazzale delle Alghe.

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STEMMA EPISCOPALE DEL VESCOVO PASCARELLA, SPIEGAZIONE ICONOLOGICA

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Lo stemma episcopale del Vescovo Gennaro Pascarella si presenta composto di uno scudo, la croce in palo, il cappello prelatizio, con cordoni a sei fiocchi (ordinati 1.2.3) di colore verde e il cartiglio superiore in bianco con scritta in nero, come da tradizione araldica ecclesiastica. Gli elementi rappresentati all’interno dello scudo sono la croce bianca, leggermente decentrata sulla sinistra che divide lo scudo in quattro parti; su uno sfondo rosso, disposto nella parte superiore dello scudo, e blu in quella inferiore. Nel riquadro destro inferiore è posta la stella polare, di colore giallo-oro, a otto punte, di cui quelle quattro centrali più lunghe rispetto alle altre.

Il significato iconologico degli elementi rappresentati e dei colori ha una stretta connessione col motto episcopale disposto sul cartiglio: Credidimus caritati, inteso come ciò che dà ragione della fede cristiana, senso e credibilità al ministero ecclesiale, la cui funzione è quella di praticare e testimoniare la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo, attraverso la croce, unica chiave interpretativa del servizio episcopale. La stella polare rimanda al ruolo guida che il vescovo è chiamato a svolgere a livello sociale, come di chi indica al suo popolo costantemente la meta verso la quale orientare l’esistenza. Anche i colori concorrono ad evidenziare il significato dei vari elementi, di cui quello bianco della croce, allude alla luce dell’amore trinitario, che rende visibile la presenza di Cristo ed è al contempo sintesi di tutti i colori e quindi dei carismi ecclesiali; mentre quello oro della stella rimanda alla natura divina. I colori dello scudo alludono invece sia alla duplice natura umano-divino di Cristo cha alla duplice dimensione del ministero episcopale: il rosso sottolinea l’amore oblativo di Dio che si manifesta fino al dono di sé; e il blu alla realtà storica del mondo in cui il vescovo è chiamato a svolgere il suo governo.

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