CULTURA & SOCIETA'

Il ‘Viaggio della Parola’ arriva a Ischia Sul Torrione di Forio la scritta in arabo “Non di solo pane”

Dal padiglione della Santa Sede a Expo 2015 fino alle mura di un simbolo della cittadina turrrita. L’installazione temporanea sarà inaugurata sabato 21 settembre con una cerimonia sulla terrazza dell’Hotel Villa Carolina organizzata dall’Associazione culturale InSophia e dall’Associazione PIDA.

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Un invito a guardare il cibo da un’altra prospettiva. Nutrimento per il corpo, certo, ma anche per l’anima. “Non di solo pane” e “Dacci oggi il nostro pane” furono le frasi con le quali la Santa Sede volle rappresentare il tema di Expo 2015 ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’.Tradotte in tredici lingue, le frasi disegnavano, grazie alle ombre prodotte dalle lettere metalliche,le facciate del Padiglione progettato dallo Studio di Architettura Quattroassociati e da Ginette Caron, grafica che ha immaginò l’insieme delle parole sul padiglione come fosse “manna che scende dal cielo”.

Parole evocative, evangeliche, ma anche ecumeniche e universali. Parole di dialogo e d’inclusione, nel solco della misericordia predicata da Papa Francesco.Al termine di Expo 2015 si decise di conservare e fare rivivere quelle parole, collocandolein luoghi significativi in Italia e all’estero, in modo da continuare a diffondere il loro messaggio.

Il “Viaggio della Parola” arriva in questi giorni a Ischia, proprio mentre l’isola ospita la quinta edizione dell’”Ischia and Naples International Festival of Philosophy” (22-29 settembre Ischia, 3-4 ottobre Napoli) dedicato quest’anno ad uno dei temi-chiave della contemporaneità: “Dio. L’essere umano può davvero metterne in dubbio l’esistenza?”. Sabato 21 settembre, alle ore 18, sarà inaugurata con una cerimonia all’Hotel Villa Carolina di Forio, la scritta in arabo “Non di solo pane”, proveniente appunto dall’ex Padiglione della Santa Sede a Expo Milano 2015, montata con carattere di temporaneità sul Torrione del Comune di Forio, la più imponente ed emblematica delle strutture turrite costruite sull’isola d’Ischia a difesa del territorio. Risalente alla metà del 1400, per secoli è stato utilizzato come punto di avvistamento in difesa degli attacchi dei Saraceni provenienti dalla penisola araba. Con questa installazione, il monumento che disegna (e caratterizza) lo skyline di Forio assume un ruolo opposto, completamente diverso. Da simbolo di difesa e protezione, si trasforma in ponte culturale ideale, faro della civiltà italiana ed europea. Dalla condivisione del cibo spirituale e materiale nasce perciò l’impegno degli uomini per la pace e la giustizia: messaggio che ora viene portato fisicamente in tanti altri luoghi grazie a questa iniziativa.

La nuova destinazione del “Viaggio della Parola”, è stata concordata tra i promotori del progetto – il Pontificio Consiglio per la Cultura e Caritas Ambrosiana, i curatori Ginette Caron (direzione artistica e coordinamento), il prof. Marco Imperadori del Politecnico di Milano, Alessio Pesenti di Nord Zinc, Giovannangelo De Angelis Pres. del PIDA (Premio Internazionale Ischia di Architettura) e Francesco del Deo Sindaco del Comune di Forio. Il programma della serata, introdotta e coordinata dal giornalista Ciro Cenatiempo, prevede la Lecture di Ginette Caron che sarà anticipata dai saluti istituzionali di: Francesco Del Deo; Leonardo Di Mauro Pres. Ordine Architetti Napoli; Alessio Pesenti; Stefania Danzi per la Fondazione Pesenti; Francesco Chiavarini per la Caritas Ambrosiana; Raffaele Mirelli Pres. ass. InSophia; Giovannangelo De Angelis il quale, per l’occasione, presenterà in anteprima il format della nuova edizione del PIDA prevista per settembre 2020.

Con l’installazione temporanea sul Torrione di Forio, il “Viaggio della Parola” giunge alla 14° tappa. Un lungo itinerario, promosso dal Pontificio Consiglio per la Cultura e da Caritas Ambrosiana, per far rivivere il messaggio della Chiesa in nuovi ed evocativi luoghi, in Italia e nel mondo: dalla Cina alla Guinea Bissau, dalla periferia di Milano a Favara in Sicilia. 

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«Quando al termine dell’esposizione universale, si è deciso di far rivivere il messaggio di speranza della Santa Sede in Expo, oltre i limiti di spazio e di tempo imposti dall’evento internazionale – ha dichiarato Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana – abbiamo subito pensato a nuove destinazioni. Spazi fisici che testimoniano la presenza della Parola nella vita concreta della comunità, o che traducono nella realtà i valori umani universali: un oratorio, una chiesa di periferia, una missione, un ghetto strappato al degrado, luoghi di servizio per gli ultimi e posti in cui rivive il ricordo di gesti di coraggio in momenti tragici della nostra Storia».

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«I caratteri, tutti bianchi, erano affissi ad una certa distanza delle pareti del Padiglione, anche loro bianche, in modo da essere letti attraverso le ombre che proiettavano» ha ricordato Ginette Caron. «Le scritte ricoprivano interamente il Padiglione a ricordare l’episodio biblico della manna che scende dal cielo. Nelle nuove sedi, abbiamo voluto che questo effetto, così simbolico, fosse il più possibile riprodotto».  Il restauro delle scritte è stato realizzato da Nord Zinc. Le lettere in acciaio, in particolare, sono state sottoposte a un innovativo ciclo protettivo, SISTEMA TRIPLEX®, concepito dall’azienda bresciana, che unisce zincatura a caldo, nanoceramica e verniciatura a polvere, in grado di offrire una protezione anticorrosiva superiore ai 100 anni (dato verificato da Studio del Ciclo di Vita LCA e Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD) senza necessità di manutenzione.
Il progetto è stato possibile anche grazie al contributo della Fondazione Pesenti; di MAP – Carpenteria Metallica, Cornaredo (MI); ICT Sviluppo – Software, Arzignano (VI); Vanoli Ferro – Commercio materiali siderurgici, Soncino (CR); Hotel Tritone; Hotel Villa Carolina; Giardini Ravino; Hotel Il Gattopardo.

Al netto di qualche malumore o slogan politico scontato (da mettere pur sempre in conto), la prossima installazione sulle mura del Torrione è un gesto simbolico di grande apertura, un invito alla riflessione su quali rapporti costruire con altri popoli, altri mondi, altre culture e altre fedi. La realtà drammatica del terrorismo internazionale ha causato troppe chiusure reciproche. Il messaggio universale della frase diventa slancio (pro)positivo per promuovere la conoscenza reciproca e convergere su valori etici e spirituali universali, superando tensioni o conflitti. Non è un caso che arrivi proprio da Forio, forse il comune isolano che da più tempo accoglie nel suo tessuto sociale famiglie straniere in gran parte di lingua araba.Nel segno della pacifica convivenza dei popoli, per un netto rifiuto dell’intolleranza, della discriminazione, del pregiudizio.

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